Sabato 11 gennaio, i vertici militari Iraniani hanno ammesso che il volo Ukranian Airlines 752, schiantatosi mercoledì 8 gennaio, pochi minuti dopo il suo decollo dall’aeroporto di Teheran,  è stato abbattuto da un loro missile, per un imperdonabile errore umano. Tutti i 176 passeggeri del volo sono rimasti vittime del disastro: 82 iraniani, 63 canadesi, 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afghani, 3 tedeschi e 2 britannici.   

Il governo iraniano, prima di ammettere ufficialmente la sua colpa, nei giorni successivi allo schianto, aveva sostenuto che fosse stato un guasto al motore dei velivolo ad aver causato i disastro. Tuttavia, sabato, una dichiarazione dei vertici militari, trasmessa sui media statali iraniani, ha comunicato ufficialmente che l’aereo boeing 737, è stato scambiato per un “bersaglio ostile”, aggiungendo che le forze iraniane erano al “massimo livello di allerta”. Il generale iraniano Amir Ali Hajizadeh ha dichiarato che un operatore di missilistico, agendo indipendentemente, ha scambiato il jet civile per un missile da crociera americano, e ha comandato il lancio di un missile terra-aria M1 Tor, abbattendolo. Non sono noti ulteriori dettagli sulla catena di eventi che ha portato al tragico errore.

La tragedia si colloca nell’ambito delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, elevatesi esponenzialmente nella regione durante gli ultimi giorni, ed è avvenuta solo poche ore dopo che l’Iran ha lanciato i suoi missili contro due basi americane nel vicino Iraq, in risposta all’uccisione del celebre generale Qassim Suleimani da parte di un drone americano.

Nonostante l’Iran avesse inizialmente escluso di consegnare qualsiasi informazione alle autorità statunitensi – in quanto, in fin dei conti, alle attuali tensioni si aggiunge anche la problematica che i due Paesi non intrattengono nessun tipo di relazione diplomatica –  alla fine, l’Iran ha deciso comunque di invitare investigatori provenienti dal Canada, dall’Ucraina e anche dei rappresentanti di Boeing a visitare il luogo dell’incidente.  

Nonostante la gravità di quanto accaduto, purtroppo, non è la prima volta nella storia che un aereo di linea viene abbattuto per errore. Infatti, a seguito del disastro aereo di mercoledì, molti osservatori non hanno potuto fare a meno di ricordare quando, trent’anni fa, durante la guerra Iran – Iraq, fu proprio l’Iran ad essere vittima di un disastro simile, per errore degli Stati Uniti.

A seguito dell’uccisione del generale Suleimani, lo stesso Presidente della Repubblica Iraniana, in risposta a un tweet del Presidente americano Donald Trump, ha ricordato la tragedia del Iran Air 655 e le sue 290 vittime, rispondendo a un tweet in cui Trump minacciava di colpire ben 52 siti culturali iraniani, nel caso in cui l’Iran avesse attaccato gli USA.

Il 3 luglio 1988, nel mezzo di un combattimento tra forze americane e iraniane nel Golfo Persico, la Marina degli Stati Uniti abbatté involontariamente un jet passeggeri iraniano: il volo Iran Air 655, con destinazione Dubai. L’Airbus A300 fu colpito da un missile navale lanciato dall’incrociatore americano USS Vincennes, a bordo dell’aereo vi erano 290 persone, tra cui un italiano. Nessuno sopravvisse alla tragedia.

L’equipaggio dell’incrociatore americano, impegnato in un pattugliamento nello stretto di Hormuz, (durante il quale stava inseguendo una nave iraniana che aveva in precedenza aperto il fuoco contro un elicottero americano), scambiò il jet passeggeri, appena decollato dall’aeroporto di Bandar Abbas (che ospita normalmente sia voli civili che militari) per un caccia iraniano F-14.

L’equipaggio del Vincennes il 3 luglio 1988 (AP Photo/Greg English). https://www.ilpost.it/2020/01/12/storia-abbattimento-volo-655-iran-air-1988/iran-59/

L’errore avvenne per un’errata interpretazione del codice radio di identificazione (squawk) da esso emesso. Nonostante il velivolo iraniano stesse seguendo una normale aerovia civile e stesse salendo di quota dopo il decollo, il comandante del Vincennes ritenne che esso potesse avere intenzioni ostili (anche a causa dell’errata segnalazione che gli giunse, secondo la quale l’aereo stava abbassandosi di quota, presumibilmente per iniziare un attacco), e diede perciò l’ordine di lanciare due missili antiaerei, che colpirono l’Airbus, abbattendolo. Sicuramente, sul comportamento del comandante americano pesò l’episodio, avvenuto circa un anno prima, del danneggiamento della fregata USS Stark da parte di un missile Exocet lanciato da un caccia Mirage irakeno. In quella occasione, l’equipaggio della Stark era stato criticato per non aver messo in atto alcuna contromisura difensiva.

Il presidente Ronald Reagan rilasciò, il giorno successivo, una dichiarazione ufficiale da Camp David. Il Presidente difese il giudizio del capitano Will C. Rogers III, e  accusò l’Iran di aver agito irresponsabilmente, lasciando a un jet passeggeri la possibilità di volare in uno spazio aereo dove si stavano svolgendo scontri armati. 

Nel 1996, Washington e Teheran arrivarono a un accordo presso la Corte di Giustizia Internazionale, per cui gli Stati Uniti pagarono circa 70 milioni di dollari alle famiglie delle vittime.

L’imbarazzo internazionale per aver abbattuto un aereo civile, quindi, non è nuovo neanche agli americani. Ciò, ovviamente, non influisce in alcun modo sull’enorme gravità di quanto accaduto, ma ci ricorda semplicemente che nessuno, purtroppo è esente da colpe.

Fonti

https://www.nytimes.com/2020/01/10/world/middleeast/missile-iran-plane-crash.html 

https://www.nytimes.com/2020/01/11/world/middleeast/iran-air-flight-655-history.html

https://time.com/5761206/iran-plane-crash/ 

https://www.jag.navy.mil/library/investigations/VINCENNES%20INV.pdf

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