Si è concluso con un niente di fatto il consiglio europeo del 20 giugno a Bruxelles, i Capi di Stato e di Governo che si sono riuniti non hanno ancora trovato un accordo su nessun candidato. Dopo le elezioni dello scorso maggio dovranno essere rinnovate le istituzioni comunitarie come il Parlamento Europeo, Commissione, Banca Centrale Europea. L’unica cosa certa è che tutti i paesi membri dell’unione hanno concordato sul fatto che non saranno nominati nessuno dei candidati alle scorse elezioni, nessun paese infatti intende nominare Manfred Weber candidato per il partito popolare europeo, Frans Timmermans candidato per il partito socialista europeo o Margret Vestagher candidata dei liberali.

Si è aperta una fitta rete di incontri diplomatici tra le delegazioni dei vari paesi europei che dovrebbero riunirsi nuovamente a Bruxelles con un nuovo vertice il prossimo 30 giugno, sono tutti a lavoro per far convergere le posizioni di tutti i paesi e cercare di trovare un accordo comune sulla nomina del Presidente del Parlamento Europeo, della Commissione, della Banca Centrale Europea, per quest’ultima il mandato del Governatore Mario Draghi scadrà ad Ottobre 2019. Per Draghi sono arrivati da molti paesi dell’Unione apprezzamenti per l’operato svolto dalla banca centrale da lui guidata e presieduta in questi otto anni di mandato.

L’Italia nella passata legislatura europea ha saputo giocare molto bene le proprie carte facendo nominare alcuni vertici europei, ricordiamo il Presidente del Parlamento Europeo guidato da Antonio Tajani, l’Altro rappresentante per la politica estera dell’Unione guidato da Federica Mogherini ed infine Mario Draghi che ha guidato la Banca centrale Europea. Non sarà facile questa volta per il Premier Conte far eleggere con la procedura della maggioranza qualificata personalità italiane ai vertici delle istituzioni europee. L’Italia infatti con la Brexit non è riuscita ad occupare la posizione della Gran Bretagna all’interno dell’Ue, anzi risulta indebolita per la possibile apertura di una procedura di infrazione da parte dell’attuale commissione, che ritiene eccessivo il nostro deficit sul Pil. A questo aspetto economico dei nostri conti pubblici va ad aggiungersi il fatto che l’Italia ha inaspettatamente preferito avvicinarsi alle posizioni dei Paesi dell’est Europa comunemente chiamati paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Rep.Ceca). Questa scelta ha indebolito la posizione italiana all’interno dell’Ue ma soprattutto ha messo a dura prova le ottime relazioni che da sempre legano il nostro Paese con Francia e Germania, nostri partner storici e con i quali bisogna continuare a mantenere un rapporto di dialogo e di relazione speciale.

L’attuale Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha sottolineato il fatto che ci vorrà del tempo per trovare un accordo comune sulle nomine, lui stesso sta procedendo ad una consultazione tra i gruppi dell’europarlamento e i capi di stato e di governo dei paesi membri al fine di trovare in tempi rapidi una convergenza e una sintesi comune. Nei prossimi giorni ci sarà il G20 ad Osaka in Giappone è probabile che molti incontri informali verranno effettuati in quei giorni tra le delegazioni europee che saranno presenti. Se il prossimo 30 giugno durante il vertice a Bruxelles non verranno ufficializzate le nomine è probabile che si andrà avanti con le consultazioni per tutta l’estate.

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