Kampala, capitale dell’Uganda e città più grande del Paese, si ritrova attualmente ad affrontare una serie di problemi, tra cui la crescita degli insediamenti informali, l’invasione delle zone umide e gli impianti di depurazione e trattamento delle acque che risultano essere inadeguati a servire una popolazione che conta oltre 1,5 milioni di persone. Lo sviluppo informale sta mettendo a dura prova l’ambiente naturale circostante erodendo i servizi ecosistemici vitali. A tal fine, con il sostegno di diversi partner per lo sviluppo, il governo è alla ricerca di una strategia di crescita verde che leghi insieme in modo armonioso sviluppo e ambiente.

Un Paese in rapida e profonda trasformazione

L’Uganda sta sperimentando una lenta e significativa crescita urbana ed economica, ed attualmente il 19% della popolazione vive nei centri urbani. Si prevede che entro il 2035 il 30% dei quasi 42 milioni di abitanti del Paese si sposterà in città. Nel 1970 la sola città di Kampala contava una popolazione di 330.700 abitanti e quasi trent’anni dopo, nel 1991, essa era più che raddoppiata, arrivando a 774.241 abitanti, mentre nel 2002 la popolazione in città raggiunse il numero di 1.189.142 persone e nel 2014 si arrivò ad un numero approssimativo di 1.516.210 residenti. La rapida urbanizzazione che sta investendo la capitale, sviluppata su colline collegate da ampie valli di zone umide e canali fluviali che sfociano a Murchison Bay sul Lago Vittoria, sta contribuendo al degrado della qualità delle zone umide e di altri ambienti chiave patrimonio della città, trasformando aree naturali con copertura vegetativa in superfici impermeabili grigio-rosse. Le zone umide della capitale, come quella più ampia di Nakivubo Wetland, sono state gravemente ridotte di dimensioni a causa non solo dell’inquinamento, ma anche del crescente numero di residenti. Infatti, con un tasso di crescita annuale della popolazione e un gran numero di nuovi migranti che arrivano a Kampala anno dopo anno, la capacità della capitale ugandese di fornire alloggi adeguati e servizi pubblici per i nuovi residenti è messa a dura prova, secondo un rapporto della Banca mondiale. Il rapporto, il quale vuole essere una risorsa per i funzionari delle amministrazioni cittadine che lavorano al fine di gestire le sfide ambientali urbane, stima che il 40% della popolazione della sola città di Kampala viva in insediamenti informali sviluppati prevalentemente nei pressi delle zone umide, senza infrastrutture di base come servizi idrici, trattamento delle acque reflue e raccolta di rifiuti solidi. Solo il 10% della popolazione di Kampala è servito dalla rete fognaria, che copre il Central Business District e le aree ricche della capitale, mentre il 90% della popolazione, i cosiddetti poveri urbani, dispone di varie forme di servizi igienico-sanitari in loco, quali: latrine a fossa (55-65%), latrine a fossa migliorate (27,5%), fosse settiche (20%), bagni pubblici (1%).  Il rapporto, lanciato congiuntamente con la Kampala Capital City Authority, evidenzia che gli insediamenti informali densamente popolati rendono oggi Kampala la seconda città in più rapida crescita in Africa orientale.

Cosa sono le infrastrutture verdi

Le infrastrutture verdi svolgono un ruolo cruciale, spesso sottovalutato. Secondo il Planning Policy Statement, esse sono una rete multifunzionale di spazi verdi, sia di nuova realizzazione che esistenti, rurali o urbani, la qual rete favorisce e supporta i processi naturali ed ecologici. Tale rete multifunzionale risulta essere fondamentale per la salute, il benessere e la qualità della vita delle comunità umane. I componenti principali delle infrastrutture verdi includono la gestione delle acque piovane, l’adattamento al clima, meno stress da calore, più biodiversità, migliore qualità dell’aria, produzione di energia sostenibile, acqua pulita e suoli sani. L’infrastruttura verde serve anche a fornire un quadro ecologico per la salute sociale, economica e ambientale dei dintorni, a garanzia delle diverse attività antropocentriche.
Nel quartiere finanziario della città di Kampala, stanno prendendo forma alcune infrastrutture verdi, come le strade verdi, che vanno ad integrare elementi di green nel contesto urbano.

La qualità del patrimonio ambientale: le zone umide

Kampala è ricca di ecosistemi acquatici, i quali provvedono alla riduzione delle acque alluvionali, alla purificazione delle acque, al trattamento delle acque reflue e a rappresentare un habitat di importanza cruciale per la biodiversità. Inoltre, le zone umide, oltre ad assorbire le acque meteoriche o a purificare le acque di scarico, rappresentano un vero e proprio mezzo di sussistenza per circa 1200 persone che vivono di pesca a Portbell, Ggaba e Munyonyo. Tuttavia, il degrado delle zone umide è attualmente significativo. Urbanizzazione, smaltimento indiscriminato delle acque reflue provenienti dagli insediamenti, dalle industrie e dagli stabilimenti commerciali e scarico illegale dei rifiuti solidi hanno portato al degrado di quasi tutte le zone umide della capitale negli ultimi decenni (in modo particolare tra il 2002 e il 2010 l’area delle zone umide è diminuita dal 18% al 9%) e interrotto le funzioni ecologiche su cui la città ha fatto affidamento durante tutta la sua storia. Le zone umide, infatti, sono state man mano marginalizzate e aperte allo sfruttamento, spesso indicate come “terra di nessuno”. Fino al 1998, anno in cui l’Uganda ha aderito alla Convenzione di Ramsar, lo status giuridico di tali zone era poco chiaro. In seguito, con l’adozione della National Wetlands Policy nel 1995 sono state stabilite delle linee guida e delle strategie a supporto della conservazione e della gestione di tali luoghi.

Intervento e sostegno internazionale

In collaborazione con il Global Green Growth Institute (GGGI), organizzazione internazionale che mira a promuovere la crescita del verde, il governo ugandese ha recentemente sviluppato l’Uganda Green Growth Development Strategy 2017/2018-2030/31, dal costo stimato di 11 miliardi di $. La strategia suggerisce un nuovo modello di crescita urbana da attuarsi entro il 2040. Aumentando l’accesso ai servizi di base di oltre il 33% e di riducendo i gas serra del 27% si porterebbe il PIL ad aumentare di 4,3 miliardi di $ entro il 2040, e l’Uganda farebbe il suo ingresso tra i Paesi a medio-alto reddito, si creerebbero nuovi posti di lavoro e notevoli benefici ambientali. Secondo quanto sostenuto da Peter Okubal, rappresentante del GGGI in Uganda, il Paese ha già intrapreso cambiamenti sostanziali e formulazioni politiche al fine di perseguire un percorso verde per il suo sviluppo. Il GGGI ha fornito e fornisce pieno sostegno al Ministero del Territorio e dello Sviluppo Urbano ugandese, al fine di completare il processo di trasformazione green.

Questa strategia ha individuato cinque città da cui far partire questa trasformazione: Kampala, la capitale, le città regionali di Gulu, nella parte settentrionale del Paese, Mbale in Uganda orientale, Mbarara, in Uganda occidentale, e Arua, nella regione del Nilo occidentale. Rilevante è il coinvolgimento internazionale, in primis da parte dell’Unione Europea, che ha stanziato 60 milioni di € per sostenere il Paese africano nell’attuazione della strategia di crescita verde. Da parte sua, l’UNEP ha mobilitato 24,1 milione di $ dal Fondo verde per il clima (Green Climate Fund) per attuare l’iniziativa presidenziale per ripristinare le zone umide degradate del Paese. Vi sono dunque molte ragioni per sostenere che la natura dovrebbe e può essere preservata nelle città, inclusa Kampala. Si necessita quanto prima di adattare i vari sistemi di pianificazione urbana per incorporare la natura nello sviluppo sociale ed economico, offrendo quelle opportunità che attendono solo di essere messe in pratica nel modo giusto.

FONTI:

https://documents.worldbank.org/curated/en/2015/10/25136609/promoting-green-urban-development-african-cities-kampala-uganda-urban-environmental-prole

Wambi M., How to green Uganda’s cities, in Inter Press Service – News Agency, October 2018.

Vermeiren K., Van Rompaey A., Loopmans M., Serwajja E., P. Mukwaya, Urban growth of Kampala, Uganda: Pattern analysis and scenario development, Landsc. Urban Plan. 106 (2012), pp. 199-206.

http://water.epa.gov/infrastructure/greeninfrastructure

UN-Habitat, Flood Risk Assessment, Strategies and Actions for Improving Flood Risk Management in Kampala, Final Report of Integrated Flood Management Project Kampala, 2013.

Kansiime F., Kateyo E., Oryem-Origa H. Mucunquzi P., Nutrient status and retentions in pristine and disturbed wetlands in Uganda: Management Implications, Wetlands Ecology and Management, 2017.

KCCA, Kampala Physical Development Plan: Updating Kampala Structure Plan and Upgrading the Kampala GIS Unit, Draft Final Report, 2012.

KCCA, City Partnerships for Urban Sanitation Service Delivery in Africa and South Asia. Analytical Report Improving Faecal Sludge Management (FSM) for OnSite Sanitation in Kampala City, Uganda. Supported by Bill and Melinda Gates Foundation and DFID, August 15th 2014.

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