Il mese di aprile è stato piuttosto complicato dal punto di vista della sicurezza per l’Iraq in quanto l’ISIS ha condotto una serie di attentati terroristici. Il 19 aprile le forze irachene hanno condotto un’operazione nella provincia di Salah al-Din dove operano ancora alcune cellule dello Stato Islamico che recentemente avevano attaccato delle città nel nord del Paese causando vittime tra i civili e le forze di sicurezza.

Nel dettaglio l’operazione delle forze irachene contro i militanti jihadisti ha previsto l’impiego di jet che hanno attaccato l’isola di Abdulaziz, proprio nella provincia di Salah al-Din nei pressi del fiume Tigri. Alcuni militanti sono stati eliminati e, inoltre, sono stati distrutti alcuni siti in cui essi si nascondevano.

L’ISIS in Iraq conduce spesso attacchi anche nel governatorato di Diyda, come quello di qualche giorno fa contro un posto di blocco in uno dei villaggi nel sud-ovest della provincia.

Il piano del governo nazionale è quello di debellare i terroristi presenti nell’area settentrionale del Paese. Si pensa a rimodernare, a tal proposito, le forze tradizionali per essere ancora più incisivi. Le operazioni che recentemente sono state portate a termine contro i jihadisti dell’ISIS marcano l’efficienza di un team operativo iracheno-statunitense che ha come obiettivo dare la caccia ai restanti membri dello Stato Islamico operanti ancora in Iraq.

L’efficacia delle azioni del team testimoniano la necessità per il governo iracheno, nella lotta all’ISIS, di affidarsi all’esperienza e alla validità di esperti statunitensi. La presenza degli Stati Uniti in Iraq è fondamentale nella lotta all’ISIS. Washington ha ripreso le attività di contrasto ai miliziani nel mese di gennaio.

In questo momento la diffusione del Covid-19 in Medio Oriente e in Iraq potrebbe essere un elemento che l’ISIS potrebbe sfruttare a proprio vantaggio per riprendere in maniera più massiccia le proprie attività.

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