Lo scorso 25 giugno il Presidente Bolsonaro, tramite il suo account Facebook, ha reso nota la nomina di Carlos Alberto Decotelli da Silva come nuovo Ministro dell’Istruzione del Brasile. Economista ed ex-militare, Decotelli è il primo afro-discendente ad integrare il governo Bolsonaro e terzo Ministro in 18 mesi a presiedere il Ministero dell’Istruzione del Brasile (MEC).

Con grande stupore generale, lo scorso giovedì 25 giugno il Presidente della Repubblica del Brasile Jair Messias Bolsonaro, tramite un breve post su Facebook, ha annunciato chi sarà il nuovo Ministro dell’Istruzione: Carlos Alberto Decotelli da Silva. La nuova nomina arriva una settimana dopo l’addio polemico al Ministero dell’Istruzione del Brasile (MEC) da parte dell’ex Ministro dell’Istruzione Abraham Weintraub. Decotelli è già il terzo Ministro scelto a presiedere il Ministero dell’Istruzione del Brasile in 18 mesi di governo Bolsonaro e la sua nomina sembra prefigurare un cambio di direzione nella gestione dell’istruzione rispetto ai suoi due precursori.

Ricardo Vélez Rodríguez, primo Ministro dell’Istruzione del governo Bolsonaro

Il primo Ministro dell’Istruzione ad integrare il governo Bolsonaro è stato Ricardo Vélez Rodríguez, rimasto in carica per poco più di tre mesi, da gennaio 2019 ad aprile dello stesso anno. Colombiano ma con cittadinanza brasiliana, viene esonerato dal Ministero dell’Istruzione perché secondo il Presidente Bolsonaro era ‘abbastanza evidente’ che il Ministro non stava gestendo in maniera adeguata il MEC. La breve amministrazione di Vélez è stata infatti marcata da molti esoneri interni, dichiarazioni polemiche e critiche. Si ricorda, per esempio, la volontà del Ministro di voler fare una revisione dei libri didattici che descrivono la dittatura militare in Brasile: per Vélez nel 1964 non c’è stato un colpo di stato ma ‘una decisione suprema della società brasiliana’, e il regime di 21 anni instauratosi di conseguenza, non è stata una dittatura militare ma un ‘regime democratico di forza, necessario in quel momento storico’.

Abraham Weintraub, secondo Ministro dell’Istruzione del governo Bolsonaro

Il secondo Ministro dell’Istruzione ad integrare il governo Bolsonaro è stato Abraham Weintraub, rimasto in carica per 14 mesi, da aprile 2019 a giugno 2020. Il 18 giugno scorso ha annunciato le sue dimissioni tramite un video pubblicato su YouTube in cui appare con il Presidente della Repubblica Bolsonaro, che ringrazia e conferma di ‘sostenere come ha fatto negli ultimi tre anni’. La gestione del MEC da parte di Weintraub è stata molto contraddittoria, come lo è stato per il suo predecessore. Si ricorda, per esempio, la sospensione dei finanziamenti alle università pubbliche brasiliane accusate di promuovere ‘disordini’, le critiche alle facoltà di scienze umane e sociali considerate inefficaci e verso numerose università accusate di produrre cannabis, droga sintetica e metanfetamina. Ma ciò che più ha segnato la gestione Weintraub sono stati molti suoi atti e dichiarazioni controverse che lo hanno portato ad essere tuttora indagato in due inchieste. L’ex Ministro dell’Istruzione ha infatti suggerito pubblicamente l’incarcerazione dei Ministri del Supremo Tribunale Federale (STF) del Brasile dopo averli descritti come ‘dei poco di buono’ e con un Tweet polemico ha accusato la Cina di trarre beneficio dalla crisi di Covid19. Non manca infine l’infelice paragone fatto da Weintraub tra la Notte dei Cristalli della Germania nazista del 1938 e il giorno in cui la Polizia Federale brasiliana ha autorizzato il fermo di alcuni sostenitori del governo Bolsonaro, accusati di presunte minacce al STF e di diffusione di fake news.

Carlos Alberto Decotelli da Silva, terzo Ministro dell’Istruzione del governo Bolsonaro

Il terzo e attuale Ministro dell’Istruzione del Brasile è Carlos Alberto Decotelli da Silva, nominato lo scorso 25 giugno dal Presidente Bolsonaro. Decotelli è il primo ministro afro-discendente del governo Bolsonaro, è un professore, economista ed ex militare, oltre ad aver esperienza nel settore educativo come Presidente del Fondo Nazionale di Sviluppo dell’Istruzione (FNDE), un organo del Ministero dell’Istruzione che si occupa di attuare politiche educative nel territorio brasiliano. Con una formazione in finanza e amministrazione, il nuovo Ministro intende promuovere la ‘miglior politica pubblica in materia di istruzione’, favorire il dialogo nel Congresso Nazionale e con tutto il settore educativo, incluse le università e sindacati, ed evitare una gestione del MEC troppo ‘ideologica’ come hanno fatto gli ex Ministri del governo Bolsonaro. Decotelli assume la Presidenza del Ministero dell’Istruzione del Brasile non solo in piena crisi politica, ma soprattutto sanitaria, con la pandemia di Covid19 che ha causato una repentina chiusura delle scuole e l’introduzione di una didattica a distanza ancora troppo precaria. Tra le priorità per il neo Ministro dell’Istruzione ci sarà dunque la pianificazione della ripresa delle attività didattiche, la data e la modalità di svolgimento dell’ENEM 2020, ovvero l’esame nazionale di maturità.

Quale sarà il futuro dell’istruzione post pandemia di Covid-19?

Dopo 18 mesi di governo Bolsonaro si può notare come la gestione dell’istruzione da parte del governo Bolsonaro è stata e continua ad essere marcata da due forti fronti distinti. Da un lato c’è l’ala ideologica, costituita dai seguaci dello scrittore conservatore Olavo de Carvalho, che lotta contro ogni forma di ‘marxismo culturale’ e che ha visto come suoi esponenti i primi due Ministri del MEC, Vélez e Weintraub. Dall’altro, l’ala militare che difende un’istruzione pragmatica, innovativa, incentivando l’istruzione a distanza e la creazione di scuole militari, e che vede come suo rappresentante il neo Ministro Decotelli.

La nomina del nuovo Ministro del MEC certamente sembra prefigurare un cambio di direzione nella gestione dell’istruzione rispetto ai due ex Ministri che erano invece legati all’ala ideologica del governo Bolsonaro. Ciò che si auspica con questa nuova nomina, una figura tecnica, un profilo liberal – conservatore, indubbiamente moderato, legato all’ala militare e ben lontano dal radicalismo, è il debutto di un clima di maggior distensione e dialogo politico generale che possa permettere l’implementazione di politiche pubbliche efficienti in materia di istruzione in linea sia con il Piano Nazionale dell’Istruzione (PNE) in vigore fino al 2024, sia con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Se dal punto di vista tecnico solo i mesi avvenire ci potranno dare delle risposte, dal punto di vista politico si può notare come, ancora una volta, il Presidente Bolsonaro, con questa nuova nomina, stia cercando di abbassare i toni generali e ricercando un maggiore feeling con le forze moderate per evitare il protrarsi di una crisi politica che non giova né al suo governo né al Paese.

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Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso

Sono Nicole Bruttomesso, analistae redattoreI ARI per l’America Latina.Possiedo una formazione accademica ed esperienza professionale nell’ambito delle relazioni ed economia internazionali, delle politiche sociali e della comunicazione, maturate tra l’Europa e il Sudamerica. Attraverso lo IARI intendo promuovere sul panorama italiano le dinamiche geopolitiche della regione latino-americana, occupandomi principalmente di Sudamerica ed in particolare di Brasile.
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