Un nuovo attacco missilistico è avvenuto venerdì scorso ad Aleppo, riportando a galla questioni irrisolte tra Iran e Israele, coinvolti in un conflitto regionale fatto di azioni di deterrenza strategica e minacce di vendetta.

Lo scorso venerdì, fonti siriane hanno accusato Israele di aver lanciato dei missili nei pressi della campagna orientale di Aleppo. Più precisamente nella città di al-Safirah, dove si trova una fabbrica di armi appartenente al governo siriano. Non sono state registrate vittime. La logica dietro questo attacco sarebbe per Tel Aviv quella di ledere la presenza militare iraniana nel Levante arabo, la quale costituisce un ostacolo al rafforzamento del suo ruolo di potenza regionale in Medio Oriente. Tale episodio si aggiunge alla lista di azioni di rappresaglia che stanno coinvolgendo i due paesi da tempo. All’inizio di questo mese, due attacchi simili hanno avuto luogo a est e a sud della Siria, causando la morte di una decina di combattenti filo-iraniani, disseminati sul territorio statale siriano a sostegno del governo di Bashar al-Assad.

A partire dal 2013, il supporto logistico-militare offerto da Teheran a Damasco è stato fondamentale per la sopravvivenza del regime siriano che, dallo scoppio della primavera araba ad oggi, ha radunato attorno a sé non pochi nemici all’interno della regione. Tra questi c’è Israele, che ha più volte ribadito di voler contrastare l’espansione dell’influenza iraniana in Medio Oriente e in particolare in Siria, con cui confina a nord-est.   A testimonianza del recente rinnovarsi delle ostilità tra Tel Aviv e il fronte regionale sciita guidato dall’Iran – sotto la cui influenza appartengono gruppi paramilitari presenti in Siria, Libiano e Iraq – ci sono  le  ultime dichiarazioni del proxy actor libanese Hezbollah: ‘’il partito risponderà a ogni combattente libanese che cadrà in un attacco israeliano, anche se questo avviene in Siria’’. Dunque, nonostante Israele sia riuscito nelle scorse settimane a sventare le offensive militari lanciate da Hezbollah contro le sue truppe, le tensioni tra Tel Aviv e il blocco regionale sciita restano alte. Si ipotizza che Hezbollah proverà nuovamente a vendicare l’uccisione di uno dei suoi membri, avvenuta due mesi fa a Damasco durante un raid militare israeliano.

Secondo questo punto di vista, l’attico missilistico di venerdì scorso potrebbe essere stato un’azione di deterrenza strategica messo in atto da Israele, in funzione preventiva nei confronti di future rappresaglie da parte dei proxy actorsfilo-iraniani che lo circondano nella regione. A maggior ragion oggi, considerando che il processo di normalizzazione dei rapporti tra Tel Aviv e gli stati arabi, avviato il mese scorso dagli Emirati Arabi Uniti, e seguito a ruota dal Bahrein, è inaccettabile per Teheran, che ha sempre posto la lotta al cosiddetto ‘’stato sionista’’ uno dei caposaldi del suo establishment politico, religioso e militare sin dalla nascita della Repubblica Islamica nel 1979.

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Nicki Anastasio

Nicki Anastasio

Sono Nicki Anastasio, studio presso la facoltà di relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’Orientale. Da quasi cinque anni vivo a Napoli, per studio e lavoro, ma sono originario della Costiera Amalfitana. Negli ultimi tre anni, ho fatto due esperienze studio in Marocco e in Egitto che mi hanno permesso di approfondire lo studio della lingua araba e della cultura dei paesi arabo-islamici, di cui sono affascinato sin da piccolo. Dopo aver conseguito la laurea triennale in mediazione linguistica e culturale, ho ritenuto che analizzare le complesse dinamiche geo-politiche che caratterizzano i paesi della macro area medio-orientale fosse il proseguimento più naturale e spontaneo dei miei studi. Ritengo che per comprendere le ragioni alla base della perenne instabilità dell’area più calda del mondo sia necessario costruire una genealogia della crisi di legittimità che caratterizza gran parte dei suoi stati, considerando le specificità storico-culturali e socio-economiche di ogni contesto nazionale. Sono molto fiero di far parte dello IARI, una comunità di analisti unica nel suo genere.
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