Con l’esplosione del contagio anche nel continente africano- le stime ufficiali parlando di casi in 43 Paesi, ma è bene ricordare la sempre difficile operazione di raccolta dei dati per quanto riguarda una larga parte dell’Africa- molti capi di Stato hanno deciso di sospendere o ritardare le elezioni e le manifestazioni politiche, o quantomeno hanno iniziato in tal senso un dialogo con le forze politiche.

Il Covid-19 quindi, oltre ad indebolire il già fragilissimo sistema sanitario africano, rischia di minare ulteriormente il faticoso processo politico ed elettorale in tutto il continente. È chiaro che la pandemia non può essere sottovalutata, ma è altrettanto chiaro che una parte della classe politica africana sfrutterà a proprio vantaggio la situazione, diluendo e dilazionando il diritto di voto e di espressione dei cittadini. Sarà interessante osservare ciò che avverrà nei prossimi giorni e settimane in Guinea, dove il referendum si terrà ugualmente, sulla base di quanto avvenuto in Francia per le elezioni amministrative del 15 Marzo. Nel Paese del gallo, prevedibilmente, il contagio è esploso subito dopo sebbene per cause non interamente ascrivibili al voto, in quanto di certo il virus era già in circolazione. La portata di un ripetersi di quanto accaduto in suolo francese in Guinea apre a scenari francamente preoccupanti, visto lo stato della sanità del Paese.

Altrettanto interessante è osservare quanto accade in Malawi, un Paese ancora ufficialmente escluso dalla cartina del contagio: il capo dell’opposizione al governo ha infatti annunciato, in un bagno di folla a Lilongwe, un’alleanza tra le maggiori forze che contrastano il governo, dichiarandosi fiero che i cittadini abbiano violato le norme che impongono anche nel paese il distanziamento sociale.

In questo momento quindi, anche la pandemia diventa veicolo di messaggio politico, e va ad influire direttamente sullo schema decisionale non solo della classe governante ma anche dei singoli cittadini, dato in cui si dovrà tenere conto nella valutazione del dato dell’astensionismo in Guinea, disponibile nei prossimi giorni.

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Giulia Raciti

Giulia Raciti

Ciao a tutti, sono Giulia Raciti Longo, e collaboro con IARI da Giugno del 2019.Dopo la laurea in Giurisprudenza, conseguita a Catania, ho proseguito i miei studi a Milano, dove ho ottenutoil Master in Diplomacy presso l' ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale. Sono fluente in tre lingue, e ho avuto la possibilità di studiare in tutta Europa, e di lavorare con l' ONG ruandese “ African Education Network" per un anno, occupandomi di analisi delle policies e mappatura legislativa. È in questi contesto che è nata la mia passione per l' Africa, territorio complesso e spesso sottovalutato nelle relazioni internazionali. Con IARI mi occupo proprio di Africa, focalizzandomisui processi elettorali e sui fenomeni migratori, temi che mi propongo di affrontare con un approccio trasversale tra geopolitica e diritto internazionale. Sono appassionata di storia contemporanea, in particolare delle decadi tra il ’20 e il ’40 del 900.Lavorareper la redazione dello IARI, mi ha dato la possibilità di mettere le mie competenze al servizio degli altri: credo infatti fermamente che la geopolitica sia uno strumento indispensabile per capire il mondo che ci circonda ed essere cittadini globali più attenti e consapevoli.Per questo cerco sempre di creare contenuti che siano fruibili anche dai non addetti ai lavori, ma rigorosi dal punto di vista scientificoed informativo.
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