I redattori  dello IARI, oltre alle analisi, dedicano il loro tempo anche alla stesura di Focus tematici. L’approccio che le otto differenti redazioni applicano nella compilazione di tali contenuti, è figlio di uno studio analitico e del rigore accademico delle tematiche trattate.

Il mese di gennaio del 2020 passerà agli annali storici come un anno spartiacque, una vera e propria cesura per l’intera storia mondiale. È stato il mese in cui il virus denominato SARS-CoV-2 ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, spingendo la World Health Organization (WHO) a dichiarare lo stato di pandemia. Da allora tutto è cambiato. Tra lockdown generali, chiusure localizzate, quarantene e contatti tra i Paesi bloccati, le nostre vite sono andate avanti con la speranza di uscire al più presto possibile da questa situazione, grazie alla scoperta di un vaccino efficace contro la sintomatologia provocata da questo virus. Questa estrema situazione non ha fatto altro che mettere ancora più in luce le idiosincrasie del sistema internazionale, caratterizzato da Stati che sono stati spinti ad una totale revisione sia delle loro politiche interne che di quelle estere, interpretando il Coronavirus come una nuova sfida da superare dalla quale dipenderanno i futuri equilibri geopolitici mondiali.
Il Venezuela affronta da anni una profonda crisi dalla quale non si riesce ad intravedere una via d’uscita. La diatriba venezuelana può essere definita come un conflitto prolungato ed incurabile: si protrae ormai da tempo, presenta una profonda polarizzazione che plasma ostilità, violenza e distruzione e presenta differenze ideologiche inconciliabili. In questo approfondimento si analizzerà brevemente la crisi del sistema bipartitico venezuelano (1958-1998) e si cercherà di indagare sul cambiamento socioeconomico avvenuto in Venezuela alla morte di Hugo Chávez e il successivo declino autoritario del Paese. Si noterà come con l’acuirsi della crisi economica e la consequenziale perdita del sostegno popolare, il Presidente Maduro abbia gradualmente e pericolosamente legato la continuità della sua presidenza alla cúpula militar non permettendo nessun confronto con l’opposizione.
Le relazioni Euro-Mediterranee hanno una storia lunga, che affonda le proprie radici anzitutto nella consapevolezza di uno spazio geografico comune. L’economista Bruno Amoroso, in uno dei suoi libri più importanti (Amoroso, 2000) afferma: “L’Europa si riflette nel Mediterraneo come in uno specchio”. Nel suo contributo, implicitamente, Amoroso cercava di ritracciare le fila di una politica europea non sufficientemente decentrata e, conseguentemente, poco “mediterraneizzata”, a distanza di cinque anni da uno dei progetti più importanti lanciati dall’Unione Europea: il Partenariato Euro-Mediterranea (PEM).
Le ultime azioni politico-militari della Repubblica di Turchia hanno risvegliato un po' ovunque timori antichi per questo Paese. Ma per comprenderne meglio la politica, ancor di più la vocazione, così come le intenzioni del suo attuale Presidente, bisogna tornare indietro nel tempo.