L’arrivo del Corona virus ha contribuito a velocizzare molti dei processi economici e politici oltre che di natura medico-scientifica, i quali erano già in essere prima della pandemia. L’emergenza derivata dal covid-19 ha messo a nudo una volta per tutte le debolezze dell’Unione Europea, una casa comune le cui pareti già scricchiolavano da tempo, ma anche e soprattutto sono state messe in risalto le debolezze e le differenze degli Stati membri.

In questo frangente una storica amicizia, sopita da tempo, è stata riscoperta all’ombra dell’emergenza da corona virus, si tratta del rapporto bilaterale Roma-Madrid, una partnership strategica rafforzata negli ultimi mesi dai rispettivi esecutivi, quello Italiano e Spagnolo. Dall’inizio del lockdown sono stati intensificati i rapporti tra il Presidente del Consiglio Italiano, Giuseppe Conte e il suo omologo Spagnolo Pedro Sanchez, culminati in una visita ufficiale a Madrid nel mese di luglio da parte italiana, e dello scorso 20 ottobre da parte del Premier Spagnolo a Palazzo Chigi.

In occasione della consueta conferenza stampa congiunta, Italia e Spagna hanno annunciato un vertice intergovernativo per il prossimo 25 novembre, si tratta di un ulteriore incontro bilaterale programmato a Madrid. Inoltre, a rafforzare la relazione e la vicinanza tra i due Stati sempre a partire dal 20 ottobre per un’intera settimana è stato aperto il foro di dialogo Italo-spagnolo, un momento di incontro a Roma tra le istituzioni dei rispettivi paesi, imprese e società civile che serve a rafforzare la cooperazione lungo l’asse Roma-Madrid.

Le relazioni intra Ue, ovvero tra gli stati membri, hanno sempre visto l’Italia interfacciarsi con Francia e Germania a seconda della situazione e della questione da affrontare, ponendo Roma come portavoce delle istanze degli altri paesi euro mediterranei, tra cui per l’appunto anche la Spagna; così come vuole la consuetudine e la prassi da terzo Stato Ue per importanza. Tuttavia, il corona virus ha voluto che Italia e Spagna si trovassero dalla stessa parte in quanto paesi europei più colpiti dalla pandemia, sia dal punto di vista dei contagi che dei decessi, oltre che per la difficoltà economica che ne è scaturita.  

Proprio con la stesura e approvazione del recovery fund da parte non solo della commissione europea ma anche degli altri partner europei, Roma e Madrid hanno fatto fronte comune a Bruxelles durante i consigli Ue dei mesi precedenti. I due Stati si sono trovati sulle stesse posizioni in tutti i campi, proprio perché condividevano le stesse criticità e punti di forza. Spagna e Italia sono stati destinatari della maggior parte della quota fondi del recovery fund. Da quel momento è nata tra i due Stati una maggiore consapevolezza della loro relazione bilaterale e che insieme avrebbero potuto portare avanti le istanze delle società mediterranee, in quanto essi stessi paesi euro mediterranei.

Proprio da qui inizia il pressing comune di Italia e Spagna al Consiglio Europeo per l’approvazione del budget pluriennale europeo e per il piano denominato Next generation Ue, la rinata consapevolezza delle loro relazioni li ha spinti a convergere anche sullo spinoso tema della Brexit, ribadendo alla commissione Ue che Roma e Madrid non sono disposte a sottoscrivere un accordo con il Regno Unito a qualunque costo, ma intendono per prima cosa salvaguardare le imprese italo-spagnole e i cittadini che operano su tutto il territorio britannico.

Il governo italiano e spagnolo hanno lasciato intendere di voler fare fronte comune anche sul tema delle migrazioni, annosa questione che affligge le coste di entrambi gli Stati da anni. Italia e Spagna vorrebbero siglare un nuovo patto europeo su asilo e politiche migratorie attraverso una negoziazione con il Consiglio Ue e i partners europei. Vale inoltre la pena sottolineare che Italia e Spagna sono due partners imprescindibili anche sotto il profilo economico-commerciale, saldamente legati l’uno all’altra, le due economie non sono concorrenti perché simili, come nel caso di Italia e Francia, ma sono complementari e altamente integrabili.

Questo è stato compreso e adesso appare più chiaro a entrambi gli Stati, molto probabilmente il governo del Presidente Giuseppe Conte e del Premier Spagnolo Pedro Sanchez hanno fiutato l’inclinazione dell’asse Parigi-Berlino che da sempre ha guidato l’Ue. Nelle ultime settimane e mesi, nel perimetro del mediterraneo la Francia non gode più di buoni rapporti con gli Stati mediorientali, dato lo scontro sempre più acceso con la Turchia del Presidente Erdoğan, che ha fatto riaccendere in Francia lo spettro del terrorismo. Invece la Germania della Cancelliera Merkel così come annunciato è a al suo ultimo mandato, le istituzioni tedesche stanno impiegando le loro energie per il dopo Merkel.

Forse che Roma e Madrid si stiano iniziando a preparare per costituire un nuovo asse per guidare l’Unione Europea post Covid-19? Se così fosse, verrebbe scritta una nuova pagina europea, dato che i paesi europei del mediterraneo si sostituirebbero ai paesi europei continentali a guida tedesca, che da decenni guidano e influenzano le scelte dell’Ue.

 

 

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguitogli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.
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