Umaru Cissoko Embaló è stato nominato nuovo Presidente della Guinea-Bissau dopo il ballottaggio contro il rivale politico Domingos Simões Pereira. Il Presidente ha ricoperto la carica di primo ministro dal 2016 al 2018 durante il governo dell’ex presidente José Mário Vaz. Con il 53,55% dei voti il leader del Partito MADEM (G15) ha vinto la carica di Presidente augurando un nuovo inizio al piccolo Paese africano. Il neopresidente Embaló promette di voler guidare il Paese verso un’effettiva stabilità interna.

La Guinea-Bissau è uno dei più piccoli Stati dell’Africa Centro occidentale situato sulla costa dell’Oceano Atlantico e confinante a nord con il Senegal e a sud con la Guinea. Il Paese africano conserva una storia travagliata (così come la maggior parte delle ex colonie in Africa) conquistando la sua indipendenza solo nel 1974. Più precisamente, la lotta armata per la liberazione del territorio ha avuto inizio nel 1963 e si è conclusa con un’autodichiarazione di indipendenza da parte dello Stato nel 1973 riconosciuta ufficialmente dal Portogallo soltanto un anno dopo. Nel corso degli ultimi quarantacinque anni l’ex colonia portoghese, inserita nella lista dei Paesi considerati più fragili al mondo (secondo il Fragile States Index 2019 realizzata dal Fondo per la Pace o Fund For Peace e aggiornata all’Aprile 2019), ha avuto una lunga storia di instabilità politica. Difatti, fatta eccezione per l’ex presidente José Mário Vaz (in carica dal Giugno 2014 e leader del Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e del Capo Verde – PAIGC), nessun altro presidente era riuscito a portare a termine il mandato presidenziale di cinque anni a causa di colpi di stato, attentati e insurrezioni.

Ulteriore emergenza con cui fare i conti in Guinea-Bissau è quello dei traffici illegali di droga proveniente dall’America Latina. Questo persistente problema così radicato è strettamente legato all’alto tasso di corruzione nel sistema politico.  Addirittura, oppositori politici hanno accusato l’ex Presidente Vaz di aver utilizzato i proventi del traffico illecito di cocaina per finanziare la sua campagna elettorale. Il disagio della corruzione non deve e non potrà passare inosservato nell’attuazione del programma politico del nuovo Presidente. Difatti, il Corruption Perceptions Index 2018 (realizzato dall’organizzazione internazionale Trasparency International) ha inserito la Guinea-Bissau tra i 180 Paesi più corrotti di tutto il mondo ed anche le Nazioni Unite hanno definito la Guinea-Bissau come un vero e proprio narco-Stato

Le ultime elezioni presidenziali in Guinea-Bissau si sono tenute lo scorso 24 Novembre 2019 sotto gli occhi attenti della comunità internazionale. Difatti il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’Unione Europea e la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale -ECOWAS (Economic Community of West African States) sono intervenuti direttamente a causa di una profonda crisi politica che il piccolo Paese africano stava attraversando.

 Dal 2012 la Guinea-Bissau è stata colpita da una profonda crisi economica, politica e sociale che ha accompagnato le elezioni presidenziali del 2014 (quelle che decretarono la vittoria dell’ex Presidente José Mário Vaz) costringendo il governo a chiedere il supporto della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale ECOWAS per mantenere la situazione sotto controllo. Durante la presidenza di Vaz, il Parlamento era diviso in due blocchi: il primo vedeva schierati il partito di maggioranza PAIGC – Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e del Capo Verde – affiancato da APU-PDGB, UM e PND; il secondo era composto dal partito MADEM (G15) e da PRS.

La rivalità politica tra questi due blocchi era tanto profonda da destabilizzare completamente il sistema. Così, il 29 Ottobre 2019 il Presidente Vaz decise di destituire l’allora primo ministro Domingos Simões Pereira nominando Capo del governo con decreto presidenziale Baciro Dja pur non avendo il consenso di una parte del partito di maggioranza PAIGC. Questa mossa è stata presto considerata incostituzionale dalla Corte Suprema poiché, secondo i giudici, erano stati palesemente violati i principi della Costituzione secondo cui: il Primo Ministro del Paese deve essere espressione della volontà congiunta dell’intero partito che ha la maggioranza in Parlamento. In questa situazione, dall’ Agosto 2015 al Dicembre 2018, la Guinea-Bissau ha visto succedersi ben sette primi ministri. Questa situazione di grave instabilità ha portato la comunità internazionale (in modo particolare il gruppo dei G5, l’ECOWAS, l’UA) ad intervenire diplomaticamente per fronteggiare questo problema politico. L’8 Novembre 2019 a conclusione del Summit straordinario  svoltosi a Niamey, la comunità internazionale ha invitato la Repubblica di Guinea-Bissau ad indire nuove elezioni presidenziali per la data del 24 Novembre 2019.

Dalla dichiarazione dell’Unione Africana rilasciata il 26 Novembre 2019 emerge che: in occasione delle elezioni presidenziali e su richiesta stessa del Governo della Repubblica di Guinea-Bissau, il presidente della Commissione dell’Unione Africana ha deciso di inviare nel Paese una missione di osservazione (AUEOM African Union Election Observation Mission). I gruppi di osservatori sono arrivati in Guinea-Bissau il 19 e il 20 Novembre 2019 in modo da assicurare che sia la fase pre-elettorale che le operazioni di voto si potessero svolgere nel modo più trasparente e tranquillo possibile. Il compito di questa missione di osservazione è stato quello di valutare in modo professionale ed indipendente: l’integrità, la credibilità, la legalità e correttezza dello svolgimento delle elezioni presidenziali.

Il 29 Dicembre 2019 la prima tornata elettorale ha portato al ballottaggio tra due candidati Domingos Simões Pereira (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e del Capo Verde – PAIGC) e Umaro Cissoko Embaló (Movimento per l’alternanza democratica Madem-G15) arrivati in testa al primo turno senza tuttavia raggiungere la maggioranza assoluta. Il terzo candidato José Mário Vaz è stato escluso dalla seconda tornata elettorale.

Al ballottaggio l’affluenza alle urne è stata di 72,67% degli aventi diritto. J. M. Vaz afferma di essere disposto a rispettare la scelta degli elettori nonostante la sua sconfitta, sembra deciso a voler collaborare con il nuovo governo al fine di risolvere la grave crisi del suo Paese. Inoltre, raccomanda tutti di fare molta attenzione alle fake news che manipolano l’informazione e che, di conseguenza, plasmano facilmente le decisioni degli elettori. L’ex Presidente è stato accusato di aver causato la stessa instabilità che negli ultimi giorni ha annunciato di voler risolvere.

PAIGC Sede Centrale – Guinea Bissau

I risultati del ballottaggio sono stati annunciati il 1° gennaio 2020 con l’augurio di garantire un nuovo inizio dal punto di vista politico (e non solo) al Paese africano. Il neopresidente, leader del partito del Movimento per l’alternanza democratica (Madem-G15) ha ottenuto il 53,55% dei voti. Il suo rivale politico, con il 46.45% dei voti ha immediatamente mostrato il suo disappunto tanto da contestare subito la veridicità dei voti. Pereira ha contestato la vittoria dell’avversario vincitore dichiarando che questo risultato non riflette la reale volontà degli elettori dimostratagli durante la campagna elettorale. In una recente intervista, il Ministro Aristides Ocante Da Silva ha dichiarato, riguardo questa situazione, di riporre molte speranze in questo nuovo giovane Presidente e delle sue forti ambizioni politiche (tra le altre quella di riportare pace e stabilità al Paese e quello di promuovere lo sviluppo economico). Inoltre, lo stesso Ministro considera molto positivo il fatto che, dopo la prima tornata elettorale molti altri candidati politici, anche appartenenti a partiti di opposizione, abbiano supportato la candidatura di Embaló. Primo fra tutti l’ex presidente Vaz. Il ministro, forte di questa prospettiva molto ottimistica ha riferito di non confermare l’accusa avanzata da Pereira. Piuttosto, sembra aver affermato che il sistema della campagna elettorale è un sistema gestito da personalità a maggioranza appartenenti al partito PAIGC di cui Pereira ne è leader. Tuttavia, la disponibilità di fonti sulla questione sembra pressoché inesistente. Se però, per assurdo, le accuse fossero così fondate, il partito dello stesso Pereira ne sarebbe compromesso mettendo in discussione anche la sua candidatura. Dunque, sembrerebbe più probabile definire questa accusa un pretesto strategico per disorientare l’opinione pubblica. Soltanto il tempo, le prossime vicende politiche e l’atteggiamento del nuovo Presidente potranno fare chiarezza su questo punto.

“È stata una vittoria trasparente, espressione della volontà del popolo” (Ministro Aristides Ocante Da Silva)

Riguardo lo svolgimento delle elezioni di novembre, anche lo scenario internazionale ha espresso la sua ammirazione riguardo lo svolgimento inaspettatamente ordinato della giornata elettorale e soprattutto pe

PAIGC Sede Centrale – Guinea Bissau

r l’alta affluenza alle urne. Inoltre, è stato motivo di soddisfazione anche l’alta percentuale di donne che hanno votato.

A tal riguardo, l’AUEOM si è dichiarata orgogliosa che le elezioni si siano svolte in un clima di serenità, trasparenza e senza incidenti. La missione di osservazione si è congratulata con le forze dell’ordine per aver preservato la pace e per aver garantito la sicurezza durante tutto il procedimento elettorale. L’AUEOM esorta il sistema a mantenere questo atteggiamento.

 In questo scenario, si prevede un inizio per niente facile che metterà subito alla prova il Presidente Embaló dando ai cittadini una prima dimostrazione di che pasta è fatto il loro nuovo Presidente. La prima mossa è quella di incontrare i Presidenti delle Regioni vicine (Senegal,  Nigeria, Chad e Kenya) in modo da implementare la cooperazione tra Paesi africani. Questa sembra essere una strategia del tutto positiva considerando che, come affermato da Stanley Fischer, grazie alla cooperazione si manifesta una reazione a catena secondo cui lo sviluppo di una Regione porta valore aggiunto anche alle altre.

Fonti

 FRAGILE STATES INDEX ANNUAL REPORT 2019, The Fund for Peace FFP, Washington D.C., 2019

CORRUPTION PERCEPTIONS INDEX 2018, Transparency International https://www.transparency.org/cpi2018

https://www.unodc.org/westandcentralafrica/en/guinea-bissau.html 

www.affarinternazionali.it/2019/11/guinea-bissau-elezioni-presidenziali-onu/0 

https://www.africanews.com/2020/01/03/guinea-bissau-ruling-party-cries-foul-over-opposition-election-win-morning-call/

https://www.africanews.com/2020/01/05/guinea-bissau-president-elect-on-regional-tour-visits-senegal-nigeria/

 https://www.aljazeera.com/news/2019/11/guinea-bissau-presidential-election191119060255362.html?utm_source=website&utm_medium=article_page&utm_campaign=read_more_links

https://au.int/en/pressreleases/20191126/preliminary-statement-au-election-observation-mission-24-november-2019

www.sicurezzainternazionale.luiss.it/2019/12/30/guinea-bissau-al-ballottaggio-eleggere-presidente/  

www.sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/01/02/guinea-bissau-embalo-presidente/ www.treccani.it/enciclopedia/guinea.bissau/

Fischer, Globalization and Its Challenges, Distinguished Lectures Series N.11, Leon Koźmiński Academy of Entrepreneurship and Management, Warsaw (PL), 2003

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