Il summit ONU sul clima ci permette una riflessione sulle nuove idee di sviluppo.

Le sfere della politica, dell’economia e dello sviluppo, hanno sempre avuto delle strette interconnessioni, soprattutto in un mondo globalizzato in cui le barriere vengono eliminate da un mercato globale e da una comunicazione che prescinde i confini statali.

Da decenni, il modello prevalente che guida la politica e l’economia è quello capitalista, portato in auge dagli Stati Uniti D’America ed espansosi poi in tutto il mondo. Questo tipo di modello, che ha fatto del consumo e dell’accumulazione di beni la sua stella polare, da alcuni decenni ha subito una trasformazione, passando da un modello di produzione ad un modello finanziario, in cui la ricchezza si accumula grazie a strumenti ad hoc come la finanza ombra e i fondi di investimento. Suddetto modello, che Gallino(1) chiama mega-macchina del finanz- capitalismo, ingloba ogni ambito della vita umana ed è stato realizzato grazie al servo unità dell’Uomo economico, ossia l’essere umano in versione capitalista, che vede nel guadagno e nella persecuzione della propria utilità il solo bene ultimo da dover raggiungere. Il finanz-capitalismo di Gallino è basato sul concetto dell’estrazione di valore, ossia l’acquisizione forzata di valore che viene estratto dall’uomo, così come dalla natura, ridotta a mezzo utile per gli scopi umani.

I LIMITI DEL CAPITALISMO:

Il modello capitalista basato sulla finanza, ormai da anni ha iniziato a mostrare i suoi limiti, viene infatti ritenuto da alcuni economisti come una delle cause della crisi del 2008 che continua a far sentire i suoi echi impedendo una crescita a livello mondiale.

Negli ultimi tempi, le critiche al capitalismo sono uscite dal mondo di nicchia di economisti, politici e studiosi, e sono diventati elemento di discussione anche per l’opinione pubblica, in particolare per gli effetti sul clima e sulla deturpazione della natura. I leader mondiali non hanno potuto ignorare i movimenti di protesta per un mondo più equo e attento alla natura, tanto che, il 23 Settembre di questo anno si sono incontrati a New York in occasione di un Summit mondiale delle Nazioni Unite riguardante il clima, fortemente voluta dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres che, a fronte dello scarso rispetto nei confronti dell’Accordo di Parigi, siglato nel 2015 per limitare l’incremento medio della temperatura annua a massimo 1.5 gradi centigradi, ha voluto sentire dai paesi formalmente impegnati nella lotta contro il cambiamento climatico e, di fatto irrispettosi degli accordi stabiliti, quali azioni concrete sono state promosse dai loro paesi per limitare i cambiamenti climatici ed arrivare nel 2050 all’obiettivo di emissioni zero.

EVO MORALES ALLE NAZIONI UNITE:

In occasione del summit del 23 Settembre, il presidente boliviano Evo Morales, ha espresso a chiare lettere il punto di vista e la politica che si stanno adottando nel proprio paese, affermando che le problematiche legate al clima, così come quelle legate alla povertà ed alla disuguaglianza sono crisi riconducibili ad una stessa origine, crisi strutturali da attribuire al modello proposto dal capitalismo. Nel suo discorso, puntando il dito contro la mercificazione eccessiva, i modelli di produzione non sostenibili e il sistema finanziario antidemocratico 2), ha acceso i riflettori su un modello contrapposto a quello capitalistico che in Bolivia sta cercando di affermarsi dal 2009, quando, nel redarre la nuova costituzione, fu inserito il richiamo al modello del Vivir Bien.

COSA PROPONE IL VIVIR BIEN:

Il Vivir Bien è un concetto che ha origine tra i popoli indigeni della regione andina ed amazzonica e propone la convivenza armoniosa tra uomini ma anche tra gli uomini e la natura, riconoscendo a entrambi pari importanza e parità di diritti.

Il focus di questo paradigma è completamente traslato rispetto a quello del capitalismo, e il Vivir Bien viene definito come il “modello che guidi il così detto processo di cambiamento” (3). Il soggetto principale non è più l’uomo e il concetto di “ capitale naturale” che permette lo sfruttamento della natura oltre i limiti del sostenibile viene eliminato in favore di una convivenza armoniosa tra uomo e natura, come sostiene Gudynas, il segretario esecutivo del Centro per l’Ecologia Sociale dell’America Latina (4).

La Bolivia di Evo Morales non è l’unico stato al mondo che propone una politica di cambiamento ispirata al Vivir Bien, anche l’Ecuador infatti, dopo l’elezione del presidente Rafael Correa di Alianza PAIS si è espresso in favore di uno sviluppo ispirato a questa filosofia. L’ex ministro ecuadoreño Alberto Acosta, uno dei massimi sostenitori del Vivir Bien, ha definito l’innovazione del modello con le seguenti parole: “ non ci interessa quanto gli uomini riescono a produrre, ma quanto le cose disponibili possono migliorare la vita di ciascuno, permettendo a tutti di vivere una vita piena”(5)

Il concetto di Vivir Bien ha chiaramente delle problematiche di attuazione pratica, non è infatti facile tradurre questa prospettiva in azioni mirate ed efficaci che possano portare alla realizzazione di un mondo che viva con la prospettiva armonica proposta dai paesi sudamericani. Lo stesso Alberto Acosta, ha posto in un’intervista l’accento sul necessario appoggio della comunità internazionale per poter raggiungere degli obiettivi concreti e reali.

L’idea del Vivir Bien, è ad oggi un’ ipotesi di redenzione dai fallimenti del mercato e dell’ideologia capitalista, certamente un modello così distante da quello fino ad ora attuato è più semplice da promuovere in paesi che si sono sempre visti sfruttare dal capitalismo, e che in un certo senso hanno tutti gli interessi di invertire la rotta. Tuttavia, a seguito degli sforzi delle nuove generazioni per queste questioni, non è da escludere un’ispirazione a queste idee anche da questa parte dell’oceano.

1 Gallino L., 2011, Finanzcapitalismo, Torino, Einaudi

2 https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-evo_morales_sulla_crisi_ambientale_allonu_la_radice_dei_problemi__nel_sistema_capitalista_video/5694_30795/

3 Isabellwe Hillenkamp, “ La economía solidaria en Bolivia, entre mercado y democracia”

4 https://www.theguardian.com/sustainable-business/blog/buen-vivir-philosophy-south-america-eduardo-gudynas

5 https://asud.net/cose-il-buen-vivir-intervista-ad-alberto-acosta/

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