La Turchia e il Qatar dimostrano ancora una volta di essere due solidi alleati regionali, infatti è in programma l’ampliamento della loro cooperazione economica nell’ottica della creazione di un “partenariato strategico globale”, così come è stato riportato dal ministro degli Esteri di Doha in questi giorni. La decisione, presa in occasione di una riunione ministeriale del Comitato strategico superiore tenutasi a Doha nella giornata di lunedì, dimostra quindi che la Turchia non ha smesso di considerare il Qatar uno strategico partner diplomatico ed economico. Allo stesso tempo, l’Emiro al-Thani ha rimarcato che tale mossa permette al suo Paese di allontanarsi da qualsiasi tentativo saudita o emiratino di rendere il potente produttore di gas uno “stato vassallo”.

Il rafforzamento della cooperazione tra i due Pesi conferma il duraturo legame diplomatico esistente tra Ankara e Doha che passa dal nord-Africa (Libia ed Egitto), attraversa la Siria, per arrivare fino in Africa. Sia in Egitto che in Libia i due Paesi supportano a livello politico e militare i Fratelli Musulmani, facendo sì, per esempio, che i militanti del Cairo costituiscano una costante spina nel fianco per il Presidente al-Sisi. In Libia, invece, Erdogan ed al-Thani appoggiano il governo riconosciuto dalla comunità internazionale, ovvero quello di al-Serraj, e forniscono armi a milizie islamiche ostili al generale Haftar. In Libia, dal punto di vista geopolitico, la proiezione di entrambe le potenze mira a contrastare l’influenza di Arabia Saudita ed Emirati Arabi. In Siria, Turchia e Qatar hanno a lungo supportato fazioni di ribelli il cui scopo era quello di rovesciare il governo di Assad, contendendosi alcune aree, come quella della Ghuta orientale, con gli insorti sostenuti dall’Arabia Saudita.

Per quanto concerne l’Africa, sono numerosi i contatti con Paesi che vedono nelle due potenze regionali un valido aiuto soprattutto in campo economico e alimentare. La diffusione dell’Islam come strumento di soft power non è un fattore di secondo piano.

In questi ultimi due anni il Qatar ha reagito positivamente al boicottaggio delle altre monarchie del Golfo e la Turchia si è mostrata pronta ad aiutare il suo partner regionale attraverso l’invio di truppe e aiuti alimentari. Doha è riuscita a superare con buoni risultati il boicottaggio, con una crescita del PIL pari al +15% nel 2018, dando prova di non aver sofferto a lungo le conseguenze di quell’azione.

In questo momento Doha vede nella cooperazione economica con la Turchia un valido strumento per continuare a lasciarsi alle spalle definitivamente il boicottaggio e Ankara punta sul Qatar in caso di difficoltà economiche che si potrebbero presentare, per esempio, qualora ci fossero ritorsioni economiche statunitensi a seguito di manovre militari poco gradite nella Siria nord-orientale.

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