In Luglio i ministri degli esteri di Polonia, Lituania e Ucraina riunitisi a Lublino hanno annunciato la creazione di una nuova piattaforma di portata storica denominata “Triangolo di Lublino”. Intesa di carattere politico, economico e sociale, è uno dei passi più evidenti dell’avvicinamento inesorabile dell’Ucraina in casa Europea.

Il 28 Luglio 2020 i ministri Polacco, Lituano e Ucraino, rispettivamente Jacek Czaputowicz,Linas Linkevičius, Dmytro Kuleba, si sono riuniti nella città di Lublino per stipulare un’intesa politica tra i tre stati che hanno significativamente chiamato Triangolo di Lublino. La motivazione di valore della scelta di questa città particolare è l’eredità storica intrinseca che essa detiene, quella della Confederazione Polacco-Lituana esistita dal 1569 al 1795, una delle conformazioni politiche più estese (1.100.000 km² nel 1650) e popolose (12.000.000 abitanti nel 1772) del medioevo europeo. E’ proprio a Lublino che l’intesa più importante dell’Europa centrale fù creata contribuendo ad unire le case regnanti Lituano-Polacche in una monarchia elettiva (o definita in ambito accademico anche come una “Repubblica composita di nobili”). Un valore del tutto particolare lo assume poi per la nazione Ucraina. Fù in occasione della stipulazione della Confederazione infatti che per la prima volta venne identificata l’identità della comunità territoriale ucraina, quando venne rappresentata dal cartografo polacco Tomasz Makowski nel 1590 con la definizione “Volynia Vlteririor quae tum Vkraina tum Nis ab altis vocitatur” ossia “Est Volyn che era anche chiamata Ucraina o BassaTerra” in una mappa del Ducato Lituano-Polacco. Un’intesa quindi dal fortissimo connotato storico che risorge oggi con il Triangolo delle tre nazioni con una forte connotazione identitario-strategica anti-russa.

 “Oggi noi creiamo il Triangolo di Lublino, un format che sarà un elemento fondamentale nello sviluppo e rafforzamento dell’Europa Centrale, ma anche nel rafforzamento dell’Ucraina come un membro a tutti gli effetti della famiglia Europea ed Euro-Atlantica”, con queste parole il ministro degli esteri ucraino Kuleba ha battezzato l’iniziativa che a tutti gli effetti è un rafforzamento della già esistente rete di alleanze e cooperazioni nell’Europa Centrale e specialmente tra le tre nazioni qui considerate. Infatti, Polonia, Lituania e Ucraina sono già unite saldamente da un’alleanza strategica e militare, il joint LitPolUkrBrigade. Essa, concordata già nel 2008 sotto la forma di una brigata venne ri-lanciata e conclusa definitivamente a ridosso della crisi in Crimea a scopo difensivo. L’Ucraina non è ancora un membro NATO ma ha richiesto di entrare nel Membership Action Plan, il joint fondamentale per i paesi candidati ad entrare nell’alleanza, ed è legata alla Polonia e alla Lituania a scopo difensivo da radici ancora più profonde costituite dal battaglione Polacco-Lituano delle forze per la pace ed il battaglione Polacco-Ucraino delle forze per la pace. Il Triangolo di Lublino è quindi una ufficializzazione formale dell’intesa multilaterale a tre tra queste nazioni legate da una tradizione antica e da interessi strategici convergenti.

Il Triangolo di Lublino comprende una serie di accordi in ambito economico, commerciale e turistico. Un rafforzamento notevole e decisamente “politico” rispetto alle intese precedenti di carattere prevalentemente  difensivo-militare. Un’intesa che è determinata a rimanere ben salda alla “tradizione storica e ai secolari legami che uniscono le tre nazioni”. Nelle parole di Kuleba : ”L’Ucraina cerca costantemente di entrare a far parte dei format esistenti- Visegrad4/Bucarest9/Trimarium/UE/NATO. Ma io credo che l’Ucraina non dovrebbe solo aspirare ad entrare in uno di questi ma dovrebbe crearla da sé, rientrare negli affari Centro-Europei..questo è un ennesimo passo dell’Ucraina verso l’Europa, un ritorno nella famiglia delle nazioni Europee”. L’intesa prevederà un istituzione parlamentare di dibattito Lituano-Polacco-Ucraina, incontri regolari tra i partner ed accordi multilaterali con partner esterni selezionati da affiancare agli incontri del Consiglio d’Europa, OCSE, UE, ONU e NATO in tema di aggressività della Russia, come definito da un rapporto del ministero degli affari esteri Ucraino. Sempre per citare la definizione appropriata di Kuleba :“L’alleanza dei nostri tre paesi non ha solamente radici nell’antichità. La nostra interazione ha la dimensione di una assemblea parlamentare Polacco-Lituano-Ucraina, così come di un’unità Joint militare, ossia la brigata Ucraino-Polacco-Lituana (LitPolUkr). Il Triangolo di Lublino è fondato su una base storica, parlamentare e securitaria”.

In seguito alla guerra di Crimea infatti le nazioni Centro-Europee si sono strette con una spinta propulsiva notevole dettata dalle circostanze e dalla determinazione a non subire lo stesso destino Ucraino, e la nazione di Bandera (eroe nazionale ucraino ampiamente dibattuto e controverso) a sua volta ha cercato di integrarsi con una corsa in piena apnea alla sfera Euro-Atlantica per divincolarsi dalla morsa russa. Le recenti agitazioni in Bielorussia in seguito alla rielezione di Lukashenko e le proteste popolari per una “democratizzazione” e a favore della candidata avversaria Svetlana Tikhanovaskaya ed ora del presunto “rapimento” della Kolesnikova hanno ricevuto la ferma condanna dei V4 e della Polonia in particolare, in conseguenza a ciò il Triangolo di Lublino assume un significato ancora più di rottura. Una demarcazione strategico-politico-economica dalla regione Bielorussa, cuscinetto strategicamente determinante per la Russia in un possibile azione militare da est che assieme all’Oblast di Kaliningrad costituisce i due punti nevralgici della pressione russa sui paesi dell’Europa Centrale-Baltica.  L’Intesa è quindi da leggersi come uno degli atti finali dell’integrazione delle tre nazioni in chiave strategica anti-russa e della corsa Ucraina in direzione della scialuppa di salvataggio dell’Unione Europea che tenta sin dalla sua costituzione (1991) e in particolare dall’Euromaidan (2014) di attrarla sotto la sua influenza, come un satellite in orbita. In conclusione, la “Rzeczpospolita” leggendaria sembra essere rinata dalle macerie dell’influenza sovietica, strategicamente salda e determinata ed è, oggi, un momento storico per il futuro della regione.

 

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