La pandemia crea caos e litigi, le regioni sembrano fare a gara a chi è più brava a mantenere il contagio e antepongono priorità politiche a quelle necessarie, le forze di governo sembrano pronte a litigare tra loro da un momento all’altro, l’opposizione alza la voce ma a sua volta si sgretola. Il popolo italiano rimane inerme e sofferente di fronte alla grande burrasca che sta tormentando lo scenario politico italiano in un momento tanto delicato come questo. 

Si dice che è proprio durante i momenti peggiori che tutti sentono il bisogno di compattarsi contro il nemico comune, in questo caso il Covid-19, eppure sembra proprio che quest’ultimo altro non sia stato che la miccia scatenante del grande incendio cui stiamo assistendo adesso. 

Non eravamo pronti, è vero, è stato un fulmine a ciel sereno e nessuno poteva immaginarselo. Siamo stati il primo Paese a essere schiacciato da questa pandemia e malgrado non possano essere ignorate le negligenze dello Stato degli ultimi anni (vedi i tagli sostanziali alla sanità), è vero che altri Paesi stanno meglio contrastando il virus dopo aver assistito ai colpi sferrati all’Italia. Ci avviamo lentamente alla tanto agognata fase 2 dopo quasi due mesi passati rinchiusi in casa, è una fase cruciale che va studiata nei minimi dettagli, una ricaduta potrebbe essere fatale ma è pur vero che gli italiani devono riprendere a vivere per evitare un disastro economico senza precedenti. In tutto questo, guardare all’attuale politica italiana è un po’ come assistere a una soap opera.

L’opposizione di centro-destra ha finora condotto una campagna totalmente contro il governo, delegittimandone provvedimenti e accusandone la scarsa influenza in Europa, se il governo dice “A” la risposta è sempre e comunque “B” e di conseguenza la missione giallorossa si è tramutata in un tentativo di smontare il centro-destra guidato da un Matteo Salvini che in questo periodo tutto sta facendo purché fortificare la sua posizione. Osserviamo la situazione della regione Lombardia, attualmente quella più in difficoltà in termini di esposizione al virus, è ormai una vera e propria battaglia tra governo e opposizione con quest’ultima che cerca in tutti i modi di difendere la “sua” regione attualmente nell’occhio del ciclone vista la sua difficoltà a stabilizzare il numero dei contagi come invece sta avvenendo in molte altre regioni. Nulla di strano fin qui, ma è spostandoci su altri temi che esce fuori una realtà ben diversa… 

Che dire del MES? Il cosiddetto fondo salva-Stati è stato ormai ribattezzato da gran parte dell’opinione pubblica come la pietra tombale per l’Italia, ricorrervi significherebbe una game over per l’economia nostrana ma è curioso osservare come di fronte a questo tema ci siano pareri contrastanti non solo tra opposizione e governo, ma anche all’interno dei due stessi schieramenti. Giuseppe Conte ha più volte ribadito di non voler ricorrere al MES, spingendo per un piano di azione comune a livello europeo come non si era mai visto finora, se da un lato gode del sostegno del Movimento 5 Stelle non si può dire lo stesso delle altre forze di governo (PD e Italia Viva) che invece sembrerebbero favorevoli a ricorrere a questo MES “formato soft” per contrastare l’emergenza. Qualsiasi vicissitudine all’interno di un governo non può che far gioire qualsiasi opposizione, in particolare quella guidata da Salvini e Meloni che si sono sempre schierati contro il fondo salva-Stati, ma è proprio negli ultimi giorni che Silvio Berlusconi rompe quest’ideale di compattezza del centro-destra sorridendo al MES. 

In sostanza stiamo assistendo a uno scontro serrato tra Conte, Salvini e Meloni sull’unica questione dove sono praticamente d’accordo, il Movimento 5 Stelle al governo con PD e Italia Viva dimostra ancora una volta di essere troppo distante dai suoi compagni di governo risultando, paradossalmente, più affine proprio contro l’acerrimo nemico di adesso: la Lega. Per non parlare, come detto prima, di quel Silvio Berlusconi storico fondatore di questo centro-destra che si ritrova a saltare la barricata insieme a Renzi e Zingaretti. In tutto questo c’è quel Giuseppe Conte che fino a questo punto ha svolto in maniera egregia il suo compito come punto di riferimento per i cittadini italiani, non è un caso che i suoi indici di gradimento siano schizzati alle stelle in questi tempi oscuri, ma è proprio durante la fase 2 che inizieranno i suoi problemi e non sarà per niente facile gestire questo shaker esplosivo. 

In ogni democrazia che si rispetti è presente il concetto di opposizione, se da un lato abbiamo il governo dall’altro abbiamo chi lo critica. È giusto così, sia chiaro. Ma la realtà attuale ci mostra come ormai i governi siano fatti più da schieramenti improvvisati che da partiti con idee affini, ed è proprio la questione del MES che ha messo a nudo tutto ciò delineandoci un quadro che è totalmente differente da quelle che dovrebbero essere le alleanze attuali. I confini ideologici ormai sono sempre più sgretolati, governi e opposizioni sono ormai composti da realtà troppo diverse tra loro, il centro-destra attuale è sia anti-europeista (vedi Salvini e Meloni che più che far parte dell’UE preferirebbero legarsi agli USA) che europeista (Berlusconi), il governo giallorosso è rappresentato da due fazioni politiche che hanno formato la loro identità sul ripudio reciproco (PD e M5S) con l’aggiunta di Italia Viva che più che da collante cerca di sgomitare per meglio prendere i riflettori. 

La deriva assunta dalla politica italiana sembra stia perdendo sempre di più quei confini necessari per stabilire l’identità di un partito, opposizione o governo che sia, in momenti difficili come quello che stiamo vivendo adesso occorre che si agisca verso una direzione chiara e univoca, supportata da un governo che abbia una fondamento ideologica comune. Questo pericoloso shaker tra governo e opposizione rischia di esplodere tra le mani degli italiani. 

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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