L’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò ha clandestinamente oltrepassato i confini del Venezuela per imbarcarsi in un tour internazionale di viaggi diplomatici, organizzato dagli USA. Destinazione: Europa, Regno Unito e America Latina.

L’autoproclamato presidente ad interim Juan Guaidò ha clandestinamente oltrepassato i confini del Venezuela per imbarcarsi in un tour internazionale di viaggi diplomatici, organizzato dagli USA. Destinazione: Europa, Regno Unito e America Latina. E’ necessario analizzare il contesto politico venezuelano per capire la dovuta e utile mossa di Guaidò di circondarsi, proprio in questo momento, di relazioni e supporto internazionale. A un anno dalla sua autoproclamazione, la politica interna non riesce a dare risposte a quelle promesse fatte il 23 gennaio 2019. La mancanza di credibilità ha posto il presidente ad interim in una situazione di svantaggio politico, che sembra esser stato colmato dalla sceneggiatura diretta dagli Stati Uniti: creare un’agenda di incontri, in diversi paesi e con diversi leader mondiali, per risollevare, con il loro consenso e appoggio, la credibilità del “presidente” venezuelano.

Mappa che mostra il riconoscimento internazionale di Juan Guaidó come presidente interim di Venezuela: In blu i Paesi che riconoscono Juan Guaidó; in azzurro i Paesi che riconoscono l’Assemblea Nazionale; in rosso i Paesi che riconoscono Maduro; in grigio Paesi Neutrali; in nero il Venezuela.

Hanno fatto il giro del mondo le fotografie scattate in compagnia di Ivan Duque, presidente della Colombia, di Mike Pompeo, segretario degli Stati Uniti e, più recentemente, di Dominic Raab, ministro degli Esteri britannico e di Josep Borrell, alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri. Alla lunga lista di incontri, strette di mano e garanzie di supporto si aggiungono anche i grandi nomi di Emmanuel Macron e Angela Merkel, e in ultimo la ministra degli Esteri spagnola Arancha González.

L’Europa, accusata di non aver isolato economicamente il Venezuela di Nicolàs Maduro, ha dovuto accusare i colpi di Juan Guaidò il quale, congiuntamente agli Stati Uniti, tenta da un anno di abbattere il governo con pesanti sanzioni economiche, con il fine di rovesciarlo nel minor tempo possibile e di convocare nuove elezioni. Sanzioni ritenute inumane dalla ministra degli Esteri della Federazione Russa, Mari Zakharova. “Le sanzioni statunitensi contro il Venezuela e la sua popolazione hanno superato tutti i limiti immaginabili del controproducente e il disumano”, ha affermato in conferenza stampa, confermando la cooperazione tra il Venezuela di Nicolàs Maduro e la Russia, nata per arginare la crisi economica mondiale e per scoraggiare le migrazioni della popolazione venezuelana verso altri paesi latinoamericani. Ma soprattutto Zakharova ha accusato gli Stati Uniti di cambiare l’ordine dei venti a proprio vantaggio, di manovrare i fili dei burattinai nel teatrino, con il fine di impadronirsi delle risorse naturali della regione.

Quali mosse sceglierà di fare, o di non fare, l’Europa, per sostenere Juan Guaidò? Come reagirà la Russia e con quali mezzi, se le carte non saranno favorevoli a Nicolas Maduro? Quanto si spenderanno ancora gli Stati Uniti e con quale fine? Potremo sapere gli esiti geopolitici del tour solamente tra qualche giorno. Indubbiamente, questo giro del mondo in una settimana provocherà sentimenti nuovi sia nei sostenitori, ridando a Guaidò quella credibilità persa mesi fa, sia nei suoi oppositori, insoddisfatti e scontenti della situazione interna venezuelana.

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