A poco tempo dalla sua nascita il nuovo governo italiano si è già messo in moto, tra i temi più caldi del momento riconosciamo senza dubbio quello sull’immigrazione, iniziano a muoversi passi importanti verso quella collaborazione auspicata dall’Italia, dal confronto con Macron al vertice di Malta iniziano a smuoversi le acque e sembra che il nostro Paese sia pronto a recitare un ruolo chiave all’interno dell’Unione Europea.  Tuttavia, occorre sottolineare come l’Italia non si trovi in prima linea soltanto per la questione migranti, il governo ha preso una posizione su altri temi di grande importanza nell’attuale scenario politico internazionale, soffermandosi sulla situazione in Libia e in Iran.

Partendo dalla Libia, sappiamo che il Paese continua a essere devastato da spargimenti di sangue e l’Italia ha assunto una posizione chiara e netta al riguardo: cessare il fuoco. Dialogare, è questo il diktat italiano, bisogna mettere fine agli scontri e cercare di giungere a una soluzione pacifica per riportare la pace in un territorio ormai da troppo tempo sconquassato dal conflitto. È chiaro come il tema sia di straordinaria importanza per l’Italia in particolare, bloccare il conflitto in Libia diventa fondamentale per arginare l’immigrazione di massa. Sembra che l’Italia stia cercando di mettere la marcia in più e prendere di petto la questione per risolvere il problema immigrazione su due fronti, da un lato puntando alla cooperazione con gli altri Paesi dell’UE per il tema della ridistribuzione, dall’altro cercando di bloccare le partenze. Per carità, non è una novità la posizione italiana sulla questione libica, il nostro Paese è sempre stato in prima linea per cercare di riportare la pace, ma sembra che adesso si stia cercando di mettere più forza e convinzione nell’affrontare la vicenda, riuscire a stemperare l’opinione pubblica riguardo il delicato tema dell’immigrazione è di fondamentale importanza per un governo “nato nel Palazzo” che in un colpo solo potrebbe conquistare il consenso di milioni di cittadini italiani. E, soprattutto, dare un grosso colpo all’opposizione…

Passando alla questione Iran, l’Italia mantiene una sobria linea tendente al dialogo e spinge la comunità internazionale a non mettere benzina sul fuoco, fondamentale mantenere aperti i dialoghi con Teheran e arginare le tensioni nella regione del Golfo. Una posizione interessante se consideriamo come Stati Uniti, Francia, Germania e Gran Bretagna abbiano assunto posizioni molto più dure nei confronti dell’Iran a seguito degli attacchi alle strutture petrolifere saudite del 14 settembre. L’Italia ha chiaramente esortato Teheran a rispettare gli obblighi dell’accordo sul nucleare, ma al momento sta assumendo una posizione molto moderata e, soprattutto nel caso Iran, “moderatrice” oserei dire, che apre alla strada del negoziato per evitare che l’aumento della tensione possa portare a un conflitto tra Iran e Stati Uniti. Recentemente abbiamo visto come Donald Trump abbia dato la sua benedizione al nuovo governo di Giuseppe Conte, i rapporti tra i due Paesi sono solidi e c’è tutta l’intenzione di preservarli in virtù di importanti interessi economici e commerciali (come ribadito dallo stesso Luigi Di Maio a seguito dell’Assemblea Generale dell’ONU), tuttavia da notare come l’Italia continui a strizzare l’occhio verso Oriente, non nascondendo un forte interesse a nuove strategie commerciali in Asia con India e Cina, considerati dei mercati interessanti e che tanto bene potrebbero fare all’economia italiana. Curioso come da un lato si cerchi di consolidare il rapporto con gli USA ma, allo stesso tempo, si guardi anche dall’altra parte verso terzi (la Cina) che, per usare un eufemismo, non stanno tanto “simpatici” a Donald Trump.

Nel complesso mi sembra di vedere un’Italia propositiva, che cerca di ritagliarsi uno spazio importante nello scenario politico internazionale, promotrice di moderazione e buonsenso nella questione iraniana e battendo forte il ferro sulla Libia. Già da un po’ l’Italia ha iniziato a strizzare l’occhio verso il mercato cinese andando controcorrente con molti altri Paesi europei, scelta interessante quella del nostro Paese che cerca di guadagnare guardando sia a destra che a sinistra oserei dire, se da un lato qualcuno potrebbe pensare che sbilanciarsi troppo a Oriente possa essere deficitario per la gestione dei rapporti in Occidente, dall’altro potremmo anche dire che avere più “amici” ti rende più prezioso…

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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