Tempi bui per la politica, pandemia e crisi economica hanno messo a dura prova tutti i politici di spicco del periodo attuale, non solo in Italia ma anche nel resto del mondo. Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese, sta attraversando il periodo più complicato dall’inizio del suo mandato.

In una recente intervista Macron ha ammesso le difficoltà di questo momento delicatissimo, la Francia ha subito pesantemente il contraccolpo della pandemia, se la prima ondata sembra essere alle spalle non si può ancora dire con certezza quando e di che entità sarà la seconda (ammesso che ci sia). Il leader francese sta attraversando un vistoso calo di popolarità, ha perso la maggioranza de La Republique en Marche al Parlamento, i dubbi di una seconda ondata sono accompagnati da una crisi economica che lascia presagire scenari molto, molto nefasti per il prossimo periodo e il numero di disoccupati in Francia potrebbe avvicinarsi al milione se non oltre.

In una recente intervista, in seguito alla festa nazionale del 14 luglio, Macron ha ammesso alcune delle sue colpe, non è riuscito a unire il Paese ed è perfettamente comprensibile che al momento la sua figura sia in discussione, è una crisi di fiducia del tutto legittima ma non ha mancato di sottolineare la bontà di quanto fatto finora per aiutare il Paese. Jean Castex è il nuovo premier ma Macron ha assicurato come il percorso non debba cambiare, l’obiettivo è superare le difficoltà attraverso un maggior dialogo, è importante riconquistare la fiducia dei cittadini ma quest’ultimo punto non sembra affatto semplice visto che a seguito della crisi e delle ingenti somme stanziate per sorreggere il Paese durante la crisi, la riforma delle pensioni (cavallo di battaglia della politica di Macron) non potrà essere attuata come era stato previsto inizialmente. 

Si parla spesso dei problemi dell’Italia e delle continue polemiche attorno alla politica nostrana, ma andando oltralpe la situazione è tutt’altro che rosa e fiori. Francia e Italia si trovano in un momento molto complicato e il Recovery Fund rappresenta per entrambe un’ancora di salvezza che va sfruttata al massimo, ecco perché è opportuno che “combattano” in prima linea per assicurarsi che gli aiuti europei siano liberi dai “paletti” tanto auspicati dagli Stati del Nord. Non è un caso che Giuseppe Conte abbia voluto incontrare personalmente Macron e assicurarsi di poterne avere manforte durante la sua “battaglia” sul campo europeo, è fondamentale che due Paesi del prestigio di Italia e Francia siano compatti verso un’unica soluzione, superare l’ostracismo dei Paesi del Nord non è solo un problema per noi italiani, bensì anche francese, la battaglia è tanto importante per Macron quanto per Conte visto che difficilmente il “nuovo percorso” che voleva inaugurare il presidente francese all’inizio del suo mandato potrà proseguire serenamente nei prossimi due anni.

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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