MES si, MES no. Il dibattito che infiamma l’Italia e sta dividendo le nostre forze politiche prosegue ormai da molte settimane, pur con le dovute attenuanti dovute al caos scatenato dalla pandemia di Covid-19 questo nuovo “MES light” proposto dall’Unione Europea non sembra tuttavia allontanare il fantasma della troika. Conviene o non conviene?

La tensione che ha scatenato la questione MES all’interno della realtà politica italiana non vede più soltanto lo scontro tra opposizione e governo, anche la maggioranza sembra si stia sgretolando e già da diverso tempo PD e Italia Viva hanno aperto alla possibilità di accedere al MES seppur gli alleati grillini continuino a rifiutarlo categoricamente. Giuseppe Conte ha inizialmente ribadito come l’Italia non sia intenzione di accedere ai fondi erogati dal MES, spingendo per altre soluzioni innovative di fronte alla catastrofe che sta vivendo il mondo oggi, negli ultimi giorni si è iniziato a discutere riguardo la messa in atto di un Recovery Fund per poter sostenere i Paesi in questo momento di estrema difficoltà economica, ma restano ancora delle condizioni da stabilire e c’è ancora da risolvere i contrasti tra i Paesi del nord e quelli del sud riguardo alcuni aspetti della misura.

Tuttavia, come affermato dal vicepresidente della Commissione Europea Vera Jourova, i finanziamenti per il Recovery Fund non potrebbero essere erogati prima del gennaio 2021, servirà del tempo per discutere la proposta del nuovo bilancio pluriennale (2021-2027) e sarà necessario un confronto importante con gli Stati membri prima di approvare qualsiasi tipo di manovra. Tempi relativamente brevi se non fossimo di fronte a uno stato d’emergenza che di tempo ce ne lascia ben poco, tornano dunque ad aleggiare i fantasmi del MES che potrebbero infuocare ulteriormente il dibattito nello scenario politico italiano attorno. 

Questa versione “light” senza condizionalità che ci viene presentato dall’Unione Europea, attira una buona fetta della maggioranza (PD e Italia Viva) ad accoglierlo di buon grado e usufruire di fondi che potrebbero farci molto comodo in questo periodo, la posizione grillina tuttavia non cambia e il no rimane categorico, alludendo al fatto come in realtà esso sia “una trappola” per metterci in stato di sorveglianza. 

Il MES mette a disposizione 240 miliardi accessibili a tutti gli Stati della zona euro, per il nostro Paese (ammesso che il governo voglia richiederli) sarebbero destinati 36 miliardi. La versione “light” proposta dall’attuale MES sanitario ha cercato in tutti i modi di allontanare gli spettri di quanto successo qualche anno fa in Grecia, ma di qui a dire che non ci sarà alcuna condizione ce ne vuole, visto che l’intenzione di Bruxelles è pur sempre di quella di prevedere un sistema di “sorveglianza” sui conti dei Paesi che accederanno al fondo salva-Stati. 

Una clausola che sicuramente infiammerà ancor di più non solo l’opposizione, ma anche la fetta grillina di governo che rigetterà con maggior veemenza l’accesso a questa “trappola” che viene dipinta come un illusorio salvagente. La situazione si fa alquanto spinosa in quanto dall’Europa non arrivano segnali del tutto incoraggianti, il Recovery Fund non soltanto ha bisogno di molto tempo prima di poter erogare i suoi finanziamenti ma bisogna ancora mettersi pienamente d’accordo sulla loro natura, Paesi del nord e del sud continuano ad avere delle visioni differenti e sarà importante giungere il più in fretta possibile a una soluzione condivisa. Nel frattempo, il governo italiano deve ancora prendere una chiara decisione sul MES, andare a ridiscutere la clausola di sorveglianza e cercare di ammorbidirla sarebbe fondamentale per scongiurare uno scontro all’interno della nostra maggioranza che potrebbe portare a una crisi politica di cui non abbiamo assolutamente bisogno in questo momento così drammatico.      

 

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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