Il Ministero dello Sviluppo Economico russo (MINEC) ha proposto di aumentare il numero di compagnie esportatrici di gas naturale liquido (GNL) dall’Artico all’Europa. Attualmente solo Gazprom ha il diritto di esportare il GNL, ma a breve verranno inclusi anche i progetti delle compagnie di NOVATEK e Rosneft.

Al fine di realizzare questo progetto il vice Ministro dello Sviluppo Economico russo Vadim Zhivulin ha parlato di una modifica alla legge sull’esportazione di gas, con particolare riferimento alla parte inerente “il sostegno statale all’imprenditoria nella zona artica”, che il Ministero dello sviluppo economico ha presentato al governo il 17 ottobre, come modifica di una precedenze legge del 2013.

In precedenza infatti, solo la Gazprom aveva il monopolio sull’esportazione di gas dalla Russia verso l’estero, ma una prima liberalizzazione delle esportazioni di GNL avvenne alla fine del 2013 con dei criteri abbastanza stringenti. Le aziende per poter partecipare dovevano avere una quota statale superiore al 50% e dovevano possedere licenze per lo sviluppo di aree offshore . Tale requisito nel 2013 venne soddisfatto solamente dalla più grande società di gas privata russa, la NOVATEK, che ha lanciato l’impianto di GNL Yamal a piena capacità solamente nel dicembre 2018 (16,5 milioni di tonnellate all’anno, quest’anno prevede di produrre circa 18 milioni di tonnellate) e nel settembre 2019 la NOVATEK ha annunciato la decisione di investire sulla costruzione di un secondo impianto, Arctic LNG-2 con una capacità di 19,8 milioni di tonnellate.

Inoltre se verranno approvate le modifiche alla legge sull’esportazione di gas, la LUKOIL sarà in grado di attuare il progetto GNL nel Golfo di Ob nella Russia artica; non a caso proprio la scorsa settimana il Vice Primo Ministro Yury Trutnev ha dichiarato che LUKOIL vuole investire 610 miliardi di rubli per la realizzazione di un progetto per la produzione di metanolo nell’Artico.

Una fonte interna a Gazprom però definisce l’idea di modificare la legge sulla liberalizzazione delle esportazioni di GNL dall’Artico una minaccia al monopolio di Gazprom.

Il gas proveniente da tali progetti lungo la rotta del Mare del Nord andrà in Europa, nei mercati tradizionali di Gazprom e vista la nuova legge sulle liberalizzazioni i nuovi produttori di gas non pagheranno tasse per almeno 12 anni. Ovviamente il primo a perderne da tutto ciò sarà lo Stato “

Intanto il Presidente del Comitato per l’Energia della Duma di Stato, Pavel Zavalny, concorda sul fatto che i potenziali partecipanti ai progetti di petrolio e gas nell’Artico dovrebbero poter beneficiare dei ricavi derivati dalle esportazioni di GNL.

La Russia semplicemente non ha bisogno di così tanto GNL dall’Artico per il proprio consumo, l’unico modo per monetizzare tali progetti è quello di dare loro accesso ai mercati internazionali”

È nell’interesse del governo impedire la concorrenza che potrebbe derivare dall’estrazione del GNL tra le varie compagnie, ma la concorrenza indiretta non può essere evitata a causa della globalizzazione del mercato, osserva Zavalny.

Non ci sarà competizione tra gas russo e gas russo [all’estero]. Se qualcuno se lo aspetta, sarà deluso”

Ha dichiarato Alexey Miller, dirigente Gazprom, durante la consueta assemblea annuale degli azionisti di del 28 giugno.

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Filippo Sardella, classe 1988, laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, corsista di "Political Ethics" presso la YALE University , conferenziere e analista politico, specializzato in storia e politica della Russia e dell’Europa Orientale, operatore certificato in "International Humanitarian Law", attualmente si occupa di analisi geopolitiche per l'Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI)
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