I sondaggi mostrano che il livello di apprezzamento del Presidente Vladimir Putin è ai suoi minimi storici. Le ragioni di questo trend possono essere trovate nel disimpegno a livello politico mostrato da Putin durante la crisi pandemica e nel rispettivo aumento delle responsabilità delle autorità locali.

La pandemia di coronavirus potrebbe danneggiare la Russia in modo particolare, creando nuove e complicate sfide per il presidente Vladimir Putin. Considerando che il livello di apprezzamento del Presidente era già in calo prima dello scoppio del virus, questa situazione potrebbe ulteriormente aggravare la sua posizione. I risultati di uno studio condotto dalla società di sondaggi indipendente Levada Center mostrano che le condizioni create dalla pandemia hanno gravemente compromesso la capacità del Cremlino di fornire crescita economica e beni pubblici su cui Putin ha tradizionalmente puntato al fine di conquistare sostegno popolare.  Negli ultimi 20 anni, la popolarità di Putin ha subito dei cali ma ciò che rende unico il 2020 è che all’inizio della pandemia il sostegno interno a Putin era già in declino da diversi anni consecutivi a seguito di un impopolare aumento dell’età pensionabile e di cinque anni di declino dei redditi reali disponibili.

Il colpo più grande alla popolarità di Putin è arrivato dopo la crisi finanziaria del 2008, quando la stagnazione economica portò a un significativo declino nel sostegno al governo, culminato in una serie di proteste in tutto il paese a partire dal 2011 e le perdite elettorali del partito pro-Putin alle elezioni del parlamento di quell’anno. Nel 2014 il Cremlino ha temporaneamente invertito questa tendenza al ribasso attraverso l’annessione della Crimea, portando a un aumento della mobilitazione patriottica e nazionalista. Questo effetto è durato per circa due anni e mezzo, ma la lenta erosione del supporto a Putin è ricominciata intorno al 2017. Ed è ciò che distingue le crisi passate da quella attuale: le crisi precedenti si sono verificate quando il sostegno a Putin era elevato, mentre il Coronavirus si è abbattuto sulla Russia quando il livello di apprezzamento del Presidente russo era già da anni in calo. Ad esempio, nel 2008, prima della crisi finanziaria, i rating di Putin erano al massimo dopo diversi anni di continua crescita economica. Un’altra crisi economica alla fine del 2014 è stata bilanciata dalla notizia che Putin aveva annesso la Crimea, azione che portò il suo sostegno pubblico a livelli record. Nel 2020 invece la fiducia in Putin registra cali ormai da tre anni. Il rating di fiducia è diminuito dal 35% al 25% in soli 5 mesi, da gennaio a maggio 2020. Questo indicatore non ha mai subito un calo così brusco in 20 anni di osservazioni. Un altro indicatore – il grado di approvazione di Putin – ha raggiunto un minimo storico del 59%.

Ma perché l’apprezzamento di Putin ha raggiunto il livello più basso proprio durante la crisi di pandemia?

In tempo di Coronavirus in Russia c’è stata una tendenza opposta a quella di altre federazioni, ovvero, invece di conferire maggiori poteri al governo centrale al fine di garantire una migliore gestione del virus, Putin ha dato più spazio alle autorità regionali. Ad esempio, la prima apparizione di Putin dopo lo scoppio della pandemia ha succeduto a livello temporale quella del sindaco di Mosca[1]. Per sé Putin ha scelto il ruolo del benefattore che si espone ai cittadini solo per fornire buone notizie, mentre ha lasciato ad altri il lavoro più scomodo, come ad esempio dichiarare l’inizio del lockdown o annunciare l’uso di una app per il tracciamento dei movimenti[2]. Questa mossa ha diminuito il suo prestigio tra la popolazione e ha anche minato il suo potere centralizzato e verticale a favore delle élite locali. Si potrebbe osservare che COVID-19 non è il tipo di crisi che Putin è bravo a gestire: Putin è bravo a fare tattiche ma non è uno stratega, sa affrontare gli avversari quando sono nemici esterni contro cui muovere la nazione facendo leva sul patriottismo, ma il COVID-19 è una minaccia internazionale che attraversa i confini ed è invisibile. Le prospettive a lungo termine non migliorano se si considera che alla crisi prodotta dal Coronavirus si uniscono altre tendenze già in corso. La società russa continua a modernizzarsi e frutto di questo cambiamento sono la crescita dell’urbanizzazione e dell’importanza dei diritti civili.

 Il 74% delle persone residenti in Russia vive in un’area urbana. Oltre il 40% dei russi ora fa affidamento ad Internet e ai social network per informarsi, aggirando la tradizionale presa di Putin sui media di trasmissione tradizionali. Dal 2010 la mobilitazione di base è cresciuta in Russia. Come risultato di questa dinamica, negli ultimi anni l’importanza dei diritti civili è notevolmente aumentata per i russi, in particolare tra i giovani, il che implica che questi sentimenti cresceranno in futuro.Cosa questi risultati possono prevedere rispetto alla sostenibilità del potere di Putin? La pandemia in corso rivela l’incapacità del Cremlino di fornire sia una crescita economica a lungo termine che servizi sociali quotidiani. E mentre Putin invecchia, la società russa sta diventando più modernizzata e non può più essere governata in modo puramente autocratico. Ciò implica che entro il 2024, quando le prossime elezioni nazionali si terranno, questi cambiamenti potrebbero essere diventati tanto radicati da rappresentare sfide nuove alla capacità di Putin di mantenere la sua presa sul potere.

Note

[1] Alexandra Matas, “Russian Vision of its Position in the Contemporary Security Landscape”, Geneva Center for Security Policy (GCSP), 10 June 2020, Geneva. Webinar.

[2] Ibidem

 

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