A distanza di un anno dalle elezioni italiane, il Bel paese “cambia faccia” come dimostrato dall’incredibile exploit di consensi ricevuti dalla Lega e il crollo verticale del Movimento 5 Stelle. Le elezioni europee hanno portato al Parlamento Europeo un’Italia con specifiche richieste e determinati principi da voler perseguire nello scenario politico europeo, la stragrande maggioranza degli elettori ha scelto di riporre fiducia nella Lega. Ma qual è l’effettiva posizione di quest’ultima all’interno del Parlamento Europeo? Chi sta con la Lega e, soprattutto, che forza ha la Lega (con i suoi alleati) nel Parlamento?

Da sinistra a destra rispettivamente Luigi di Maio (ministro dello Sviluppo economico del M5S) e Matteo Salvini (ministro degli interni della Lega)

L’Italia si è dunque espressa, non staremo qui a discutere riguardo alla bontà o meno della propaganda leghista e del personaggio di Salvini, andiamo piuttosto a soffermarci sul valore del ruolo della Lega all’interno del macro-scenario europeo e sulle alleanze di cui può fare affidamento. Aver ribadito il proprio dominio in patria non vuol dire tuttavia per la Lega avere i numeri per poter “guidare” l’UE. Guardando all’ENF (Europa delle Nazioni e delle Libertà), la Lega è senza dubbio il partito più forte, superando pure quello di Le Pen e rivendicando un ruolo di leadership all’interno del tanto agognato fronte di centrodestra che mira a riunire popolari, conservatori e sovranisti. Ma quanto può essere effettivamente forte questo fronte desiderato dal nostro Ministro degli Interni?

L’idea del grande gruppo nazionalista guidato da Salvini e Marine Le Pen è stata attualmente bocciata da Viktor Orban, che non metterà dunque a disposizione i suoi 13 seggi per “rimpolpare” le file del gruppo, il primo ministro Ungherese sceglie dunque di restare attaccato al PPE non vedendo possibilità di cooperazione all’interno di un gruppo unico, pur ribadendo la sua disponibilità a una collaborazione esterna per ciò che ne concerne sulla questione immigrazione. Una posizione, quella di Orban, che col senno di poi può anche essere facile da spiegare, perché mai abbandonare le file di un gruppo che occupa ben 179 seggi per unirsi al gruppo di Salvini e Le Pen che al momento altro non è che una nicchia d’opposizione? [1] Anche il leader del Brexit Party, Nigel Farage, ha respinto le lusinghe di Salvini scegliendo di restare nel gruppo EFDD, occupato nella passata legislatura proprio insieme proprio al Movimento 5 Stelle, gruppo del quale tra l’altro tiene un’importante leadership forte anche dell’attuale situazione dell’M5S che è uscito alquanto “malconcio” dalla brutta batosta elettorale. Andare dalla “parte” di Salvini significherebbe anche dover cedere lo “scettro del comando”… [2]

In sostanza al momento la Lega di Salvini (il partito numero uno in Italia) ha sì ottenuto un risultato importante a queste elezioni, eppure non occupa nessuna maggioranza all’interno del Parlamento. Il grande progetto del nostro Ministro degli Interni consisteva nel diventare la guida di un cambiamento ben più radicale all’interno del macro-scenario europeo, se in Italia i sovranisti hanno avuto un successo notevole, così come anche in Francia, lo stesso non può dirsi per gli altri Paesi Europei che avrebbero dovuto “rimpolpare” le file del gruppo di Salvini, ritrovatosi all’improvviso condottiero di alleati più deboli di quanto avesse sperato.

La sensazione è che i tempi e gli alleati per spingere le idee del leader della Lega nello scenario politico europeo non siano ancora maturi, ammesso che un giorno possano mai esserlo. In più le elezioni europee sono state più che altro un mezzo per dettare nuove gerarchie di potere all’interno del governo nostrano, con la figura di Salvini che sempre più si erge come dominante nei confronti del partner di governo, e se questo da un lato legittima la Lega come partito sovrano in Italia e quindi “premia” il lavoro condotto finora dal suo leader, dall’altro diventa simbolo non soltanto di “onore” ma anche di “onere”. Il popolo italiano si è espresso e ha riposto la sua fiducia nei confronti di Matteo Salvini, il quale ora è chiamato a rispettare le sue promesse, a trasformare le sue parole in fatti.

Ma quanto potrà effettivamente essere “influente” la Lega, in Europa PER l’Italia, contando sulle attuale basi? Ciò che è stato descritto come un grande trionfo dà il via a una grande responsabilità, magari l’Italia è stata “conquistata”, ma da qui a conquistare l’Europa il tragitto è ancora lungo.

[1] https://www.lastampa.it/2019/05/31/esteri/orban-farage-e-verdi-in-europa-tre-no-al-governo-gialloverde-EoPMLtXY3D6cAyZvbGyhpK/pagina.html

[2] https://www.huffingtonpost.it/entry/m5s-preda-di-farage-lui-li-corteggia-ma-manda-sms-ai-sovranisti_it_5ceea5dde4b0c315dbe4e233

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: