Ormai è ufficiale, l’OMS ha rotto ogni indugio e ha dichiarato il Coronavirus pandemia mondiale. Quello che sembrava essere fino a pochi giorni fa un problema solo italiano sta iniziando a dilagare in tutta Europa, sempre più contagiati iniziano a essere registrati negli altri Paesi europei. La vita sociale, le imprese, l’economia, lo sport, tutto si ferma e lascia presagire tempi molto duri per l’Europa come non li si vedevano da molti, molti anni. 

Fino a un mesetto fa guardavamo a est, verso la Cina, quasi con compassione e tirando un sospiro di sollievo per non essere noi a vivere la quarantena di Wuhan e la paura che ormai si era dilagata tra i cuori dei cinesi. Adesso i ruoli sembrano essersi totalmente rovesciati. Non siamo più noi che mandiamo messaggi di solidarietà, adesso è la Cina che guarda verso l’Europa con la forza di chi ha sconfitto il nemico e si sta mostrando ben disposta e solidale nell’offrirci sostegno, aiuto e attrezzature per fronteggiare l’emergenza. Ma è veramente soltanto generosità?

Non esiste pandemia o chissà che altra sciagura che può sconvolgere gli equilibri del sistema internazionale, niente è fatto per niente, la Cina può sfruttare la sciagura che li ha messi in ginocchio negli ultimi due mesi per trasformarla in una grossa opportunità di aprirsi all’occidente europeo. Guardiamo agli sviluppi recenti, Cina e Italia sono sempre più vicine e oltre ai messaggi di solidarietà per la battaglia che il nostro Paese si ritrova a combattere ecco che prontamente arrivano tonnellate di mascherine e attrezzature per aiutare il sistema sanitario nazionale. In più, come se non bastasse, ecco in arrivo una squadra di medici specializzati direttamente dalla Cina per aiutare il personale sanitario italiano che mai come adesso si ritrova in una situazione di difficoltà a dir poco drammatica. 

La Cina è tra i maggiori produttori al mondo di macchine e prodotti sanitari, come appunto mascherine e respiratori, l’Italia è attualmente il miglior cliente possibile che arriva allo stesso tempo nel momento migliore. La Cina è uscita dall’emergenza e ora ha il dovere di rialzare la testa dopo essere rimasta in ginocchio per tutto questo tempo, stando alle prospettive attuali ben presto la pandemia inizierà a mettere in seria difficoltà anche gli altri Paesi europei, la Cina ha già fatto capire di essere ben disposta a offrire il proprio aiuto per riattivare il proprio export proprio in quell’Unione Europea i cui Paesi fanno tanta fatica a collaborare e si ritroveranno costretti (come l’Italia adesso) a rivolgere le proprie richieste verso l’alleato più improbabile. 

La Cina ha l’occasione non soltanto di riattivare il proprio export sfruttando la pandemia che ha preso di mira il Vecchio Continente, ma anche di gettare le basi per nuove e future relazioni che di certo non faranno felice a ovest dell’Atlantico. Che il Coronavirus possa essere, incredibilmente, lo slancio per la nuova via della seta in tutta Europa? Dall’altra parte non staranno certo a guardare…  

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Stefano Privitera

Stefano Privitera

Stefano Privitera. Laurea in Relazioni Internazionali. Per lo IARI analizza la politica interna italiana
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