Il mar Mediterraneo torna ad assumere un ruolo di importanza strategica nella geopolitica internazionale, del resto il mediterraneo ha da sempre racchiuso gli interessi di Europa, Medioriente e Nord Africa. Ma oggi con la scoperta di nuovi giacimenti di gas naturale nella parte orientale del Mediterraneo al largo delle coste di Egitto, Cipro, Israele e Grecia, assistiamo ad un mutamento delle relazioni tra gli Stati della regione mediterranea.

Tra Tutti la Turchia guidata dal Presidente Erdogan utilizzando una crescente assertività sta cercando di diventare una potenza regionale, questo atteggiamento ha portato in più occasioni a scontrarsi con l’Unione Europea, la quale dopo una prima fase di dialogo per cercare di risolvere le questioni utilizzando la diplomazia convenzionale ha deciso di adottare delle sanzioni nei confronti di Ankara, in seguito alla decisione turca di iniziare a trivellare i giacimenti di gas naturale nel Mediterraneo al Nord di Cipro. È un quadro di misure restrittive che consentirà di sanzionare le persone o entità responsabili o coinvolte nelle attività di trivellazione non autorizzate. Le sanzioni prevedono il divieto di viaggio nella Ue e il congelamento dei beni.

Negli ultimi anni preoccupa molto l’assertività della Turchia nella regione del mar Mediterraneo, la quale ormai non solo si estende a Cipro come detto prima ma da poco anche sulla Libia, alcune settimane fa infatti il Presidente Turco Erdogan e il premier del governo di unità nazionale libico al-Sarraj hanno concordato la delimitazione delle rispettive Zone economiche esclusive, La mossa turca costituisce una minaccia per i diritti della Grecia sugli spazi marittimi circostanti Creta e il Dodecanneso e presenta varie implicazioni politico-giuridiche divenendo un fattore di escalation delle tensioni. Costringe pure l’Italia a ponderare con attenzione le proprie azioni per non finire, inconsapevolmente, nella palude del contenzioso.

In questo nuovo assetto geopolitico del Mediterraneo se l’Italia non si muove adeguatamente potrebbe essere relegata ad un ruolo marginale non solo nella crisi libica, ma in tutto il Mediterraneo, questo scenario non è certamente auspicabile per un paese come il nostro, che ha  radici nel mediterraneo e che si trova geograficamente al centro del Mediterraneo, bisogna che Roma consideri la regione del Mediterraneo come il giardino di casa propria, quando le circostanze lo richiedono bisogna scendere in campo e farsi vedere, l’attuale Ministro degli Esteri Luigi di Maio in un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica ha dichiarato di voler attuare in politica estera una Realpolitik, ma quando si parla di Realpolitik normalmente si parla di azioni volte a preservare in modo pragmatico i propri interessi concreti senza tentazione alcuna verso cedimenti ideologici e sentimentali.

Attualmente quasi nessuna azione è stata portata avanti dall’Italia che possa definirsi realpolitik, l’unica mossa è stata quella di inviare La fregata Federico Martinengo della Marina Militare che ha effettuato una sosta nel porto di Larnaca a Cipro.

Nave Martinengo, sta conducendo un’operazione di pattugliamento nel Mar Mediterraneo Orientale per svolgere attività di presenza e sorveglianza degli spazi marittimi, in rispetto del diritto internazionale e a tutela degli interessi nazionali.

 

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