Washington guarda con preoccupazione agli investimenti di aziende pubbliche cinesi in Israele, in linea con la retorica anti-Cina dell’amministrazione Trump



Il giorno 17 maggio, Du Wei, l’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Israele è deceduto nelle vicinanze di Tel Aviv. Arrivato nel paese a febbraio, Du era già stato ambasciatore in Ucraina dal 2016 al 2019.

La sua morte, dovuta a cause naturali, secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, lascia la Cina senza un rappresentante ufficiale in un paese in equilibrio tra l’alleanza storica con Washington e importanti scambi commerciali con Pechino. Le statistiche, aggiornate al 2018, indicano la Cina come primo importatore in Israele e secondo export market; gli USA sono invece il secondo paese importatore e la destinazione maggiore di esportazioni, con una quota di mercato pari al 27%.

Se le relazioni economiche, diplomatiche e militari tra Stati Uniti e Israele sono solide dal 1948, quelle con la PRC sono invece più recenti, risalenti al 1992. Da una decina d’anni circa, le relazioni tra Pechino e Tel Aviv hanno subito un’accelerazione sul fronte economico, con una particolare attenzione ai settori di tecnologia medica, cyber security e sviluppo infrastrutturale. Aziende pubbliche cinesi hanno vinto le gare per la costruzione di linee ferroviarie, ponti e tunnel in Israele e incarnato il concetto di win win cooperation, ossia di mutuo beneficio.

Nel 2015, la Shanghai International Port Group ha firmato un accordo per l’espansione e la gestione del porto di Haifa, spesso frequentato da navi militari USA, a partire dal 2021. Washington ha criticato l’affare, temendo lo spionaggio di segreti militari da parte di personale di sicurezza cinese in Israele e l’uso di microcomponenti dotati di tecnologie di intelligence.

L’amministrazione Trump ha rinnovato le preoccupazioni espresse già dal suo predecessore, riguardo l’aumento di investimenti cinesi in Israele in aree strategiche come infrastrutture e tecnologia. Il governo USA sta facendo pressioni su Israele affinché l’appalto per la costruzione del nuovo impianto di desalinizzazione Sorek II, il più grande al mondo secondo il progetto, non venga assegnato alla Hutchison Water International, holding con sede a Hong Kong.

Il ruolo degli investimenti diretti esteri cinesi in Israele è stato tra i temi al tavolo della la visita-lampo del Segretario di Stato americano Pompeo ad Israele il 13 maggio. Il portavoce dell’ambasciata cinese in Israele Wang Yongjun ha definito le preoccupazioni USA come insensate e basate su supposizioni invece che prove, ricordando come gli investimenti diretti esteri cinesi in Israele rappresentino solo lo 0,4% del totale mondiale. Infine, Wang ha augurato a Tel Aviv il successo nella lotta contro il covid 19 e sopratutto nella lotta al “virus politico”: quello degli attacchi americani a Pechino.

In questo contesto di delicati equilibri geopolitici, si nota come il sapiente uso del soft power cinese stia creando una frattura, o almeno un’incomprensione tra due alleati determinanti per la sicurezza del Medio Oriente. Infine, appare sempre più chiaro che tecnologia e cyber security saranno le armi predilette nelle guerre del ventunesimo secolo.

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Annalisa Mariani

Annalisa Mariani

Carilettori,Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lìho capito che l’aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. Quel Partito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho deciso di studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China andGlobalisation al King’s College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso/proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportiva e mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, amo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completi le persone sotto ogni punto di vista echesia l’unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.
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