Domenica scorsa si è votato in due dei 16 lander che costituiscono la Repubblica Federale Tedesca, per intenderci i lander sono paragonabili alle regioni italiane, ma con più autonomia di governo. Le votazioni si sono svolte nei lander orientali della Sassonia e del Brandeburgo, gli abitanti di queste due grandi aree hanno votato per rinnovare il governo locale. La campagna elettorale è stata dominata dai temi della sicurezza sociale una vera ossessione, anche in Laender con livelli di criminalità e migrazione molto bassi e del clima sempre più sentito dalle giovani generazioni in particolare. Si è molto insistito, nelle settimane precedenti il voto, sulla difficoltà dei cittadini della ex Germania Est, sul loro essere considerati cittadini di seconda classe, sul cronico ritardo che registrano rispetto al resto del Paese.

In Sassonia:

E’ la regione con capoluogo Dresda e la più popolosa fra le due in cui si è votato, su circa 3,3 milioni di aventi diritto al voto, la partecipazione è stata del 66,6%, in netto aumento dal 49,2 per cento del 2014. Un dato tanto elevato non si registrava dal 1990, immediatamente dopo la riunificazione della Germania, quando in Sassonia votò urne per le elezioni statali il 72,8 per cento degli elettori.

In questa regione il partito di estrema destra rispetto alle scorse elezioni del 2014 ha certamente aumentato i propri voti passando dal 9,7% all’attuale 27,8%. il candidato regionale, Jörg Urban, parla di un “giorno storico”, anche se non può nascondere la delusione di aver mancato il sorpasso della Cdu, che i sondaggi consideravano possibile ancora poche settimane fa. La Cdu risulta in calo di oltre 7 punti percentuale rispetto alle scorse elezioni, il risultato finale è stato di aver ottenuto il 32,5% dei voti assicurandosi comunque la guida del nuovo governo in Sassonia. La sinistra tedesca invece perde sempre più voti ottenendo solo 8% dei voti, nel 2014 aveva raggiunto il 12,4%. Sono andati invece molto bene i Verdi che sono balzati dal 5,7% al 8,5%, in Germania infatti l’elettorato negli ultimi anni è diventato molto più sensibile alla questione dell’ambiente e del cambiamento climatico.

In Brandeburgo:

Si tratta del Land che circonda Berlino, sono stati chiamati al voto circa 2,1 milioni di elettori che abitano la regione. Anche qui il partito di estrema destra AFD ha registrato un notevole successo passando dal 10,4% al 22,5%. Vincono le elezioni del Brandeburgo i partiti di sinistra che governano la regione da molto tempo, infatti SPD viene dato al 26,5% nonostante il buon risultato registra comunque un calo se si tiene conto che nelle scorse elezioni aveva vinto con il 31,9% dei voti. Adesso SPD per governare la regione non potrà farlo da solo ma avrà bisogno del sostegno di altri due partiti. Il partito di sinistra Die Linke, fin qui alleata della Spd, crolla dal 18,6% al 10,7%. In calo anche la Cdu, che passa dal 23% al 15,7%. Invece risulta sorprendente ancora di più che in Sassonia il successo dei Verdi, che dal 6,2% passano al 10,5%.

Il vento dell’Est spinge in alto l’estrema destra, è qualcosa di insolito in questi due lander appartenenti all’ex DDR controllata dai sovietici prima della riunificazione tedesca. Ma questo non vuol dire necessariamente che i partiti di estrema destra possano conquistare e guidare ben presto l’intero paese, così come alcuni quotidiani hanno fatto intendere. Bisogna circoscrivere il fenomeno del successo dell’estrema destra per il momento a solo queste due regioni tra le 16 che costituiscono la Bundesrepublik tedesca. In ogni caso il messaggio che arriva dagli elettori è chiaro: la grande coalizione che governa la Germania non convince più, non conquista, al massimo tiene le posizioni, ma non riesce a frenare l’emorragia di consensi, che si spostano a destra o in direzione dei Verdi.

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Gabriele La Spina

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguitogli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.
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