Il 21 Febbraio 2020 nella città portuale di Bremerhaven – nel nord della Germania a circa 130 km da Amburgo – ha avuto luogo il primo sbarco di truppe, armi ed equipaggiamenti statunitensi che, provenienti direttamente dal continente americano, verranno impiegati nell’esercitazione militare DEFENDER-Europe 20: quest’esercitazione, che porterà sul continente europeo complessivamente ventimila truppe statunitensi, avrà l’obiettivo di simulare lo spostamento di soldati, mezzi ed equipaggiamenti dagli Stati Uniti all’Europa al fine di supportare in modo efficace gli alleati europei contro potenziali azioni ostili. Un’esercitazione militare dagli importanti risvolti politici.

Dagli Stati Uniti all’Europa e ritorno: i punti salienti di DEFENDER-Europe 20

Sbarco dei mezzi statunitensi al porto di Bremerhafen, Germania (Photo by Sgt Dommnique Washington)

L’esercitazione DEFENDER-Europe 20 – che è iniziata nelle prime settimane di febbraio e che terminerà nel giugno di quest’anno – sarà la più grande esercitazione militare statunitense sul continente europeo degli ultimi venticinque anni. L’obiettivo dell’esercitazione sarà quello di testare le capacità della Difesa statunitense di trasportare – dagli Stati Uniti al continente europeo – un rilevante numero di truppe, in questo caso si ragiona in termini di divisioni, in grado di affrontare in modo efficace le eventuali minacce che potrebbero riguardare gli alleati europei.

L’esercitazione si compone di quattro fasi, sintetizzabili in quattro concetti chiave: schieramento, equipaggiamento, spostamento e ridispiegamento.

La prima fase – ovvero quello dello schieramento – consiste nel trasporto via mare dei soldati, di una parte dei mezzi e degli equipaggiamenti dal continente americano al continente europeo, più precisamente verso i porti di Belgio, Olanda, Germania e Polonia.

Sebbene una parte delle armi, dei mezzi e degli equipaggiamenti provengano direttamente dagli Stati Uniti, larga parte delle truppe impegnate in quest’esercitazione saranno equipaggiate mediante il ricorso agli arsenali già presenti in Belgio e Germania.

La terza fase dell’esercitazione consiste nello spostamento delle truppe e dei mezzi verso Polonia e paesi baltici, al fine di condurre le esercitazioni militari previste. All’esercitazione DEFENDER-Europe 20, infatti, si affiancano anche altre cinque esercitazioni collaterali: Allied Spirit XI; Dynamic Front 20; Joint Warfighting Assessment 20; Saber Strike 20; Swift Response 20.

La quarta ed ultima fase dell’esercitazione consiste nel ridispiegamento negli Stati Uniti delle truppe e dei mezzi americani inviati in Europa. L’esercitazione coinvolgerà complessivamente diciassette stati, tra membri NATO e stati partner dell’Alleanza Atlantica, e circa trentasettemila unità(alle ventimila unità inviate dagli Stati Uniti, si aggiungono le novemila unità statunitensi già presenti in Europa e le ottomila unità degli altri stati coinvolti)

Potenziare la prontezza e l’interoperabilità per rafforzare la deterrenza della NATO

Secondo quanto affermato dal Comandante dello U.S Army Europe Lieutenant General Christopher Cavoli e dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEur) Generale Tod D. Wolters, quest’esercitazione mira a rafforzare la capacità di deterrenza della NATO attraverso il potenziamento della capacità di operare congiuntamente delle forze armate degli stati membri della NATO. In un contesto operativo che si farà sempre più volatile, incerto, rapidamente mutevole e ambiguo, l’interoperabilità tra le varie forze armate alleate rappresenterà – sempre di più – una caratteristica cruciale per affrontare in modo efficace le sfide militari del XXI secolo.

Poiché la NATO è l’Organizzazione militare dell’Alleanza Atlantica, e quest’ultima si configura come un’alleanza politico-militare di natura difensiva, quest’operazione non deve essere considerata come un’azione aggressiva – in particolar modo contro l’avversario russo – ma piuttosto come un’azione di natura difensiva: un’azione che veicola sicuramente un messaggio di fermezza verso potenziali azioni ostili ma che, forse più della minaccia esterna, si preoccupa di consolidare la compattezza dello schieramento atlantico, messo sotto pressione dalle affermazioni di Donald Trump e dalle ultime uscite pubbliche del Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron.

La dimostrazione dell’impegno statunitense nella difesa dell’Europa: il risvolto politico dell’esercitazione

In un’intervista pubblicata sull’Economist il 9 novembre 2019, Emmanuel Macron ha affermato che “la NATO si trova in uno stato di morte cerebrale”. Il commento del presidente si legava principalmente al mancato coordinamento interno riguardo l’operazione militare turca lungo il confine siriano, che ha avuto luogo negli ultimi mesi dello scorso anno.

Sebbene lo stesso presidente Macron abbia smussato i toni delle sue affermazioni in un successivo incontro con il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg, resta inalterata la volontà del presidente di costruire un’ “Europa della difesa” che non si configuri come il “junior partner” degli Stati Uniti, come affermato recentemente da Macron nell’ultima edizione della Conferenza della Sicurezza di Monaco. L’idea esposta da Macron a Monaco sembra ricalcare un’idea già promossa da Charles De Gaulle durante gli anni’60, ovvero quella di creare un’ “Europa europea”, indipendente dagli Stati Uniti dal punto di vista militare e politico, che si ponesse come terza potenza all’interno dello scontro bipolare e non come mera estensione della potenza statunitense sul continente europeo. Il progetto di Macron, data l’evoluzione del contesto internazionale e la volontà del presidente di evitare strappi profondi con i membri dell’Alleanza Atlantica, potrebbe considerarsi – riprendendo quanto sostenuto da Pierre-Emmanuel Thomann nel numero di Limes “America contro Tutti” – come uno strumento per promuovere gli interessi francesi a livello internazionale, spesso conflittuali – soprattutto in Medio-Oriente e Africa – con quelli dell’alleato statunitense.

Il breve accenno alle parole ed al progetto del presidente Macron risulta funzionale alla descrizione delle preoccupazioni europee riguardo la reale adesione dell’amministrazione Trump agli obblighi ed ai principi collegati al ruolo di primaria importanza degli Stati Uniti rivestono nell’ambito dell’Alleanza Atlantica e della NATO.

Il timore degli alleati europei sembra fondarsi sia sulle oscillanti affermazioni del presidente statunitense riguardo la NATO sia sulla volontà di Trump di limitare la sovraesposizione militare degli Stati Uniti nel mondo.

È bene ricordare – però – come l’accento dell’amministrazione Trump riguardo al tema del burden sharing interno alla NATO – ovvero alla condivisione dei costi legati alla difesa dell’Alleanza – s’inserisca in un filone di critica che si può far risalire agli inizi degli anni ’60, quando alla Casa Bianca c’era John F. Kennedy e la NATO era attiva da poco più di dieci anni, e che l’auspicato ritiro delle truppe americane dai vari continenti non si è verificato: durante i primi tre anni della presidenza Trump –  secondo i dati riportati da Dario Fabbri, consigliere scientifico di Limes ed esperto di Stati Uniti, in una puntata dell’approfondimento geopolitico de La Repubblica, MappaMundi –  il numero delle truppe americane è aumentato in tutti i continenti, Europa compresa.

Alla luce dei punti presentati in precedenza, i timori degli alleati europei rispetto ad un possibile disimpegno statunitense in Europa sembrano quantomeno infondati e le pressioni americane – ad eccezioni delle preoccupanti dichiarazioni di Trump riguardo la possibilità di non attivare l’Articolo 5, ovvero quello della difesa collettiva, in determinate circostanze – rientranti nella consueta dialettica dell’Alleanza Atlantica e della NATO. In questo senso DEFENDER-Europe 20 potrebbe essere considerata come il simbolo, oltre ogni ragionevole dubbio, della volontà e della capacità degli Stati Uniti di attraversare nuovamente l’oceano per difendere il Vecchio Continente.

 

 

Fonti

 

https://www.eur.army.mil/DefenderEurope/

https://shape.nato.int/defender/about

https://shape.nato.int/news-archive/2020/united-states-army-vehicles-arrive-in-europe-for-the-defendereurope-20-exercise

https://shape.nato.int/defender-europe/defender/newsroom/exercise-defendereurope-20-underway

https://www.eur.army.mil/Portals/19/documents/DEFENDEREurope/DEFENDEREuropeTrifold200130.pdf

https://www.elysee.fr/emmanuel-macron/2020/02/15/conference-sur-la-securite-de-munich-faire-revivre-leurope-comme-une-puissance-politique-strategique

https://edition.cnn.com/2018/07/17/politics/trump-nato-fox/index.html

https://www.ilsole24ore.com/art/nato-stato-morte-cerebrale-ambizioni-macron-francia-e-ue-ACDUwQx

https://it.euronews.com/2019/11/28/parigi-macron-chiarisce-con-stoltenberg-circa-la-nato-in-morte-cerebrale

https://video.repubblica.it/dossier/crisi-usa-iran/america-contro-iran-venti-di-guerra-in-medio-oriente-mappa-mundi/351563/352139?ref=twhv&fbclid=IwAR1stmzLGVXqRSh56GQL9nF3RYGw0mrDz4-VJ7m2HqCyJS1m9AP09YvrbBQ 

 

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