Indira Alfonzo, presidentessa del Consiglio nazionale elettorale del Venezuela instaurato poco più di un mese fa, ha annunciato ufficialmente la data delle elezioni dell’Assemblea nazionale del Paese. Quale scenario si prospetta?

Indira Alfonzo, presidente del Consiglio nazionale elettorale del Venezuela instaurato poco più di un mese fa, ha annunciato ufficialmente la data delle elezioni dell’Assemblea nazionale del Paese; si terranno dunque il 6 dicembre dell’anno in corso e saranno precedute da una simulazione di voto, fissata per l’11 ottobre, che servirà per verificare la trasparenza e il corretto funzionamento del sistema elettronico.

Tale annuncio ha scatenato non pochi malcontenti, sia perché indette da Nicolas Maduro, sia perché quest’ultimo ha deciso di aumentare di due terzi il numero dei seggi. Primo tra tutti gli scontenti troviamo Juan Guaidò, che tuttavia non riesce a tenere salda e unita l’opposizione da lui guidata, a causa delle sue posizione radicali e di discontinuità totale verso il governo di Maduro. C’è chi vorrebbe riaprire il dialogo con Maduro e c’è chi non crede in più nella leadership di Guaidò. Quest’ultimo, infatti, si è rivelato politicamente debole e incapace di tenere testa all’avversario politico. Guaidò non ha più sostegno e alleati sia sul piano interno sia sul piano internazionale: anche l’Unione Europea e gli Stati Uniti, che avevano creduto nell’esperimento politico che lo vedeva come protagonista, hanno iniziato a nutrire dubbi sul presidente ad interim, sulla sua personalità e sulla sua efficacia nel sostituire la leadership Nicolas Maduro. Ciononostante, entrambe le potenze stanno facendo pressione per incoraggiare l’astensionismo e scoraggiare la partecipazione politica alle elezioni parlamentari di dicembre.

Le elezioni legislative potrebbero cambiare lo scenario del Venezuela. L’opposizione, come annunciato, sembra spaccarsi sulla possibilità di partecipare o meno al voto. La tensione tra Maduro e Guaidò cresce, sia per l’annuncio delle imminenti elezioni sia per la gestione della crisi sanitaria ed economica che sta colpendo duramente il Venezuela. Non si faranno aspettare le decisioni politiche delle potenze internazionali, Cina e Russia da un lato e Stati Uniti ed Europa dall’altra, che risulteranno centrali per il mantenimento o il disfacimento dell’equilibrio nel Paese.

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