Il diritto d’asilo e il diritto a un giusto processo non vengono garantiti né dal Messico né dagli Stati Uniti, che violano di fatto i diritti umani delle persone nel silenzio della comunità internazionale.

Le reazioni del presidente statunitense Donald Trump in materia di coronavirus si sono rivelate, al momento e nella maggior parte delle volte, precipitose e poco accorte. Anche nel caso della gestione delle migrazioni dal centro e sud America verso l’american dream è riuscito a impolverare ulteriormente una questione già delicata in partenza.

Prima dell’esplosione pandemica, i migranti irregolari che avevano superato la frontiera venivano arrestati e sottoposti a processo legale. Se facevano domanda d’asilo negli Stati Uniti, entrava in atto il Remain in Mexico, programma che rimandava indietro i richiedenti asilo fino all’esito del loro processo. Oggi, queste misure, che già sembrano dure e restrittive, sono state congelate per far spazio a un nuovo metodo d’azione: l’espulsione immediata, senza arresto, senza processo, delle persone trovate irregolari e senza documenti su territorio statunitense.

Così, i migranti, da qualunque Paese latinoamericano arrivino, vengono rimbalzati in Messico il quale, dopo un momento iniziale di incertezza, ha annunciato che avrebbe accolto fino a cento migranti non-messicani al giorno, escludendo dall’accoglienza i minori non accompagnati, gli anziani e gli infermi. Anche il Messico, seguendo il pugno duro degli Stati Uniti, sta espellendo dunque dai suoi confini tutti gli irregolari dal 101esimo in poi, facendoli migrare verso il sud del continente: anche in questo caso, senza arresto, senza processo. Il diritto d’asilo e il diritto a un giusto processo non vengono così garantiti né dal Messico né dagli Stati Uniti, che violano di fatto i diritti umani delle persone nel silenzio della comunità internazionale.

Alle problematiche di gestione statale si aggiunge un’ulteriore complicazione per i migranti: la chiusura progressiva dei centri di accoglienza, incapaci di garantire la sicurezza necessaria in seguito all’aumento del numero di contagi. Migliaia di persone, ogni giorno, vengono spedite verso nuove frontiere e lasciate in balia della fame e delle malattie, prive di diritti fondamentali, nel silenzio della comunità internazionale.

Fonte

https://www.animalpolitico.com/2020/04/migrantes-frente-covid-19-abandonados-mexico-fronteras-cerradas/

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