La tensione è altissima nella repubblica caucasica dove diverse migliaia di manifestanti si sono scontrati con le forze dell’ordine di fronte all’edificio del parlamento a Tbilisi. Decine i feriti tra la polizia, in assetto antisommossa, e i variegati manifestanti. I primi hanno piu volte utilizzato gas lacrimogeni, proiettili di gomma, idranti di fronte al tentativo della folla di penetrare all’interno dell’edificio. In piazza membri dell’opposizione, nazionalisti, attivisti o semplicemente cittadini di ogni strato sociale scesi a protestare contro la presenza in parlamento di Sergei Gavrilov, deputato russo, membro della Duma per il Partito comunista e sostenitore del Presidente Putin. A scatenare la rabbia dei manifestanti non solo la sua presenza in aula ma il fatto che fosse seduto nello scranno riservato al presidente e si sia rivolto ai deputati utilizzando la sua lingua madre e non il georgiano.

Migliaia di persone si erano radunate fino dalla tarda mattinata di ieri, 20 giugno, nei pressi della sede del Parlamento georgiano, presidiato dalle forze speciali di polizia, per chiedere le dimissioni del presidente dell’istituzione legislativa, Irakli Kobajidze. Un gruppo di manifestanti ha superato un primo cordone di polizia ed è riuscito ad accedere al cortile del Parlamento. Il ministro dell’Interno, Guiorgui Jakaria, aveva già avvertito che le forze di sicurezza avrebbero usano tutti i mezzi legali a disposizione se i manifestanti avessero cercato di assaltare il Parlamento, che non era comunque impegnato in sessione di lavori e all’interno del quale c’erano solo una dozzina di deputati. Qualche ora fa il presidente del Parlamento georgiano Irakli Kobakhidze si è dimesso in seguito alle proteste esplose per l’intervento di un deputato russo al Parlamento georgiano. Ad annunciarlo è stato Kakha Kaladze, uno dei leader del partito di maggioranza ‘Sogno Georgiano’, sindaco di Tbilisi con un glorioso passato calcistico in Serie A.

La polizia, dopo aver ripreso il controllo della piazza, ha rapidamente sgombrato una delle arterie principali della capitale georgiana, “Rustaveli str” e ha arrestato oltre 100 manifestanti. Un altro round di proteste è previsto per questa sera mentre diverse sono state le reazioni del mondo a questa vicenda che perpetua nell’attualità l’ostilità tra la Georgia e la Russia sempre piu agli antipodi. Sulla questione si è espressa la presidente Salomè Zourabichvili che non ha esitato, di fronte all’escalation improvvisa delle proteste, a ritornare in patria da una visita di stato in Bielorussia attaccando la Russia, nemica e occupante del popolo georgiano. La stessa è stata accusata nei mesi scorsi e dai manifestanti di avere una linea morbida e riconciliatorie con il Cremlino di fronte al perdurare dell’ostilità tra i due paese, le intimidazioni e le violazioni della sovranità che continua a compiere sul suolo georgiano. La presidente ha invitato l’opinione pubblica georgiana a non farsi dividere da un tentativo patrocinato dal Cremlino (e dalle sue quinte colonne nel paese) di destabilizzare la politica, la società e indebolire la nazione.

Russia e Georgia, nonostante il comune passato imperiale e sovietico, si trovano oggi agli antipodi in una relazione bilatere macchiata da ferite non rimarginate che risalgono al conflitto tra le due nazioni nel 2008, al patrocinio continuo (economico, militare, politico) da parte di Mosca nei confronti di Ossezia e Abkhazia, repubbliche secessioniste e autoproclamate indipendenti dopo un breve e sanguinoso conflitto con la madrepatria Georgia che è costato migliaia di morti e la pulizia etnica dei georgiani etnici, oggi quasi scomparsi dai territori contesi. Dalla caduta dell’Unione Sovietica la Georgia ha scelto, a differenza dei suoi vicini molto piu cauti, una decisa inversione di rotta avvicinandosi all’Unione Europea edificando un rapporto solido cementato con accordi di partnership, commerciali e politici. L’obiettivo è quello di diminuire l’influenza della Russia nell’economia e nella società georgiana ricevendo l’ovvia ostilità del Cremlino. Fortissimo e trasversale è il sentimento di diffidenza presente nella repubblica caucasica che è tracimanto nelle strade sfidando l’attuale governo in carica.

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