I rapporti tra Cina e Russia sono sempre stati altalenanti. Le sanzioni di carattere diplomatico ed economico imposte dall’Unione Europea alla Russia in seguito alla crisi ucraina del 2014 hanno di certo giocato un importante ruolo nel riavvicinamento dei due Paesi. E il Nord sembra l’area geografica in cui questo dialogo stia dando i risultati più tangibili. 



La Cina guarda a Nord per poter sostenere tassi di crescita che, seppur inferiori agli anni precedenti, rimangano ben al di sopra dei due o tre punti percentuali.  E anche se l’interesse per la regione artica è stato formalizzato solo nel 2018 con la pubblicazione della China’s Arctic Policy, da decenni la Cina considera l’estremo Nord  un bacino di risorse cui prestare attenzione. E i risultati, come spesso avviene per la potenza guidata da Xi Jinping, non si fanno attendere. Nonostante un percorso diplomatico tortuoso e complesso, la Cina sta progressivamente espandendo i suoi interessi nell’area. Chi sta fiancheggiando la Cina in questo percorso è la Russia di Putin, che anch’essa guarda al Nord come un’area di sviluppo fondamentale per risollevare le sorti economiche del Paese. Il risultato della convergenza di interessi delle due potenze è già tangibile: la Power of Siberia, un gasdotto di 3000 chilometri che collega la Siberia al Nord Est cinese, famoso per la produzione carbonifera, è entrato in funzione.

Il confine lungo il fiume Amur, che per anni è stato simbolo di divisione e instabilità politica, oggi vede la nascita di una collaborazione tutta economica che da una parte va a diversificare l’importazione energetica del dragone e dall’altra va a concretizzare il potenziale di una regione su cui Putin punta molto. A dicembre 2019 è stato completato il tratto che dalla Siberia si inoltra nel territorio cinese attraverso la Provincia settentrionale dell’Heilongjiang e giunge a Changling, nella Provincia di Jilin. Entro la fine del 2020 è previsto che il gasdotto raggiunga Yongqing nello Hebei e il termine ultimo nel 2024, a Shanghai.

Da ambo le parti l’inaugurazione è stata celebrata come un evento storico per il benessere delle economie di entrambi i Paesi e una pietra miliare della collaborazione energetica sino-russa. Ridare vigore e ripopolare le regioni del Nord Est russo che, dopo la disgregazione dell’URSS hanno visto un progressivo spopolamento e impoverimento, è un’assoluta priorità del Cremlino che perfettamente si armonizza con le necessità di diversificazione energetica di cui la Cina ha bisogno per sostenere tassi di crescita ancora sostenuti.             

 

 

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