La One Belt One Road arriva nei Balcani. Recentemente, la Cina e l’Ungheria hanno lanciato il progetto di ricostruire la ferrovia Belgrado – Budapest, ultimo e nuovo lasciapassare ad alta velocità (fino a 160/h km) delle merci cinesi in Europa. Il costo complessivo del progetto è di 3,2 miliardi di euro, finanziati per l’85 percento dalla banca cinese Exim.

A detta di molti il progetto risulterebbe in uno spreco di denaro. Sicuramente i benefici ci sono per l’Europa Centro – orientale, dove muoversi in treno è ancora difficile rispetto ai ritmi dell’Europa occidentale. Nonostante questo, secondo molti si tratta di un’iniziativa dal significato più politico che economico, perché la ferrovia non passa che per piccoli centri e non avrebbe una forte domanda per il trasporto passeggeri tale da ricoprire l’ingente somma di capitali investiti. L’opposizione invece ribatte che il recente “flirtare” di Orban con la Cina è funzionale alla ricerca di alleanza alternative in vista del progressivo allontanamento da Bruxelles ed inoltre il centro del commercio si sta spostando dall’Ovest all’Est del mondo. Secondo i sostenitori del progetto, bisognerà aspettare altri dieci o venti anni.

Il rischio per l’Ungheria è di basare i suoi calcoli su concezioni politiche e non commerciali, col risultato di non avere un piano preciso per sostenere gli investimenti negli anni futuri. Il rischio è un duro colpo all’economia ungherese, una conseguente inflazione per la crescita delle spese atte a finanziare il progetto, con l’esito non sperato di dover assegnare le proprietà alla Cina, che dopo aver acquistato il porto del Pireo come approdo sui Balcani, non si tirerebbe indietro dall’ampliare le sue proprietà.

 

The following two tabs change content below.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: