I terroristi di Boko Haram hanno attaccato ancora alcuni villaggi situati a Nord del Camerun, ai confini con la Nigeria. Dalle dichiarazioni del governatore della regione, pare che i terroristi abbiano preso in ostaggio circa 16 civili. Continua la caccia delle autorità per liberare i civili e per fermare l’azione del gruppo terroristico. La Task Force multinazionale congiunta, pochi giorni prima, aveva sferrato una controffensiva contro il gruppo terroristico.

La Task Force multinazionale congiunta è una formazione multinazionale combinata che comprende unità, principalmente militari, provenienti da Benin, Camerun, Ciad, Niger e Nigeria, istituita appositamente dai Paesi africani per la lotta contro il terrorismo di Boko Haram.

Le unità militari godono del supporto internazionale e delle Organizzazioni regionali: il sostegno dell’Unione Europea copre i costi per il personale (circa il 78% del finanziamento complessivo) ed i costi operazionali e logistici (circa il 21% del finanziamento complessivo); l’Unione Africana e la Commissione del bacino del lago Ciad contribuiscono ai costi per le truppe militari e all’organizzazione delle conferenze adibite per l’approvazione di piani d’azione strategici.

Una prima coalizione è stata costituita nel 1994 dalle unità di Ciad, Niger e Nigeria con l’obiettivo di ridurre le attività criminali dei banditi e dei ribelli lungo i confini settentrionali della Nigeria. Nel 2015, acquisendo il nome di Multi-Nationail Joint Task Force, la Forza è stata ripensata con l’ingresso di nuovi attori (Camerun e Benin), l’estensione delle attività ed il supporto internazionale.

Il gruppo terroristico di Boko Haram si è infiltrato in Camerun gradualmente, soprattutto nella parte Nord del Paese. Dal 2011 al 2013 i militanti islamici hanno cominciato a diffondere la loro ideologia religiosa, iniziando a reclutare nuovi combattenti e stabilendo nuove tratte di comunicazione con i Paesi limitrofi, principalmente con la Nigeria (utile per il trasporto e lo scambio di armi illegali). Per sconfiggere il terrorismo, il Camerun ha organizzato due operazioni tra il 2014 ed il 2016 (si tratta dell’EMERGENCE 4 e dell’Operazione ALPHA). Eppure, dal 2014, la risposta agli attacchi di Boko Haram da parte del governo del Camerun non si è rivelata sufficiente.

La risposta principalmente militare da parte del governo del Camerun parrebbe inadeguata, considerate “le strategie in continua evoluzione del nemico”, che, addirittura, in alcuni casi, ha ricorso all’avvelenamento delle acque dei fiumi per creare morti e terrore generalizzato. L’iniziale mancanza di cooperazione e la totale responsabilità di risolvere il problema affidata ai militari, ha richiesto l’intervento delle forze internazionali ed ha portato alla creazione della coalizione multinazionale congiunta tra i principali Stati africani impegnati a combattere la stessa battaglia.

Oggi, l’impegno principale è certamente quello di avere e strategie adeguate affinché si possa rispondere in modo preventivo e tempestivo agli attacchi e, allo stesso tempo, predisporre un piano di investimenti ad ampio raggio (maggiormente per quanto riguarda la sfera umanitaria e sociale) per evitare la peggiore ipotesi possa realizzarsi: diventare un network criminale con più leaderindipendenti.

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