La scontata vittoria del Partito Progressista Serbo lascia forti polemiche sulle condizioni democratiche del Paese. Il risultato premia con ampia maggioranza il Partito Progressista Serbo e riduce al minimo l’opposizione in parlamento.

Le elezioni parlamentari serbe del 21 giugno hanno confermato alla guida del paese il “Partito Progressista Serbo” (SNS) con il 61,59% delle preferenze. L’esito ha confermato i pronostici della vigilia che tenevano conto, tra i vari fattori, del boicottaggio della principale forza di opposizione “Alleanza per la Serbia” (SzS). Tale decisione era stata presa a seguito di forti proteste che ponevano l’accento sulle insoddisfacenti misure adottate per garantire un corretto svolgimento della campagna elettorale e delle successive elezioni. Il precario equilibro su cui poggiava  SzS è stato rotto dalla decisione di modificare la soglia di sbarramento prevista inizialmente per il 5% e in seguito abbassata al 3%, questo ha portato alcuni partiti a uscire dall’Alleanza e a correre da soli ottenendo risultati poco brillanti. Per il partito vincitore si tratta di una vittoria senza precedenti considerato che così otterrà ben 189 seggi sui 250 disponibili. La seconda classificata è la coalizione formata dal “Partito Socialista Serbo” (SPS) e da “Serbia unita” (JS) che ottiene il 10.37% delle preferenze. Al terzo posto c’è “Vittoria per la Serbia” di Aleksander Šapić che con il 3.64% rappresenterà l’unica forza di opposizione in parlamento. [1]

 

Sebbene SNS abbia mantenuto la maggioranza parlamentare, il percorso che ha accompagnato la campagna elettorale ha fatto emergere importanti criticità, già verificate in passato, questa volta però hanno portato a una evidente impossibilità di dialogo tra i due schieramenti. L’idea iniziale dell’opposizione di non prendere parte alle elezioni ha origine a fine 2019 dove veniva denunciata la mancanza di condizioni necessarie per lo svolgimento di regolari votazioni. Le ripetute accuse ai danni del Presidente serbo avevano destato l’attenzione del Parlamento Europeo che a tal proposito aveva incaricato gli europarlamentari Tanja Fajon e Vladimir Bilčik a svolgere il ruolo di  mediatori al fine di creare un programma di miglioramento delle condizioni elettorali in Serbia. La principale accusa mossa dall’opposizione riguarda la pratica di utilizzare risorse pubbliche – edifici, veicoli, siti web – a favore della promozione del partito al governo, oltre alla già ineguale copertura mediatica sui principali canali televisivi nazionali. A ciò si aggiunge l’organizzazione intensa di attività, in apparenza neutrali, di funzionari pubblici che miravano effettivamente a promuovere i partiti al potere. Il calendario di attuazione ha cercato di risolvere questi problemi ma è evidente che tali soluzioni non sono risultate efficaci. Le misure sono risultate vane poiché non prevedevano nessun sostanziale stravolgimento del sistema.

Le polemiche riguardanti la campagna elettorale del SNS sono continuate anche durante il periodo di coprifuoco dovuto al diffondersi del Coronavirus. In questi mesi, secondo il Direttore del programma del Center for Research, Transparency and Accountability (CRTA), alcuni funzionari della pubblica amministrazione avrebbero continuato a promuovere il partito con soldi pubblici.[1] Un altro dato evidenziato dal Direttore Nedeljkov riguarda il tempo dedicato agli attori politici dai canali televisivi con copertura nazionale: i partiti al governo hanno ricevuto il 91% del tempo, i partiti di opposizione che hanno scelto di candidarsi alle elezioni il 6% e i partiti che hanno optato per il boicottaggio solo il 3%. Il dato tende a riequilibrarsi dall’11 maggio quando SNS ha una percentuale di visibilità mediatica che si aggira intorno al 60% del tempo. Questi dati dimostrano ancora una volta la debolezza dei provvedimenti suggeriti dagli europarlamentari. Indubbiamente, la politica più rilevante del governo nell’ultimo mese è stata quella di assegnare indiscriminatamente 100 euro ai cittadini come aiuto per la ripresa post emergenza sanitaria (lo stipendio medio in Serbia è circa 500 euro). Inoltre, sono stati versati ai pensionati  4.000 RSD (circa 35 euro) oltre ai 100 euro già ricevuti da coloro che hanno presentato domanda di assistenza.

Il modo attraverso il quale è giunta la vittoria dell’SNS sicuramente lascia molti dubbi sulle reali condizioni di democrazia che vigono nel paese; tale situazione era stata posta in risalto da Freedom House nel suo recente report. Una parte del successo dell’SNS è da attribuire anche ai demeriti della principale coalizione di opposizione; sebbene lo scopo di ”Alleanza per la Serbia” fosse contrastare il predominio di SNS che dura ormai da quasi dieci anni, è evidente che al di là di questo intento sia mancata una reale strategia elettorale e una valida proposta politica da presentare alla popolazione. L’indubbia fragilità della coalizione, dunque, è data dall’impossibilità di far coesistere partiti ideologicamente molto distanti tra loro e per questo, ad oggi, appare  evidente che il boicottaggio sia stato principalmente uno strumento per attirare l’attenzione della comunità internazionale e non un fine per innescare dei sostanziali cambiamenti all’interno del Paese.

Subito dopo le elezioni, il 24 giugno il Presidente Vučić si recherà a Mosca per il 75° anniversario della Vittoria sul nazifascismo dove sarà ospite del suo alleato Vladimir Putin. Successivamente sarà previsto un incontro a Washington con Trump desideroso di ottenere un successo in politica internazionale prima delle elezioni statunitensi di novembre. All’incontro sarà presente anche il Presidente del Kosovo Thaçi che, insieme a Vučić, proverà a trovare un accordo basato su uno scambio di territori tra Serbia e Kosovo. L’eventuale intesa vanificherebbe gli sforzi finora ottenuti dall’Unione Europea che perderebbe terreno nella competizione geopolitica dell’area balcanica.

Note

[1] https://www.b92.net/info/izbori2020/vesti.php?yyyy=2020&mm=06&dd=21&nav_id=1698361

[2] http://rs.n1info.com/Vesti/a571621/Nedeljkov-Kad-strah-preovlada-tu-demokratije-nema.html

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