La cancellazione del debito proposta da Xi Jinping, simile ad altre iniziative internazionali, è  significativa solo a parole. Concretamente, il beneficio per i paesi coinvolti sarà minimo.

 

Il 17 giugno, il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping ha presieduto il summit sino-africano incentrato sulla solidarietà post-coronavirus. Tra le iniziative annunciate, la cancellazione del debito, sui prestiti statali ad interesse zero a maturazione entro la fine del 2020, è particolarmente rilevante sotto il profilo geopolitico.

Il debito di governi e imprese statali africani verso Pechino si aggira intorno ai 150 miliardi di dollari, ossia circa il 20% del debito estero totale del continente. La maggior parte di questi proviene dal finanziamento cinese di progetti infrastrutturali inseriti nel contesto della Belt and Road Initiative, alla quale hanno aderito 40 paesi africani su un totale di 55.

Il grande progetto cinese, che già aveva destato preoccupazioni per l’alto tasso di indebitamento dei paesi membri, sembra subire un ulteriore contraccolpo in seguito alla pandemia di covid. Infatti, il Fondo Monetario Internazionale ha classificato 25 paesi africani nella categoria di debitori ad alto rischio per i quali ha acconsentito alla cancellazione del debito fino a fine 2020, per un totale di 500 milioni di dollari. L’iniziativa è stata poi ripresa dal gruppo del G20, che, insieme all Banca Mondiale, ha concesso la sospensione sulla restituzione del debito per 76 paesi con basso prodotto interno lordo.

Xi Jinping durante il summit tenutosi in video-conferenza, ha garantito la partecipazione alla proposta G20 e anche lanciato il piano cinese per la riduzione del debito. Nonostante la retorica di un progetto estremamente vantaggioso per gli stati africani, è bene notare che i prestiti ad interesse zero erogati direttamente dal Ministero del Commercio cinese costituiscono solo il 5% del totale erogato, una cifra piuttosto esigua. Il resto del debito, erogato dalle policy banks, come la Banca Import-Export cinese, potrà essere rinegoziato ed esteso su base individuale.

Le parole di Xi Jinping, celebrate dai media di stato come un’esempio della incredibile generosità cinese, appaiono quindi prive di valore pratico, se confrontate con la quantità totale del debito. La Cina metterà a punto altre misure di supporto per gli alleati africani o preferirà il rischio di inadempienza, con la possibilità però di guadagnare la proprietà di infrastrutture locali?

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Annalisa Mariani

Annalisa Mariani

Carilettori,Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lìho capito che l’aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. Quel Partito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho deciso di studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China andGlobalisation al King’s College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso/proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportiva e mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, amo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completi le persone sotto ogni punto di vista echesia l’unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.
Annalisa Mariani

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