Sebbene l’interesse della Comunità Internazionale nei confronti della crisi venezuelana pare scemare sempre più, continuano i colpi di scena: l’ANC concede a Nicolas Maduro i poteri straordinari. Durante la seconda settimana di ottobre 2020, l’Assemblea Nazionale Costituente (ANC) ha approvato una nuova legge che concede i poteri straordinari al presidente Nicolás Maduro.

ASSEMBLEA NAZIONALE COSTITUENTE

 Per comprendere fino in fondo la situazione è necessario fare un passo indietro ed analizzare il contesto nel quale tutto ciò è avvenuto. Nel maggio 2017, nel pieno della crisi economica e delle proteste cittadine, il presidente Maduro decise di convocare un’Assemblea Costituente con il fine di modificare la Costituzione chavista del 1999 (sebbene essa fosse considerata da Hugo Chávez “una de las mejores del mundo”). Il procedimento elettorale per la composizione della stessa si svolse in un contesto di grande pressione internazionale nel quale molti Paesi denunciarono l’illegittimità della nuova Assemblea (costituita solo da membri affiliati al governo), decidendo pertanto di non riconoscerla. Sebbene il presidente Maduro al momento di convocare l’ANC avesse specificato che quest’ultima non avrebbe dissolto i poteri del Parlamento bensì sarebbe coesistita con esso, quanto accaduto nella realtà dimostrerebbe il contrario. Poche settimane dopo l’inizio dei lavori assembleari, l’ANC ha provveduto ad azzerare le competenze del Parlamento (Asamblea Nacional) assumendosi il potere di legiferare su temi di ordine pubblico, sicurezza nazionale, diritti umani e sistema socioeconomico, senza però dissolvere ufficialmente l’Assemblea Nazionale (2017).

LEY ANTIBLOQUEO

La nuova legge, denominata “Ley Antibloqueo”, ha come ragion d’essere, leggendo l’articolo 1, fornire al governo gli strumenti giuridici per “contrastare, mitigare e ridurre efficacemente e con urgenza, gli effetti dannosi generati dall’imposizione di sanzioni finanziarie”, principalmente quelle applicate dagli Stati Uniti (da questo il suo nome: Anti Embargo). Inoltre, e non meno importante, la legge permetterà di classificare qualsiasi file, documento, informativa o avvenimento che il presidente venezuelano riterrà rilevante come “riservato, confidenziale o di divulgazione ristretta”. Ancora, la Ley consentirà all’esecutivo di partecipare insieme ad imprese private a delle joint venture che avranno come soggetto i beni espropriati dal governo venezuelano (soprattutto giacimenti petroliferi), senza l’obbligo di specificare la propria percentuale di partecipazione.

CRITICHE

L’opposizione parlamentare venezuelana – che gode della maggioranza in Parlamento – ha prontamente respinto l’approvazione di questa legge, ritenuta antidemocratica e anticostituzionale in quanto permetterebbe, in totale discrezionalità, di privatizzare gli attivi del Paese. I parlamentari vicini al presidente ad interim Juan Guaidò, durante una sessione trasmessa online, hanno siglato un accordo che ripugna la legge – in quanto inesistente ed inefficace poiché non ratificata dall’ Asamblea Nacional (AN), come richiesto dalla Costituzione venezuelana.   Sempre nel documento, si legge che l’AN indagherà sui funzionari del regime di Maduro con il fine di stabilire le responsabilità civili, penali ed amministrative che potrebbero derivare dall’emanazione e dall’applicazione incostituzionale di tale legge. Sebbene, secondo quanto dichiarato dal presidente Maduro, la legge sia stata discussa con le autorità regionali e municipali venezuelane, governatori di alcuni stati – oppositori del chavismo e dell’attuale governo – hanno asserito di non essere stati consultati in nessuna fase del processo che ha portato all’approvazione del documento, confermando de facto l’esistenza di una stretta autoritaria non indifferente.

 

 

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Giorgia D'Alba

Giorgia D'Alba

Sono Giorgia D’Alba e per IARI mi occupo di America Latina.Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires edho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay. Appassionata di America Latina, convinta europeista, viaggiatrice.
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