Le relazioni tra Canberra e Pechino costituiscono l’asse centrale per la geopolitica dell’Asia-Pacifico, area in cui i due paesi rappresentano gli attori principali dal punto di vista economico e strategico. Negli ultimi mesi, tuttavia, tensioni commerciali e diplomatiche hanno messo in crisi questo forte legame.

Australia e Cina sono legate da una profonda relazione di carattere commerciale, da un interesse comune per la sicurezza del Pacifico, da importanti scambi a livello accademico e dalla numerosa comunità cinese presente in Australia. Gli scambi commerciali definiscono ed influenzano le relazioni diplomatiche tra i due paesi, nonché la postura del governo di Canberra nei confronti di suoi stati membri. Il commercio sino-australiano è caratterizzato dalle esportazioni verso la Cina di materie prime indispensabili per l’economia del dragone come ferro, carbone e gas naturale. Un altro settore particolarmente coinvolto nelle esportazioni australiane è quello agroalimentare, in cui cereali, carne di manzo e vino affluiscono in quantità verso il mercato cinese. I dati forniti dal governo australiano, riferiti al 2019, indicano Pechino come il maggior partner commerciale di Canberra in quanto destinazione maggiore per gli export e primo paese importatore. A fronte di una relazione commerciale asimmetrica, in cui un terzo delle esportazioni totali australiane sono dirette verso Pechino, il tentativo di Canberra è quello di stare in equilibrio nello scenario geopolitico in continua evoluzione.

L’analisi delle relazioni sino-australiane sarebbe deficitaria se non si tenesse conto di una prospettiva più ampia, ossia una relazione trilaterale tra Canberra, Pechino e Washington. Gli Stati Uniti rientrano in questa dinamica in quanto partner australiano di primo livello dal punto di vista di difesa e sicurezza, membro del gruppo della comunità di intelligence condivisa dei “Five Eyes”. Questa alleanza strategica, che permette agli Stati Uniti di avere una roccaforte nella regione dell’Asia-Pacifico, si estende anche all’ambito commerciale; infatti, gli States risultano essere il terzo maggior partner commerciale australiano e la prima fonte di investimenti stranieri per Canberra. L’obiettivo del governo del primo ministro australiano Scott Morrison è quindi di mantenere relazioni positive con entrambi i vertici del triangolo diplomatico Cina-USA-Australia. La difficoltà, al momento, risiede nelle pressioni di Pechino e Washington affinché Canberra adotti una posizione nel contesto delle tensioni sino-americane; tuttavia, uno schieramento netto a favore di una o dell’altra potenza recherebbe danni ingenti all’isola del Pacifico. Nel tentativo di sfuggire alle pressioni di entrambi i paesi, Canberra ha adottato, a partire dal 2018, una linea diplomatica rivolta a rafforzare i legami economici e politici con le altre potenze del continente asiatico coinvolte nello stesso dilemma, tra cui India e Giappone.

La strategia australiana di non schieramento, tuttavia, ha incontrato numerosi ostacoli tra cui avvenimenti di politica interna, la postura sempre più anticinese di Washington e l’epidemia di Covid-19, che ha visto Canberra proporre un’indagine internazionale, con punto di partenza Wuhan, per accertare le dinamiche di nascita e diffusione del virus. Nel 2017, il governo guidato dall’ex primo ministro Malcom Turnbull ha accusato Pechino di interferire negli affari interni attraverso attività di finanziamento ad alcuni politici australiani. Un anno dopo, lo stato di Victoria è stato il primo, e finora unico, stato della federazione a firmare un Memorandum of Understanding per l’avvio di progetti infrastrutturali nel quadro della Belt and Road Initiative, attirando così le critiche del governo federale. Nel 2019, una serie di accuse riguardo le modifiche apportate ai curricola universitari con l’obiettivo di compiacere i numerosi studenti cinesi ha messo in luce le crescenti difficoltà nella relazione bilaterale con Pechino. In aggiunta, la presidenza Trump e la spiccata posizione anticinese del segretario di stato Pompeo complicano la posizione di Canberra, la quale punta ad una cooperazione di ampio spettro con Washington, non a diventarne un burattino nella propaganda contro Pechino.

 

Questi screzi sino-australiani si sono fatti pi­ù profondi a partire dal maggio 2020, quando l’autorizzazione all’import di quattro produttori australiani di carne di manzo è stata revocata da Pechino, in nome di disguidi tecnici. Nello stesso mese, il ministero del commercio cinese ha ordinato l’istituzione di dazi doganalidell’80.5% per le importazioni di orzo provenienti dall’Australia. Questa decisione arriva dopo un’indagine antidumping durata 18 mesi, in cui gli importatori australiani sono stati ritenuti colpevoli di esportare orzo in Cina ad un prezzo inferiore al costo di produzione, grazie a sussidi statali, danneggiando così l’industria cerealicola cinese. In agosto 2020, il ministero del commercio a Pechino ha aperto una nuova indagine per dumping, questa volta diretta alle importazioni di vino australiano, un’industria fortemente dipendente dalle esportazioni verso la Cina. Alle tensioni commerciali tra Pechino e Canberra sono andate ad aggiungersi, a partire dal 2019, questioni relative al trattamento di cittadini australiani in territorio cinese. Lo scrittore di origini cinesi e passaporto australiano Yang Hengjun è infatti detenuto nelle carceri cinesi da oltre un anno con l’accusa di aver partecipato ad atti di spionaggio. Tuttavia, Canberra lamenta l’assenza di un processo e di un procedimento penale trasparente, nonché l’impossibilità per gli avvocati di comunicare con il detenuto.

Il mondo del giornalismo è stato l’ambito più influenzato dal deterioramento delle relazioni sino-australiane nell’ultimo mese. In un primo episodio, le autorità Pechino hanno arrestato Cheng Lei, giornalista di origini cinesi e passaporto australiano, impiegata presso l’emittente di stato internazionale CGTN. Le accuse contro la conduttrice, anche se nebulose al momento, rientrano nell’ambito delle minacce alla sicurezza nazionale. Un secondo episodio ha visto protagonisti i giornalisti australiani Bill Bartles e Michael Smith, i quali hanno lasciato la Cina dopo essere stati interrogati dai funzionari del ministero per la sicurezza nazionale. Nel complesso, si può affermare che le relazioni sino-australiane stiano affrontando uno stadio di complessità e tensione inedito. Il settore commerciale, che vede Pechino come il partner più importante, dipende quindi dall’evoluzione delle relazioni non solo bilaterali, bensì trilaterali. Infatti, nonostante la strategia australiana di avvicinamento ai partner asiatici, Canberra rimane un “burattino” di Washington, almeno agli occhi di Pechino. Due scenari potrebbero portare alla distensione della situazione: una postura americana più soft verso il dragone, o una dimostrazione australiana di forte indipendenza nella sua politica estera. Realisticamente, è difficile pensare che le relazioni sino-australiane continueranno a deteriorarsi, arrecando ulteriori danni al settore agroalimentare, senza un tentativo di salvaguardia da parte di Canberra.

 

 

 

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Annalisa Mariani

Annalisa Mariani

Carilettori,Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lìho capito che l’aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. Quel Partito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho deciso di studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China andGlobalisation al King’s College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso/proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportiva e mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, amo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completi le persone sotto ogni punto di vista echesia l’unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.
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