L’America Latina, è risaputo, non è una regione modello in materia di difesa dei diritti umani. La Repubblica di Guyana, ex colonia inglese, è l’unico Paese latinoamericano a dichiarare esplicitamente illegale l’omosessualità maschile.



Il 17 maggio di ogni anno ricorre, dal 2004, la Giornata mondiale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, riconosciuta dall’Unione Europa e dalle Nazioni Unite e celebrata da un totale di 130 Paesi. Sono undici, a oggi, gli Stati che nelle loro legislazioni prevedono la condanna a morte per le persone LGBTI, e sono ancora tanti i Paesi che prevedono l’ergastolo, la prigione o che criminalizzano de facto la comunità LGBTI violando i diritti umani.

La situazione nella Repubblica di Guyana

L’America Latina, è risaputo, non è una regione modello in materia di difesa dei diritti umani. La Repubblica di Guyana, ex colonia inglese, è l’unico Paese latinoamericano a dichiarare esplicitamente illegale l’omosessualità maschile. La sezione 352 del Codice Penale prevede: “Ogni persona di sesso maschile che, in pubblico o privato, commette o fa commettere, o procura o tenta di procurare la commissione, da parte di una qualsiasi persona maschile, di un atto di grande indecenza con una qualsiasi altra persona maschile è colpevole di un delitto e perseguibile con l’imprigionamento per due anni.  Inoltre, la sezione 353 dichiara che:  “Chiunque tenti di commettere sodomia; o assalisca una qualsiasi persona con l’intento di compiere sodomia; o essendo maschio, indecentemente assalisca una qualsiasi altra persona maschile, è colpevole di un crimine e punibile con l’imprigionamento per dieci anni”. Infine, l’articolo 354 prevede che: “Chiunque commetta sodomia, sia con un essere umano che con un’altra qualsiasi creatura vivente, è colpevole di un crimine e punibile con l’imprigionamento a vita”. Dunque, la pena per le persone omosessuali va dai 2 ai 10 anni di reclusione, e può anche arrivare, in determinate circostanze, alla carcerazione a vita.

Non mancano, tuttavia, dibattiti dell’opinione pubblica sulla possibile decriminalizzazione dell’omosessualità. L’attuale presidente David Granger si è dichiarato favorevole alla decriminalizzazione, pur affermando che il Guyana stia tutelando già la comunità LGBT con una serie di articoli della Costituzione, che fanno riferimento alla libertà di espressione, di coscienza, di libertà associativa e alla protezione da trattamenti inumani. Si è parlato a lungo, negli ultimi anni, della possibilità di indire un referendum sul tema, ma a oggi non si sa con certezza quando sarà annunciato e se effettivamente il governo guianese sia disposto ad affrontare la questione nel breve periodo.

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