L’emergenza sanitaria ha costretto i Paesi africani a rimandare lo svolgimento di importanti eventi politici. Nella Repubblica Federale di Etiopia, le elezioni parlamentari, inizialmente previste per l’Agosto 2020, sono state rinviate a data da definirsi.

Rispettare la programmazione delle elezioni presidenziali, parlamentari e amministrative previste per il 2020 in Africa è molto importante, soprattutto perché si tratta di un continente in cui tali momenti di definizione dell’assetto politico interno hanno segnato, per molti Paesi, il passaggio dalla fine delle repressioni e dei conflitti alla fase di costruzione della pace e della democrazia. Tuttavia, l’emergenza sanitaria “si è già inserita nel gioco politico, scompaginando i calendari prestabiliti e disturbando i piani dei candidati”. La Camera della Federazione (ovvero la Camera Alta del Parlamento bicamerale etiope, che assume il compito principale di interpretare la Costituzione e di decidere su tutte le questioni inerenti agli Stati come, per esempio, l’autodeterminazione), ha approvato l’estensione del termine di mandato del corrente parlamento nazionale nonché di tutti i parlamenti e consigli regionali fino alle prossime elezioni. In un primo momento, alcuni hanno suggerito di affidarsi ad una guida esterna di transizione ma il Primo Ministro ha sin da subito rifiutato tale possibilità. È di ieri la decisione del Parlamento etiope di mantenere in carica il Primo Ministro Abiy Ahmed Ali anche dopo la fine del suo mandato, coerentemente con la decisione della Camera della Federazione.

Cosa potrà accadere successivamente a questo cambio di programma? Secondo alcuni, la prorogatio degli organi parlamentari e governativi è l’occasione per animare l’opposizione. Al momento del voto del 10 giugno, ci sono stati 114 voti favorevoli, 4 voti contrari e una astensione. È evidente che, in questa situazione di piena incertezza rispetto a come organizzare i prossimi step politici aleggia il rischio che le prossime elezioni possano essere boicottate. E questo fa preoccupare chi ha assistito ai cambiamenti avuti in Etiopia grazie all’avvento della democrazia e della costruzione di una stabilità interna. In questo scenario, Keria Ibhraim, portavoce della Camera Alta ha presentato le sue dimissioni dichiarando di non voler essere responsabile di un errore simile. Keria Ibrahim è anche la leader del Fronte di Liberazione del Tigrè nonché partito che più si è opposto alla decisione di rinviare le elezioni. Pare che l’ormai ex portavoce della Camera alta abbia affermato: “Non posso essere complice quando la costituzione viene violata e si sta formando un governo dittatoriale. Ho rassegnato le mie dimissioni per non accettare un simile errore storico”.

Considerato che al momento la priorità è quella di superare la pandemia, c’è qualcuno che considera questa situazione come un modo per migliorare gli assetti sinora stabili e rafforzare la democrazia. Si potrebbe considerare un momento per instaurare uno scambio critico e costruttivo con l’opposizione finalizzato a definire alcuni aspetti importanti come le condizioni e le procedure per garantire lo svolgimento delle prossime elezioni in maniera più equa e trasparente possibile. In questo modo si annullerebbe completamente il rischio di prendere decisioni unilaterali.

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