L’Algeria ha iniziato ad adottare misure rigide per contrastare il Coronavirus. I casi registrati sarebbero 302 e i morti 22. Il Presidente Abdelmadjid Tebboune, in un discorso trasmesso dalla tv nazionale, ha annunciato il 18 marzo la decisione di chiudere le frontiere e di sospendere tutti i collegamenti aerei e marittimi, ad eccezione del traffico merci. Nel discorso ha aggiunto che sono misure necessarie per contenere il contagio ed è altrettanto necessaria la collaborazione di tutti i cittadini per garantire la salute pubblica e la sicurezza nazionale.

Si tratta solo dell’ennesimo Paese che si avvia verso il lockdown tuttavia, nel caso dell’Algeria, lo scenario politico potrebbe evolversi in modo inaspettato. Ricordiamo che dal 22 Febbraio 2019, gli algerini si sono dati appuntamento in piazza ogni venerdì per protestare contro il regime dell’Ex presidente Bouteflika. Proteste, che non sono mai giunte al termine neanche dopo l’elezione di Tebboune, alle presidenziali del 12 Dicembre 2019.

Finora i tentativi messi in campo dal nuovo governo si erano incentrati soprattutto su tre punti: formare una nuova squadra di governo; garantire un maggiore rispetto dei principi costituzionali, con una maggiore attenzione verso gli articoli 7 e 8 che disciplinano il rispetto della sovranità popolare; l’apertura al dialogo con le forze intergovernative. Tentativi che finora non avevano ottenuto molto successo in Algeria, sia per il malcontento generale della popolazione, che per il pregiudizio legato al passato di Tebboune, fedelissimo di Bouteflika, e quindi ben lontano dall’incarnare quell’innovazione a cui tanto auspicavano gli algerini che continuavano a portare avanti la tradizione delle proteste.

Lo scorso 20 marzo, tuttavia, per la prima volta a distanza di un anno, gli algerini hanno dovuto rinunciare alle manifestazioni di piazza. A fermarli è stato proprio il coronavirus e le misure di contenimento che vietano, tra l’altro, i grandi assembramenti. Quelle quindi che sono state adottate come misure per contrastare il diffondersi dell’infezione, si stanno presentando al governo come uno strumento in grado di spezzare la catena delle proteste. In realtà, se Tebboune riuscirà a giocare bene le sue carte e a fornire risposte in grado di rassicurare la popolazione, potrebbe avere l’occasione di creare quel rapporto di fiducia tra gli algerini e le istituzioni da sempre assente

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