È possibile discutere l’identità mediterranea della Francia, data il suo quasi costante ricorso ad una politica più filo-atlantica, che mediterranea. Ciò su cui è quasi impossibile discutere e dibattere è l’interesse profondo che la Francia nutre per il Mediterraneo e i suoi Paesi.

Pur avendo dovuto, nel corso della storia anche recente, interfacciarsi ripetutamente con altri importanti attori nella regione, come l’Italia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, ciò non è mai risultato troppo problematico, forse grazie alle affinità culturali. Ora che la Turchia, seppur con una certa prepotenza (ma non solo), si è inserita nei giochi di potere nel Mediterraneo e vuole assurgere quale leader o media potenza, per la Francia la partita diventa molto più complicata, su più versanti. Anzitutto quello energetico. Proprio un mese fa, Parigi si era unita al coro dei Paesi del Mediterraneo orientale, attraverso la firma di una dichiarazione congiunta dei Ministri degli Esteri, contro le pretese egemoniche della Turchia sul Mare di Mezzo. È bene ricordare che, proprio a proposito della questione energetica, la Francia ha avanzato una richiesta formale per entrare nel East Mediterranean Gas Forum.Pochi giorni fa, a seguito di alcuni importantissimi appuntamenti diplomatici, Parigi ha espresso chiaramente la necessità di intavolare una discussione in sede NATO con tutti gli alleati per affrontare, più specificamente, l’aggressività dell’appoggio (militare e diplomatico) turco in Libia. Il 15 giugno, è giunta notizia che il governo centrale di Tripoli stesse discutendo della possibilità di lasciare ai turchi l’utilizzo di due basi militari, proprio a seguito di una schiacciante vittoria del GNL. Una presenza “inaccettabile”, secondo la Francia che, negli ultimi anni, ha dato prova di ambiguità, tanto da essere accusata di appoggiare il Generale Haftar. Accusa rilanciata ultimamente dal portavoce del Ministero degli Esteri turco e subito negata da Parigi.

Anche a Tripoli, però, la partita francese sembra avere più carattere economico che umanitario, essendoci molti lauti interessi per le risorse energetiche nascoste sotto il suolo libico.   Ad apprezzare maggiormente le ultime dichiarazioni francesi in merito alle contese questioni nel Mediterraneo è stata la Grecia. Sempre il 15 giugno, i Ministri degli Esteri di Atene e Parigi hanno avuto occasione di incontrarsi e discutere delle più importanti problematiche che affliggono il Mediterraneo orientale. Atene ha espresso gratitudine per il costante supporto, da amica ed alleata, che la Francia sta dimostrando nel denunciare le ripetute “provocazioni” di Ankara.  Questo dovrebbe lasciarci intendere quali siano i reali interessi di Parigi.  

The following two tabs change content below.
Maria Nicola Buonocore

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: