Il 6 febbraio a circa un anno dalla sentenza di libertà condizionata, l’ex Capo di Stato della Costa D’Avorio Gbagbo (attualmente in Belgio) e l’ex Capo di governo Charles Blé Goudé (attualmente in Olanda), hanno tenuto l’udienza decisiva in appello per riconsiderare la libertà condizionata al fine di ottenere il rientro in patria.

Il legale dell’ex presidente Gbagbo, Emmanuel Altit, già nell’ottobre 2019 aveva avanzato alla Corte la richiesta di far rientrare il proprio assistito nel Paese d’origine per partecipare attivamente alla vita politica soprattutto in vista delle prossime elezioni previste per ottobre 2020.

La richiesta è successiva alla decisione della Camera preliminare del gennaio 2019 che aveva assolto, in libertà condizionata, Gbagbo e Blé Goudé da tutti i crimini di cui erano accusati per insufficienza di prove.

In Costa d’Avorio le elezioni presidenziali tenutesi nel 2010 hanno visto cadere il Presidente Laurence Gbagbo ed hanno aperto la strada a Alassane Ouattara. Gli scontri tra gruppi di ribelli sostenitori dei due candidati hanno causato circa 3000 morti dal Dicembre 2010 all’ aprile 2011.

Nonostante deboli tentativi di ripresa, che facevano da primo piano ad uno scenario economicamente instabile e profondamente corrotto in cui traffici illegali e scontri armati erano all’ordine del giorno, il periodo post-elettorale è stato tremendamente scioccante.

Da un lato pare che l’opposizione formata dai fedeli di Gbagbo abbia radicato un’ideologia fortemente nazionalista, dall’altra parte le milizie Dozo si erano schierate contro i sostenitori di Gbagbo appoggiando la presidenza del neoeletto Ouattara.

Esattamente dall’aprile 2011 il moltiplicarsi delle accuse contro Gbagbo per i crimini commessi durante questo periodo hanno chiamato ad intervenire la Corte Penale Internazionale dell’Aja. Secondo l’accusa Gbagbo avrebbe commesso crimini contro l’umanità gestendo indirettamente i gruppi di ribelli suoi sostenitori al fine di poter rimanere al potere con ogni mezzo.

In modo particolare, i capi di accusa erano cinque: commissione di crimini contro l’umanità, tentati omicidi, rapimenti, atti inumani e persecuzioni tutti avvenuti dal 2010 al 2011, quattro dei quali confermati nel settembre 2014. Nel Dicembre 2011 le stesse accuse sono state avanzate per Charles Blé Goudé (ex capo del governo durante la presidenza di Gbagbo).

La fase preliminare si chiude, il processo comincia e la difesa sostiene che la Costa D’Avorio sotto la presidenza di Ouattara, stia facendo qualsiasi cosa per tenere l’ex presidente Gbagbo lontano dagli affari politici.

Nel gennaio 2019 la Corte Penale Internazionale ha assolto Gbagbo e Charles Blé Goudé per insufficienza di prove. Infatti, già nel febbraio 2013 la stessa Corte aveva richiesto alla Costa D’Avorio di fornire ulteriori prove a sostegno dei capi d’accusa.

Successivamente alla sentenza di assoluzione del gennaio 2019 il Tribunale di Abidjan ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Gbagbo e Blé Goudé. Questo impedirebbe la possibilità di un ritorno a fare politica. Sembrerebbe che il legale di Blé Goudé abbia subito fatto appello sostenendo che i tribunali nazionali non possono pronunciarsi su gli stessi casi su cui tribunali internazionali hanno già emanato una sentenza definitiva.

Non c’è dubbio che, in vista delle prossime elezioni, un ritorno di Gbagbo potrebbe minacciare la presidenza di Ouattara fortemente sostenuta dal governo francese. Un rimpatrio indesiderato potrebbe sicuramente stravolgere l’attuale assetto istituzionale ciononostante né la politica dovrebbe influenzare le decisioni della macchina giudiziaria né tensioni politiche hanno il diritto di minacciare il bisogno di stabilità e democrazia del Paese.

Fonti:

https://www.icc-cpi.int/Pages/item.aspx?name=MA249

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2020/01/02/costa-davorio-ex-leader-della-guerra-civile-condannato-20-anni-prigione/ 

https://www.youtube.com/watch?v=qxP8aT4qR1c&feature=youtu.behttps%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DGaIfbXBXN5I&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=oGwCELjFdZg&feature=youtu.be 

 
 
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