Il Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, è senza dubbio uno dei membri dell’amministrazione più apprezzati e stimati dal Presidente Trump. Non a caso lo stesso Presidente, fresco vincitore delle presidenziali del 2016, annunciò subito la sua nomina come direttore della CIA. Così dal gennaio 2017, contemporaneamente all’insediamento del 45° Presidente americano, Pompeo assunse le funzioni ai vertici della CIA, l’agenzia americana che si occupa di attività di intelligence all’estero. La promozione ai vertici di un organo così importante dell’amministrazione americana segna un vero e proprio spartiacque nella vita dell’attuale Segretario di Stato americano, etichettato dalla critica come un falco ultra-conservatore.

Mike Pompeo nasce nel 1963 da una famiglia facoltosa nel sud della California, ma nelle sue vene scorre anche sangue italiano: la nonna paterna, figlia di Giuseppe Brandolino e Carmela Sanelli, nacque a Caramanico Terme, un piccolo comune abruzzese in provincia di Pescara. Dopo aver prestato servizio nella US Military Academy per 5 anni, il giovane Pompeo conclude gli studi con la laurea in legge all’Harvard School. Inizia a lavorare per un’impresa legale, da cui presto si sfilerà per dedicarsi all’avvio di due attività commerciali in Kansas.

È proprio dallo Stato del Kansas che parte la sua carriera politica. Grazie al successo delle sue attività commerciali, guadagna rispettabilità tra i cittadini e si accredita negli ambienti del Partito Repubblicano. Nel novembre 2010, in occasione delle elezioni di medio termine, il battesimo politico: Pompeo viene eletto al Congresso per lo Stato del Kansas. Sedendo all’opposizione, porterà a Washington la sua energia nella ferma opposizione ad alcune politiche di Obama: l’accordo sul nucleare iraniano del 2015, la decadenza del Patriot Act (parte del programma di contrasto al terrorismo, con cui la National security Agency poteva accedere ai dati telefonici di milioni di americani), la volontà di Obama- mai portata a termine- di chiudere i campi di prigionia militare di Guantanamo. Pompeo siederà prima nella Commissione del Congresso su Energia e Commercio; poi nella Commissione permanente sui servizi di intelligence.

Successivamente, con l’elezione di Trump, la svolta politica: nel giro di meno di due anni Pompeo ricoprirà il ruolo apicale nei gangli dell’amministrazione più incisivi nella politica estera americana. La breve esperienza come Direttore della CIA (gennaio 2017- aprile 2018) si è concretizzata nell’attività di briefing sulle minacce nucleari nordcoreane, quelle cibernetiche provenienti da Russia e Cina e sul monitoraggio delle attività terroristiche in Medio Oriente.

Tuttavia Trump vuole lavorare più a stretto contatto con l’uomo per cui nutre una così profonda stima. Si arriva al marzo 2018, quando il Presidente americano annuncia in un tweet che il Segretario di Stato Rex Tillerson verrà sostituito da Mike Pompeo, a causa delle forti divergenze tra lo stesso Tillerson e Trump riguardo la politica estera americana in Siria ed Iraq. Un mese dopo Pompeo entrerà in carica come capo della diplomazia americana. È stato la mente dietro gli incontri tra Trump ed il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un (lo ha anche incontrato personalmente), specialmente il primo di Singapore. Fu lo stesso Pompeo ad organizzare gli incontri a Bruxelles con gli alleati della NATO, con l’obiettivo di persuaderli ad aumentare le spese militari. Mentre riguardo la crisi nelle relazioni tra USA e Iran, nonostante l’esposizione in una forte campagna di discredito internazionale nei confronti del regime di Teheran, ha sempre ribadito che “la guerra è sempre l’ultima opzione”.

Corea del Nord, rapporti con alleati europei, crisi iraniana: questi i teatri internazionali su cui si misurerà l’operato della diplomazia Pompeo. Per il momento ciò che si può ravvisare è la robustezza del binomio Trump-Pompeo. Un sodalizio che poggia su due qualità riconosciute nella figura di Mike Pompeo: COERENZA ed ENERGIA, alla base del debole di Trump nei confronti del suo Segretario di Stato.

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Emanuele Gibilaro

Emanuele Gibilaro

Emanuele Gibilaro laureato in Storia, Politica e Relazioni Internazionali presso l'Università di Catania. Iscritto al corso di Diplomazia e Organizzazioni Internazionali presso l'Università di Milano è appassionato di politica internazionale, analizza la politica estera statunitense, le questioni della sicurezza nazionale, marittima, energetica e gli interscambi della diplomazia americana con organizzazioni internazionali, Cina, Arabia Saudita e Iran.
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