La Polonia imposta la propria strategia nazionale e politica estera mediante il suo documento strategico. Strategia nazionale determinante nel campo della difesa, industria, cooperazione internazionale, economia, energia ed anche in ambito culturale. La rilevanza che questa analisi dell’interesse nazionale polacco non riguarda solo le sue forze armate, ma proprio grazie alla rapida crescita e sviluppo del paese è determinante anche per gli equilibri del continente e le relazioni internazionali dell’Unione nel lungo periodo.

Il 12 Maggio 2020 il presidente della Repubblica di Polonia ha approvato il Documento di Strategia e Sicurezza Nazionale (National Security Strategy of the Republic of Poland – Strategię Bezpieczeństwa Narodowego RP) su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, Mateusz Morawiecki. Frutto del lavoro degli uffici interministeriali che hanno analizzato e prodotto una linea comune e trasversale a tutti i ministeri e comprendendo tutti i campi nazionali, dall’ economia, alla difesa, all’economia e così via. Il documento è un aggiornamento del documento del 2014, approvato con il medesimo procedimento, e di quest’ultimo costituisce quindi l’abrogazione secondo il principio lex posterior derogat priori, come affermato all’interno del documento nuovo stesso.

Cosa sia è presto detto, è il documento che costituisce l’architettura strategica stessa dello stato di Polonia, potremmo definirlo l’architrave o la chiave di volta o addirittura le fondamenta stesse della nazione. Su questo documento si analizza, si definisce, si pondera e si direziona l’interesse nazionale, le sfide che la Polonia incorre negli assetti interni, internazionali e comunitari, nei rapporti con i V4 ma soprattutto con le nazioni ad esse confinanti con particolar riguardo, ovviamente, ad est e a sud. Analizza materie pertinenti alla difesa nazionale, l’esercito, gli armamenti, la sicurezza dell’economia, le politiche di preservazione dell’ambiente, la sicurezza informatica, i trasporti, le infrastrutture, l’immigrazione, la demografia, le politiche culturali e per farla breve, pianifica l’assetto strategico del Sistema-Paese, la direttrice da tenere nel cammino.

Alcuni punti cardine del documento sono di fondamentale importanza nell’ordine macroregionale, si può dire interessino tutta l’Europa Centro-Orientale. Il primo punto è l’asserzione di volontà di mantenere (come potrebbe essere diversamente, d’altronde?) e consolidare la partnership con gli USA, in particolar modo nell’integrazione della difesa nazionale polacca, degli armamenti, della cooperazione negli scambi commerciali, di tecnologie ed addirittura consolidare la presenza militare americana in territorio polacco. Approfondire le radici che legano la Polonia alle nazioni centrali del continente e dei suoi partner continentali chiave. In particolar modo, nel contesto dei “Bucarest nine”, il gruppo “Visegrad-V4”, il “Triangolo di Weimar”, ma anche acuire il potenziale del mar Baltico nel cosiddetto assetto dei “tre mari”. A questi propositi si affiancano solide prese di posizione su casi internazionali specifici, volte a consolidare l’indipendenza, la sovranità territoriale dell’Ucraina, della Moldavia e della Georgia promuovendone le aspirazioni all’integrazione euro-atlantica. Fondamentale è anche la presa di posizione nei confronti della Federazione Russa nella sezione del “Security Enviroment” del documento. Viene collocato al vertice dei pericoli e delle minacce internazionali la politica “neo-imperialista” della Russia che con l’aggressione militare della Georgia, dell’Ucraina e con l’annessione della Crimea ha minato i fondamenti del diritto internazionale e della sicurezza Europea. Si afferma che la Russia sita implementando la sua capacità offensiva in direzione dell’Europa Occidentale, aumentando le esercitazioni anche nell’Oblast’ di Kaliningrad in funzione di risposta alla mobilitazione NATO, potenziando mezzi e apparecchiature, estendendo sistemi “Anti-Access/Area Denial“ nella regione del Mar Baltico. Il documento mette in guardia anche dalle minacce informatiche, alla grande influenza del soft power russo nella politica domestica e del monopolio del petrolio nell’Europa Centrale e nei Balcani dei fornitori russi, acuito dal progetto Nord Stream 2.

Per quanto riguarda l’assetto della sicurezza domestica e dei cittadini polacchi, il documento strategico protende verso una maggiore integrazione del sistema di management della sicurezza nazionale, con gli altri sistemi di sicurezza esistenti includendo la “cybersecurity”. Ma integrazione anche sotto il profilo della direzione politica con la creazione di un meccanismo di coordinamento della sicurezza nazionale a capo di un comitato dipendente dal Consiglio dei ministri, con il coinvolgimento dei cosiddetti “Marshals” ossia gli Speaker del Sejm (la Camera polacca) e del Senato della Repubblica. Si determina anche il perfezionamento dei tempi di reazione dello status dei cittadini e delle attività economico-sociali da uno status di pace ad uno di guerra, perfezionando meccanismi di transizione e velocizzandone l’esecuzione.

La sezione riguardante le forze armate polacche è tra le più ricche e dense di contenuti. Innanzitutto, vi è il proposito di raggiungere il 2,25% del PIL in investimenti nelle forze armate polacche. E’ prevista l’integrazione ed ampliamento delle dotazioni e delle competenze dei soldati e dei sistemi d’arma adatti al cosiddetto scenario “multi dominio”, un sistema di miglioramento del grado di preparazione operativa dei soldati e delle loro competenze multidisciplinari. La costruzione di un sistema satellitare integrato per la sicurezza nazionale, composto da un sistema di osservazione satellitare, veicoli aerei in grado di operare in strutture “network-centric” e che siano in grado di mantenere la sicurezza crittografica e un sistema di comunicazione satellitare. La costruzione di capacità operative riguardo il lancio di missili anti-aerei e anti-carri a lungo raggio. Raffinare le prestazioni delle Forze Speciali, includendo le minacce ibride, terroristiche e implementando la velocità operativa in stato di allerta. Inoltre, importante punto sarà rivolta all’attenere operatività a spettro completo in operazioni di Cyberspazio, sviluppando la “Cyber Defence Force” e le attività nello spazio e l’incremento di cooperazione operativa della Marina Polacca con le potenze regionali.

Tra gli importanti settori analizzati dal documento vi è quello dell’immigrazione, regolata dai principi della competenza, della possibilità di convivenza pacifica e dell’evitare qualsiasi tipo di instabilità sociale che possa turbare l’assetto interno del paese, aspetto estremamente caro ai polacchi ribadito anche nel precedente Documento di Strategia Nazionale del 2014, e che è un vero e proprio cardine dell’identità politica nazionale. Si analizza il tema della sicurezza energetica ed economica, del potenziale scientifico e tecnologico e della preservazione dell’ambiente sociale.

Infine, il settore che più rimarca quell’assetto tipico delle istituzioni polacche e sulla cui premessa si ispira la stessa Costituzione del 1997 della Repubblica di Polonia, partorita dall’Assemblea Nazionale: l’identità nazionale e l’eredità polacca.

style="display:block; text-align:center;" data-ad-layout="in-article" data-ad-format="fluid" data-ad-client="ca-pub-7315138348687543" data-ad-slot="8401026869">

Qual è la rilevanza sul piano internazionale di questo documento?

L’aspetto sicuramente più rilevante che definisce il documento strategico è la proiezione nel medio-lungo periodo della nazione colosso emergente nel quadro di Visegrad guidato dal primo ministro Morawiecki del partito PiS di Kaczinsky (ECR), che infatti afferma la propria politica estera nei confronti della Russia e della sua “vocazione” storicamente imperiale nella regione. E’ fondamentale per l’Europa Occidentale comprendere l’impostazione della Polonia soprattutto per il divenire della nazione, essendo infatti in proiezione la candidata futura alla copertura maggiore del proprio territorio dal deterrente NATO, sommato anche al proprio deterrente nazionale e la propria industria bellica in rapida espansione e minuzioso miglioramento. Ma l’assetto strategico di quella che nel corso del XXI° secolo potrebbe divenire una nazione cardine nel concerto Europeo anche dal punto di vista economico appare ora evidente, specialmente nel momento in cui la ricaduta del PIL di molte nazioni in Occidente in seguito alla cisi sanitaria legata sembra consistente e non sono possibili previsioni ulteriori che diano a sperare in termini di ripresa, mentre la nazione polacca è stata raggiunta dal Covid-19 ma in maniera sicuramente non drammatica e mantiene in previsione tassi di crescita sostenuti (la Polonia beneficerà di 63 miliardi di Euro sui 750 del piano Von Der Leyen, che il primo ministro ha già definito come grossa opportunità d’investimento) ed inoltre hanno dimostrato di saper utilizzare i fondi strutturali comunitari e gli investimenti privati molto meglio di quanto non sappiano fare molte nazioni tra le più rilevanti dell’UE. Proprio questa capacità Polacca oculata di gestire le risorse stanziate dai fondi strutturali dell’Unione Europea e di farlo attraverso una pianificazione strategica che parta dalla difesa, dalle forze armate, dalla sicurezza, e di tutte le attività fondamentali dello stato incanalate nella più ampia foce dell’interesse nazionale e strategico dovrebbe ispirare il nostro Sistema-Paese italiano, paese costantemente a rischio di procedura di infrazione per il mancato utilizzo dei fondi strutturali (in particolare i SIE-FESR)e con una sovrintendenza quantomeno precaria dei suoi asset strategici. La Polonia, patria di Giovanni III Sobieski, definibile il salvatore d’Europa nella Battaglia di Vienna, con l’impostazione nazionale del documento strategico riconferma questa sua vocazione di “baluardo europeo”, dimostrando di avere radici ben salde assieme ad una solida mentalità pianificatrice, e la storia premia sempre gli attori più organizzati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: