L’Europa ai tempi del coronavirus sembra essere interessata a tutto tondo dalla pandemia. C’è però il barlume di speranza rappresentato dall’arcipelago delle Isole Svalbard, Norvegia. Pochi abitanti e zero contagi. Un luogo importante dal punto di vista commerciale, dove non valgono tutte le leggi di Oslo.

Notizie in merito al numero di contagiati dal coronavirus in tutto il mondo, oramai si trovano ovunque. Tuttavia è caccia alla notizia anche per quanto riguarda le poche realtà che ancora non presentano contagi. Tra queste vi sono le Isole Svalbard, un arcipelago situato in pieno Mar Glaciale Artico,appartenente al Regno di Norvegia ed è il territorio più a nord del suddetto regno. Su questo territorio, costituito da oltre 30 isole, sulle quali vivono poco meno di 3.000 abitanti sembra di essere in un contesto totalmente diverso rispetto al resto del mondo. Infatti, mentre nella madrepatria Norvegia si conta tristemente l’aumento del numero dei contagi, le Svalbard contano ad oggi zero infetti. Non solo; a marzo, mentre tutto il mondo, progressivamente applicava il lockdown, che stiamo imparando a conocere, a Longyearbyen, centro principale dell’arcipelago, si festeggiava il ritorno del sole, in piazza. Il centro di Longyearbyen raccoglie l’80% della popolazione totale delle Svalbard, ed è in questo centro che ha sede il governatorato che rappresenta il governo centrale. A quelle latitudini,  complice il basso numero di abitanti ed una densità abitativa già di per sé lontana dalle logiche di assembramento, il contagio è un rischio che suscita timore ma non particolare preoccupazione.

Per uniformarsi a quanto imposto dal governo di Oslo, alle Svalbard sono state predisposte delle case lontane dal centro, per gli stranieri giunti sulle isole per turismo o lavoro, e per gli eventuali contagiati. Da queste parti infatti l’opinione pubblica è ben consapevole della dimensione globale del contagio, tanto che è paragonata alle conseguenze del cambiamento climatico, tema molto sentito per le popolazioni artiche. Il fatto che, proprio le isole Svalbard siano fuori dalla pandemia è una buona notizia anche per la ricerca. Infatti sulle Svalbard ci sono vari centri di ricerca, tra cui la stazione metereologica norvegese e la Base Artica Dirigibile Italia, situata nella zona di Ny- Ålesund.

Le Isole Svalbard seppur piccole, rappresentano una grande attrattiva dal punto di vista geopolitico; esse sono da statuto neutrali, ragion per cui nessun esercito è presente sulle isole. Tuttavia, le navi che nei periodi estivi transitano per le rotte artiche, dalla Norvegia verso la Russia e viceversa, navigano nei dintorni di queste isole. Inoltre va approfondito lo status normativo. Il trattato delle Svalbard del 1920, riconosce la sovranità alla Norvegia ma con delle restrizioni che impediscono la validità di tutta la legislazione norvegese. Nell’accordo fu anche stabilito che gli altri paesi potevano stabilire attività commerciali con le Isole Svalbard, senza passare per Oslo. Attualmente quindi, le isole sono “gestite” da 46 stati oltre alla Norvegia; stati interessati alle risorse come il carbone e la pesca, attività principali degli isolani. Tra accordi commerciali e centri di ricerca, le Svalbard sono ancora “aperte”, nonostante la pandemia. Il governatorato ha approntato misure preventive per stroncare sul nascere un eventuale contagio. Una situazione che le Svalbard non potrebbero permettersi, in un contesto in cui, il sistema sembra non si sia ancora fermato.

 

 

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