L’Ambasciata di Cuba a Roma, dopo la richiesta di personale medico da parte dell’Italia, scrive: “Solo la responsabilità sociale e la collaborazione internazionale aiuteranno a risolvere, nel più breve tempo possibile, la situazione sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia del Coronavirus”.

Anche Cuba non è immune al contagio del virus SARS CoV-2. Quattro turisti italiani, nei giorni scorsi, sono risultati positivi ai tamponi battezzando l’arrivo del Coronavirus anche nella regione cubana. L’Ambasciata di Cuba a Roma ha fatto sapere, tramite i suoi canali, che il Paese sta adottando tutte le misure necessarie per la prevenzione e per il contenimento della trasmissione del virus attraverso piani sanitari specifici e attraverso la ricerca di una cura. Cuba, come ha sempre fatto con i grandi contagi degli ultimi anni, sta guardando al virus con un approccio di collaborazione internazionale e non locale. “A Cuba c’è esperienza nell’affrontare qualsiasi tipo di epidemia come parte del sistema sanitario nazionale, spiega il Primo Ministro cubano Manuel Marrero Cruz. “Recentemente abbiamo avuto le esperienze di Ebola e H1N1 e le abbiamo superate”

Come Cuba sta affrontando l’emergenza

Cuba sta cercando e adottando misure straordinarie già dal mese di gennaio. Per prima cosa, è stata prevista una formazione specifica al personale sanitario, garantendo la competenza necessaria per affrontare l’epidemia. In secondo luogo, il Primo Ministro Marrero ha deciso di trasformare gli ospedali militari cubani in strutture specifiche destinate ai casi di Coronavirus, fatta eccezione dell’ospedale Carlos J. Finlay all’Avana. Inoltre, come nella maggior parte dei Paesi che hanno deciso di affrontare l’emergenza, i sintomatici sono costretti all’isolamento e al ricovero, mentre i cittadini invitati a rispettare l’autoisolamento in caso di contatti con persone a rischio e in assenza di sintomatologia sospetta. In tutti i punti di entrata nel territorio nazionale sono previsti scanner per la temperatura, soprattutto nei porti e negli aeroporti. I confini dunque, per il momento, non sono stati sigillati, nonostante la presenza di casi accertati sull’isola.

La richiesta da aiuto dall’Italia

L’Assessore alla Salute della Lombardia, Giulio Gallera, ha recentemente ufficializzato una richiesta di aiuto a Cuba: personale medico specializzato in malattie trasmissibili, sostegno sanitario e, infine, l’antivirale Interferone Alfa 2B, dimostratosi efficace in Cina. La richiesta è stata inviata dall’Ambasciata di Cuba in Italia alle autorità cuba competenti, da cui si aspetta ancora un responso. “Sono tempi i cui la comprensione e la sensibilità devono prevalere su qualsiasi altra ragione”, scrivono in una nota gli ambasciatori cubani. “La sfida è di tutta l’umanità senza distinzioni. Solo la responsabilità sociale, il contributo congiunto di tutti e la collaborazione internazionale aiuteranno a risolvere, nel più breve tempo possibile, la situazione sanitaria, sociale ed economica causata dalla pandemia del Coronavirus”.

La corsa alla cura: l’Interferone alfa 2B

Il farmaco usato dalla Cina per curare i pazienti contagiati dal Coronavirus è stato prodotto a Cuba. Il suo nome è Interferone Alpha 2B e, al momento, è nel mirino di acquisto di circa quindici Paesi tra America Latina, Europa, Asia e Africa. Non è un vaccino, non è una cura definitiva alla pandemia: è un antivirale, un prodotto terapeutico che aumenta le difese immunitarie. Infatti, gli interferoni sono delle molecole prodotte dal nostro corpo di fronte agli attacchi virali. È una prima difesa naturale del sistema immunitario per combattere l’ingresso del virus e per inibirlo. Poiché il Coronavirus, anziché indurre la produzione di interferoni, la diminuisce, la somministrazione di questo antivirale dall’esterno sembra essere un approccio valido per il trattamento. C’è da domandarsi come Cuba possa soddisfare la domanda interna e estera del farmaco, dato il pesante embargo statunitense sulle materie prime e sui pezzi di ricambio per la produzione che, inevitabilmente, influisce e influirà notevolmente anche sul settore farmaceutico. Al momento, però, i medici cubani rassicurano gli interlocutori esteri sulla sufficiente quantità di certezze. Ma è una mossa per strizzare l’occhio ai mercati?

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