Giovedì, la Casa Bianca ha annunciato ufficialmente che un membro dell’esercito americano con un incarico presso la Casa Bianca è risultato positivo al coronavirus. Secondo quanto dichiarato dal portavoce, il presidente Trump e il vicepresidente Mike Pence sono stati nuovamente sottoposti al test non appena appresa tale diagnosi, i test sono poi risultati negativi.

Solamente il giorno dopo, anche l’addetto stampa del Vice Presidente Mike Pence è risultato positivo al virus. [1] Inoltre, Anthony Fauci, immunologo e direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, il più importante istituto di ricerca americano sulle malattie infettive, ha dichiarato a CNN che inizierà una forma di “quarantena moderata” dopo aver avuto un contatto “a basso rischio” con un membro della Casa Bianca risultato positivo al coronavirus.  [2]

Se è così difficile mantenere un ambiente sano al 1600 di Pennsylvania Avenue, dove i membri del personale vengono testati regolarmente, alcuni addirittura tutti i giorni, allora come possono le aziende di tutto il paese, senza avere accesso alle stesse risorse, creare un luogo di lavoro sicuro per i propri lavoratori? Mark Meadows, capo dello staff della Casa Bianca, ha dichiarato alla stampa: “nelle ultime 48 ore, abbiamo messo in atto alcuni protocolli aggiuntivi per ridurre il rischio” e si è detto fiducioso sul fatto che il Presidente sia protetto dal rischio di contagio. “Questo è probabilmente il posto più sicuro in cui si può venire”, ha affermato. [3]

Ciò nonostante, né Trump né Pence indossano regolarmente la mascherina, né tantomeno la maggior parte dei loro collaboratori. Per esempio, venerdì, il presidente, senza alcuna protezione, ha tenuto una cerimonia presso il Memoriale della Seconda Guerra Mondiale a Washington D.C, per celebrare il 75° anniversario della vittoria sulla Germania nazista. Alla celebrazione hanno partecipato diversi veterani ultra novantenni, sebbene sia noto la loro vulnerabilità al virus. [4]

Con quasi 80.000 morti nel territorio nazionale, i singoli Stati e i datori di lavoro stanno affrontando la questione della riapertura, cercando di optare per soluzioni che non mettano a rischio la salute di lavoratori e clienti. Milioni di persone hanno perso il lavoro a causa delle conseguenze economiche del virus. Giovedì, il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che la settimana scorsa circa 3,2 milioni di americani hanno fatto domanda per l’indennità di disoccupazione, portando il numero totale delle richieste a 33 milioni negli ultimi due mesi. [5]

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