La corsa alle nomine dei commissari è già iniziata, come ormai risaputo da tempo il governo giallo-verde ha sempre spinto per avere un commissario “di peso” in campo economico nella nuova Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen. Tuttavia, i recenti sviluppi hanno scosso la stabilità del governo italiano, il contrasto Lega-M5S non aiuta l’Italia a godere della stessa fiducia di altri Paesi che si sono mossi in anticipo e con miglior organizzazione, la scadenza è fissata per agosto e nella situazione attuale lo scontro Carroccio-pentastellati la fa da padrone, perché mai i funzionari europei dovrebbero aver fiducia nel concedere un commissario “di peso” al governo italiano? La von der Leyen vorrà a breve la sua “squadra” pronta, già tra ottobre e novembre il Consiglio Europeo dovrebbe approvare la nuova Commissione.

La posizione italiana è al momento molto debole, partiamo dal presupposto che già prima dei recenti conflitti all’interno del governo la posizione del nostro Paese non era di certo tra le migliori, il rischio della caduta del governo non può che peggiorare la situazione. Non dimentichiamo che gli occhi dell’Unione Europea sono sempre “vigili” sul Belpaese e malgrado Conte sia riuscito a scongiurare la procedura d’infrazione a inizio estate non vuol dire che in futuro l’Italia non possa “ricaderci”, d’altronde non è un mistero su come l’economia italiana continui ad arrancare e non si vedano all’orizzonte sostanziali spunti di crescita, dovesse di nuovo l’Unione “accusare” l’Italia difficilmente si potrà sperare in altri atti di clemenza.Come affrontare dunque questa crisi in ottica europea? È da scongiurare o, paradossalmente, da alimentare?

Vero è che una crisi di governo, come detto prima, non mette certo in una buona posizione di “fiducia” il nostro Paese, ma è anche vero che alimentarla e stravolgere le carte in tavola potrebbe essere un sistema per ripartire e iniziare a trattare con l’Europa “cambiando il tavolo”. Dal post-elezioni europee il ruolo dell’Italia in Europa non ha mai realmente coinciso con quella “rivalsa” auspicata dai nostri governanti durante le loro campagne elettorali, piuttosto è come se si avesse l’impressione che più si provi a cozzare contro l’Unione più questa ci si ritorca contro, a partire dalla minaccia di procedura d’infrazione fino alla realtà attuale che ci mostra un’Italia sempre più “isolata” e sfiduciata nello scenario politico europeo. Nuove elezioni nel breve futuro porterebbero sicuramente un cambiamento interno e, potenzialmente, anche esterno in merito ai rapporti con l’Unione Europea. Dobbiamo aspettarci miglioramenti o peggioramenti? Solo il tempo potrà dirlo, ciò non toglie che crisi di governo o meno, il rapporto dell’Italia con l’Europa è ai minimi storici e urge cambiare rotta al più presto…

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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