Il Coronavirus sta iniziando a impensierire un po’ tutta Europa, ciò che fino a qualche giorno fa sembrava essere un problema soltanto italiano sta iniziando a serpeggiare anche negli altri Paesi e tutta la popolazione europea inizia ad avere il terrore di una possibile epidemia. Quella che stiamo vivendo al momento in Italia è una situazione alquanto delicata, non tanto per la pericolosità più o meno alta del virus (che comunque non va sottovalutato) quanto per i risvolti che la questione rischia di assumere in campo economico e, soprattutto, politico. Non starò di certo qui a rilanciare speculazioni, non ho intenzione di criticare il governo né tantomeno di demonizzare/giustificare i messaggi lanciati dai partiti dell’opposizione, ma è evidente come il virus non solo stia creando psicosi tra la popolazione ma stia “rinvigorendo” una battaglia politica che da nazionale potrebbe presto coinvolgere gli altri Paesi europei.

Insinuare che la propaganda euroscettica stia strumentalizzando il virus per mettere a nudo le falle dell’Europa sarebbe un’accusa che reputo al momento ingiusta, ma è chiaro che l’UE debba stare molto attenta al modo in cui si giocherà le prossime carte. L’idea di un’Italia discriminata e isolata all’interno dell’Unione non può che rinvigorire gli euroscettici nostrani che potrebbero giustificare la prova lampante di un’Europa che non funziona e che non agisce come dovrebbe in situazioni delicate come queste, ma anche negli altri Paesi l’opinione pubblica rischia di spaccarsi. Non si tratta più di immigrazione, si tratta di salute, un tema al quale la gente è (giustamente) molto più suscettibile.

Giusto per fare un esempio andiamo a vedere cosa succede in Francia, dove da un lato abbiamo Macron che rilancia solidarietà all’Italia rifiutando di chiudere le frontiere, dall’altro abbiamo Marine Le Pen del parere opposto. Iniziasse a dilagare un’epidemia in Francia sarebbe un colpo grosso per Macron e potenzialmente un’impennata di consensi per Marine Le Pen, e questo vale per tanti altri Paesi europei le cui fazioni politiche sono già in contrasto tra loro e si ritrovano divise nell’affrontare la questione. Chiudere le frontiere e isolare l’Italia? Rilanciare la solidarietà tra i Paesi e collaborare per affrontare la questione? Quali le misure per attutire il più possibile i contraccolpi all’economia?

 

È una situazione delicata ma che allo stesso tempo presenta tanti scenari ipotizzabili e percorribili, l’Unione si ritrova a dover gestire una problematica che mette non soltanto a rischio la salute dei cittadini ma anche la sua forza. Una “minaccia” arrivata dalla Cina rischia di diventare la miccia interna che può rianimare l’euroscetticismo all’interno dei Paesi europei e quindi non si tratta più soltanto di preservare la salute dei cittadini, si tratta anche di ricordare a tutti che l’Unione serve soprattutto ad affrontare sfide come questa ed è per questo motivo che non può permettersi di perdere.

 

 

 
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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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