Attraversato da una crisi istituzionale e da un’acuta crisi economica, la diffusione del virus potrebbe avere delle pesanti conseguenze sul Paese dei Cedri e sulla sua capacitò di gestire la situazione.

Il Coronavirus ha svelato, in maniera prorompente e drammatica, le vulnerabilità dei nostri sistemi. I tagli su sanità e ricerca scientifica, effettuati delle precedenti politiche pubbliche, sono, ora, amaramente rimpianti. Data la rapida diffusione del virus, i sistemi sanitari occidentali, seppur sofisticati ed avanzati, faticano a contenere l’epidemia. 
Date queste premesse, appare preoccupante la diffusione del virus nell’area MENA, regione altamente instabile, in cui sono in corso molteplici crisi di natura economica, politica, ambientale, oltre alle sanguinose guerre civili in Siria, Yemen e Libia.
 A livello globale, lo scoppio della pandemia ha riabilitato il ruolo svolto dai governi nazionali, ora percepiti come essenziali nel garantire il benessere sociale.
Tuttavia, come le proteste di ottobre dimostrano, i governi arabi mancano di legittimità. La popolazione non ha fiducia nel sistema politico perché è percepito come corrotto ed elitario.
In particolare, in Libano, l’emergenza sanitaria avviene in una situazione economica precarica. Il Libano ha dichiarato lo stato di emergenza nel tentativo di contenere il contagio da coronavirus.[1] Tutte le istituzioni sia pubbliche che private sono state chiuse, ad eccezione degli ospedali, delle farmacie e dei supermercati.
Secondo il report giornaliero del Ministero della Salute, il numero dei contagi è di 230 e quello dei morti 4. [2]

Nel discorso tenuto sabato, il premier, Hassan Diab, ha chiesto l’intervento dell’esercito per rafforzare i provvedimenti volti a contrastare la diffusione del virus, con la previsione di punizioni per chi non rispetta le misure preventive.
Il neo governo, formatosi a gennaio, dopo tre mesi dalla caduta del precedente, si è trovato ad affrontare una sfida tra le più difficile. Il 9 marzo è stato annunciato il default, per la prima volta nella storia del Paese. Chiamato a ripagare 1,2 miliardi di eurobond, il Paese ha optato per la ricostruzione del suo debito. Il primo ministro, difatti, ha dichiarato che le riserve di valuta estera sono precipitate ad un livello preoccupante e pericoloso, tanto da spingere il governo a sospendere i pagamenti.
Diab ha ammesso che il governo ha perso la fiducia dei cittadini e che, nella drammatica situazione in cui si trova, non è più in grado di proteggere i cittadini. [3]

La crisi economica e le forti disparità sociali costituiscono alcune delle cause scatenanti che hanno portato allo scoppio delle proteste anti-governative ad ottobre. Le politiche fiscali adottate negli anni Novanta, alla fine del lungo conflitto civile, hanno favorito le disuguaglianze sociali, a causa di un sistema di tassazione indiretta, ossia una tassazione sui beni di consumo, non attuando, in questo modo, una differenza tra classi sociali agiate e quelle meno agiate.  Basti pensare che l’1% della popolazione detiene il 25% della ricchezza, mentre un quarto dei libanesi vive con meno di 5 dollari al giorno. [4]
Il Libano è il terzo paese al mondo con il più alto debito pubblico, il 170% del PIL. A peggiorare ulteriormente la situazione concorre il grande afflusso di profughi siriani a partire dal 2011, circa un milione e mezzo, rendendo il Libano il paese con la più alta concentrazione di rifugiati pro capite (un rifugiato ogni 4 abitanti).

Le conseguenze economiche, che la pandemia potrebbe significare, sono oggetto di dibattito e preoccupazione in numerosi paesi, ma, per il Paese dei Cedri, potrebbe costituire “il colpo di grazia” a causa della sua già fragile economia. Secondo il primo ministro, il 40% della popolazione libanese sarà sotto la soglia di povertà nel futuro prossimo. 
All’incirca 800 ristoranti e negozi hanno interrotto l’attività da settembre 2019 a febbraio 2020, chiusure destinate a crescere, dato il declino economico e lo scoppio del coronavirus. [5]
L’economia libanese è fortemente dipendente dalle rimesse dalla diaspora libanese e dall’influsso di dollari statunitensi. Negli ultimi anni, tuttavia, l’influsso di rimesse estere è decresciuto, a causa dell’instabilità regionale e degli effetti di spillover della guerra civile siriana, determinando una drastica riduzione di dollari disponibili, insufficienti affinché il governo potesse pagare i suoi debiti. [6]

 

IL SISTEMA SANITARIO LIBANESE

Il sistema sanitario libanese non è in grado di fronteggiare la crisi sanitaria. Il governo ha destinato il 7% del suo PIL alla spesa sanitaria, una percentuale relativamente alta se comparata a quella del resto dei paesi della regione.  Nonostante ciò, il sistema sanitario è ben lontano dall’essere efficiente, ma, al contrario, è frammentato e pluralistico e in questo contesto il settore privato occupa un posto predominante.
L’accesso al sistema sanitario libanese è fortemente ostacolato dai suoi costi elevati, privando circa la metà della popolazione di ogni forma di assicurazione sanitaria.
La copertura sanitaria offerta alla popolazione rimane, tuttora, inadeguata a livello di efficienza ed equità e l’assenza di un idoneo meccanismo di controllo sui finanziamenti ha incrementato la corruzione e l’indebolimento delle strutture.
In accordo con l’alta privatizzazione del settore, il Libano presenta un surplus di medici specialisti e mancanza di medici di base ed infermieri.
L’assistenza di base è a beneficio soltanto dell’8% della popolazione. Le cosiddette spese out-of-pocket, ossia le spese a carico dell’utente per prestazioni sanitarie, costituiscono il 36.4% delle spese sanitarie totali, ostacolando l’accesso ai cittadini a basso reddito. [7]

Il settore pubblico ospedaliero conta 28 ospedali e un totale di 2550 letti, ma molti di questi ospedali posseggono meno di 100 posti letto. In contrasto, il settore privato è maggiormente sviluppato, sia in termini di capacità, sia in termini di numero. Sul territorio libanese, sono presenti 135 ospedali privati di lunga o breve degenza con un totale di posti letto di 12648, l’80% della capacità sanitaria totale. [8]
Tuttavia, a partire da settembre, la carenza di dollari statunitensi ha ristretto l’importazione di beni di prima necessità, impedendo, sia al settore pubblico che a quello privato, di importare le attrezzature mediche necessarie. A ciò si aggiunge l’incapacità governativa di ripagare i suoi debiti con le strutture mediche, rendendoli incapaci di acquistare alcuni farmaci essenziali e di pagare lo stipendio dello staff. [9]

Il governo non ha le capacità finanziare per fronteggiare la crisi. Il fallimento delle politiche di ricostruzione post conflitto, attuate negli anni Novanta, è ormai evidente.
La crisi economica ha avuto ripercussioni negative sul sistema sanitario, mal equipaggiato e sotto-finanziato. La situazione era stata già denunciata nei mesi scorsi dal personale medico, che lamentava la mancanza di medicinali ed attrezzature essenziali, a causa del deficit di dollari statunitensi e delle restrizioni sulle transazioni estere.
Pertanto, le conseguenze dovute alla diffusione del COVID-19 potrebbero essere particolarmente gravi, dal momento che avvengono all’interno di un contesto già fortemente debilitato e precario, che potrebbe non reggere alla nuova crisi sanitaria.
Ora, la credibilità di tutta la classe politica è in gioco.

Fonti

[1]   https://www.aljazeera.com/news/2020/03/lebanon-state-emergency-coronavirus-200316162759861.html

[2] https://corona.ministryinfo.gov.lb/

[3] http://english.alarabiya.net/en/News/middle-east/2020/03/02/Lebanese-PM-Hassan-Diab-State-can-no-longer-protect-citizens.html

[4] https://www.ilsole24ore.com/art/debito-tasse-poverta-libano-protesta-che-parte-lontano-ACvPw9v

[5] https://www.middleeasteye.net/news/coronavirus-lebanon-financial-crisis-turmoil-
protests?fbclid=IwAR01JOCbYnyaN0aAO8dgAvBH8OBx6lxJpm-HfzidN2az_g-mxVcI-c5S9oE

[6] https://www.washingtonpost.com/world/middle_east/with-dollars-running-low-in-lebanon-atms-are-spitting-back-bank-cards-and-locals-are-panicking/2019/11/22/eb74eca4-0a22-11ea-8054-289aef6e38a3_story.html

[7] https://www.who.int/alliance-hpsr/projects/alliancehpsr_lebanonabridgedprimasys.pdf?ua=1

[8] https://www.usj.edu.lb/intranet/annonce/files/pdf/175_pdf_1.pdf

[9] https://www.hrw.org/news/2019/12/10/lebanon-hospital-crisis-endangering-health

 

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