Il 17 ottobre Pechino ha approvato la legge sul controllo dell’export (export control law). La legge limiterà le esportazioni di prodotti militari e tecnologici al fine di salvaguardare la sicurezza nazionale, adeguandosi al contempo alle misure statunitensi promulgate nei mesi scorsi.

Il 17 ottobre 2020, il Comitato permanente del Congresso Nazionale della Repubblica Popolare Cinese ha approvato la legge sul controllo delle esportazioni (export control law, ECL) della Repubblica popolare cinese che entrerà in vigore il 1 ° dicembre 2020. L’ECL stabilisce il primo quadro completo per limitare le esportazioni di prodotti e tecnologie militari per motivi di sicurezza nazionale e di ordine pubblico. Attraverso questa di fatti, le esportazioni di prodotti, tecnologie e servizi possono essere vietati o soggetti a requisiti di licenza in base alle caratteristiche del prodotto stesso, agli utenti finali, alle destinazioni o agli usi finali. Sebbene molte caratteristiche amministrative assomiglino alle pratiche già presenti in materia di di controllo delle esportazioni straniere, alcune disposizioni pongono nuovi rischi e sfide per gli esportatori cinesi emi loro clienti.

Beni controllati

L'ECL definisce come "articoli controllati" i beni a duplice uso (con applicazioni sia civili che militari), i prodotti militari e i materiali nucleari. Inoltre, vengono inclusi in tale categoria gli altri beni, tecnologie e servizi che sono correlati al mantenimento della sicurezza e degli interessi nazionali e all'attuazione di obblighi internazionali come la non proliferazione. I controlli all’esportazione sono dunque definiti come restrizioni al "trasferimento di articoli controllati dal territorio della Repubblica popolare cinese verso l'estero" e "la fornitura di articoli controllati da parte di qualsiasi cittadino o organizzazione costituita o non incorporata della Repubblica popolare cinese a qualsiasi organizzazione o individuo straniero”.  Nel testo inoltre, i riferimenti presenti nelle bozze precedenti alla "sicurezza nazionale" sono stati sostituiti con riferimenti alla "sicurezza e interessi nazionali". Importante è qui distinguere la "sicurezza nazionale" dagli "interessi nazionali", in quanto le misure di controllo delle esportazioni puntano a far avanzare gli obiettivi di politica estera e di politica industriale non collegati ai rischi convenzionali di difesa e sicurezza.

Vi sono però dubbi e incertezze su quali prodotti o servizi rientrino esattamente nella categoria dei prodotti controllati.  La stessa ECL non prescrive la metodologia o l’ambito attraverso i quali le varie autorità statali di controllo delle esportazioni potrebbero definire gli “articoli controllati” all’interno delle rispettive giurisdizioni, e dunque rimane da vedere se le autorità statali di controllo siano in grado di seguire e interpretare correttamente gli articoli legislativi sulla natura dei prodotti controllati.

 

Implicazioni globali

Alla fine del testo promulgato, l’ultimo articolo serve da monito per i paesi partner. Come da articolo infatti, se un paese o una regione dovesse abusare delle misure di controllo delle esportazioni e dunque mettesse in pericolo la sicurezza e gli interessi nazionali della Repubblica Popolare Cinese, allora Pechino “adotterà misure reciproche “. A livello nazionale invece, le aziende cinesi che mettono in pericolo la sicurezza nazionale e che violano la nuova legge sul controllo delle esportazioni, potrebbero incorrere in accuse penali. Le violazioni della legge, come l’esportazione di articoli senza permesso, potrebbero comportare multe fino a 5 milioni di yuan, o fino a 20 volte il valore commerciale della transazione ritenuta illegale.

La contro risposta cinese lascia largo spazio alle diverse interpretazioni ed attuazioni possibili. Se da un lato questa legge assicurerà al governo una maggiore tutela nell’ambito dell’esportazione, dall’altro lato potrebbe costituire motivo di preoccupazione per compagnie quali ad esempio Apple e Google. Di fatti, i metalli delle terre rare, per i quali la quota di mercato della Cina supera il 60%, potrebbero essere inclusi negli articoli soggetti a restrizioni. Sebbene la pungente risposta sia stata rivolta principalmente agli Stati Uniti e ai ban americani verso Huawei, l’app TikTok di Bytedance, ‘app di messaggistica WeChat di Tencent, e ai nuovi limiti imposti sulle forniture della Semiconductor Manufacturing International Corp (SMIC), considerati motivi di minaccia alla sicurezza nazionale statunitense, possibili divieti per l’esportazione di tali materiali potrebbero influenzare l’approvvigionamento globale e avere ulteriori implicazioni a livello politico ed economico.

 
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